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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Ancora motovedette italiane, stavolta allo Yemen: qualcuno ci spieghi

2010-10-02
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Questa volta non avranno bisogno di scendere in coperta ad aspettare che i colleghi finiscano di sparare.

I finanzieri (o chi altro) italiani incaricati di insegnare agli yemeniti come usare le nostre motovedette, non avranno di fronte a sé cittadini italiani, ma fantasmi: pirati somali, immigrati di varie provenienze e – qualche volta – anche terroristi di ritorno in Yemen da una gita a Mogadiscio.

Potranno anche sparargli addosso, immagino: quegli Esseri non fanno parte del Nostro Mondo.

Come avevo previsto – e mi dispiace di averci azzeccato – ciò che l’Italia “donerà” allo Yemen nel quadro dell’iniziativa “Friends of Yemen” – un brand inventato da Frattini in persona – sono le motovedette che tramite il nostro Ministro degli Esteri andiamo  in giro per il mondo a regalare o a vendere e che hanno sparato pochi giorni fa su un peschereccio di Mazara del Vallo:

Yemen, Italy talk over security cooperation
[22/September/2010]

SANA’A, Sep.22 (Saba)- Yemen and Italy discussed here on Wednesday aspects of security cooperation, especially in the field of coastguard and training.

In the meeting gathered Interior Minister Mutahar al-Masri and the official of cooperation at the Italian Foreign Ministry, the two sides discussed the second phase of the radars system project for coastal monitoring, financed by the government of Italy.

The project will start from Shakra in Abyan province to Nashtoon in Mahrah province.

Al-Masri commended the support provided by the Italian government to Yemen’s security agencies, noting to the depth of historic relations between the two friendly countries.

For his part, the Italian official valued the efforts of the Yemeni Interior Ministry in providing the necessary facilities for the Italian company implementing the coastal watching project.

He voiced the readiness of Italian coastguard to train 100 Yemeni cadres of the coastguard police as a first phase, affirming his country’s support to unity, security and stability of Yemen (fonte)

Altri dettagli della nostra “cooperazione” con lo Yemen li trovate qui.

Se non volete andare a leggere l’articolo vi segnalo che:

  1. non si fa cenno ad alcuna iniziativa di tipo umanitario, di cooperazione allo sviluppo, culturale;
  2. si parla di radar e sistemi di monitoraggio del tipo di quelli che abbiamo smazzato ai libici per tenere a bada i profughi sub-sahariani.

Se quella riportata sopra era una notizia del 22 settembre, cioè di due giorni precedente al primo meeting a livello ministeriale dei Friends of Yemen, quella che riporto adesso è del 1° ottobre:

10-year plan for development of Yemen Coastguard Forces
[01/October/2010]

SANA’A, Oct. 01 (Saba) – A senior Yemeni military official said on Friday that the Yemeni Coastguard Forces would be able to implement a strategy of developing and enhancing its functions in order to protect regional and international water from smuggling and maritime piracy in the Gulf of Aden.

The Commander of the Yemeni Coastguard Forces Authority Brigadier General Ali Ahmed Rasa’a added that the strategy includes a ten-year plan aims at completing the infrastructure of the authority in the coastal areas of the country in order to control the security aspects in the Yemeni ports and save its coastal strip, including the fight against drug trafficking and piracy and the protection of the marine environment.

The senior Yemeni officials also said that the strategy received support from foreign donors and organizations.

“The strategy of the Coastguard Forces Authority received an international support during the recent meeting of the Friends of Yemen, which held in New York”, he said.

Rasa’a added that international donors have considered the ten-year plan for development of the Yemeni Coastguard Forces an excellent type of close cooperation between the Yemeni authorities and the donors (fonte).

Insomma: avete capito o no?

Invece di aiutare lo Yemen a uscire dal disastro umanitario in cui versa, aiutiamo l’esercito yemenita a monitorare le sue coste.

Bella amicizia, abbiamo, con quella povera gente.

Li aiutiamo a casa loro, proprio così.

Rinnovo l’appello a chi ha più mezzi di me: cercate di capire, per favore, perché continuiamo a dare in giro motovedette e addestratori di motovedette.

C’è bisogno che Frattini regali una motovedetta al Niger?*

————–

* @Falecius :-))

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8 Responses to Ancora motovedette italiane, stavolta allo Yemen: qualcuno ci spieghi

  1. darmius on 2010-10-02 at 09:17

    A parte l’equivoco Niger-Delta del Niger (dove forse le piattaforme petrolifere avrebbero bisogno di motovedette per proteggere i loro ingegneri, forse potrei tentare una preveggenza alla nostradamus: se il mondo non finisce nel 2012, fra qualche anno vedremo fiorire sulle coste yemenite dell’Oceano Indiano e del Mar Rosso — ben protette dalle motovedette — grandi resort turistici a marchio UTC (Universal Touring Company, cercare), che porteranno sviluppo e progresso alla sfortunata Arabia Felix.
    D
    PS. il tono della profezia è ironico…

  2. Lorenzo Declich on 2010-10-02 at 09:28
    • darmius on 2010-10-03 at 14:32

      già, un giorno, se non avrai approfondito già da te, si potrebbe raccontare la storia della “dinastia” orientalista dei Livadiotti (ma io non posso farlo…)
      D

  3. terzogiro on 2010-10-02 at 13:53

    aiutiamoci a casa loro, no?

  4. […] così come a un buon numero di paesi poverissimi e/o invischiati con i nostri affari, diamo solo motovedette. Germany allocates $ 110 mln to support development in […]

  5. […] Ancora motovedette italiane, stavolta allo Yemen: qualcuno ci spieghi […]

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