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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Ahmadi e i suoi amici libanesi

2010-10-13
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Ricevo da Champlooman questo post su Ahmadinejad e la sua visita in Libano.

Lo rimando, con qualche intromissione:

È vero, Ahmadinejad ha detto che l’11 settembre è una strategia americana per realizzare un programma politico in medio oriente; ma chi non aveva almeno una volta, nell’intimo del proprio studio-letto-schermo di pc, pensato a questo?

Insomma tutti ci abbiamo pensato, qualcuno ha riflettuto, altri smentiscono, altri aspettano di arrivare ai 60anni per scoprire una storpiata verità.

Però siccome così parlò Ahmadi, tutti si son dovuti porre il problema di farla sembrare una cosa inusitata, sconcertante, peggio quasi della Shoah Revisited.

E Lui è molto contento, ha suscitato scalpore, la sua politica estera a suon di discorsi permane.

Poi va in Libano, lascia un paio di sassi, fra accuse e rischi di attacchi sunniti-israeliani, conclude un paio di bei accordi commerciali, qualche negoziato sull’export di armi all’esercito libanese – non più Hezbollah, ma direttamente a quelli che collaborano con l’Unifil – un po’ di gas magari a largo delle coste mediterranee, un paio di raffinerie.

E insomma il Libano è di nuovo il crogiuolo di prima, niente di nuovo.

Però la storia delle bandiere iraniane sulle moschee e sui ponti libanesi (qui) , non va proprio a genio da quelle parti.

Sciiti sì ma anche arabi.

Però ci son le scuole, gli ospedali, le armi, e c’è pure Israele, che non perde occasione di minacciare.

Allora ben vengano le bandiere e tutto il resto. E ben venga anche Ahmadi, che anche se parla troppo, non risparmia mai per il Libano.

E siccome la strada di al-Quds [for dummies: Gerusalemme] passa per Kerbela [for dummies: città santa per gli sciiti, gli iraniani sono sciiti, la città si trova in Iraq], e Kerbela non è più ostile all’Iran, lasciamo passare questo “umile uomo” – parola di Michel Aoun [for dummies: uomo politico cristiano maronita dalle mille stagioni, vedi qui, ed oggi alleato anche del Hezbollah] che “calling Mr. Ahmadinejad a modest man who is widely misunderstood” –  nelle terre degli amici libanesi.

Ma si sono accorti che con lui son arrivati 2.500 membri delle Guardie Rivoluzionarie?

E 5000 agenti delle truppe speciali Hezballah, addestrate in terra iraniana (Khuzestan)?

Sarà un bel discorso di quelli infuocati, quello di Ahmadi.

Fra gli invitati anche Seyyed Hassan Nasrallah, e il suo prolifico arabo.

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4 Responses to Ahmadi e i suoi amici libanesi

  1. Melon on 2010-10-13 at 07:54

    Avrei una domanda un po’ dietrologa su Kerbela. Quando i cowboys l’hanno “liberata”, avevano chiare in mente il conseguente assetto geopolitico, oppure hanno esclamato DOH! come Homer? Insomma è miopia o lungimiranza?

  2. champlooman on 2010-10-14 at 07:39

    melone è una bella domanda, che più volte mi son chiesto anch’io… beh per adesso il risultato per delle menti sane, dovrebbe essere un sono DDDOHHH!. ecco, se poi vogliamo fare un pò di dietrologia, allora ogni tanto in Iran mi dicevano “ma no! i mullah sono in combutta con gli inglesi e gli americani, fanno gli uni comodo agli altri…” e cose simili. c’è molta propensione alla cospirazione, forse anche per ragioni di intrighi storici ripetuti..ti posso dire una invece: può darsi che chi ha deciso di attaccare l’iraq non pensasse al futuro assetto geopolitico, ma ai ricavati delle proprie aziende, o meglio, di gruppi industriali e finanziari vicini all’allora governo bush. un nuovo caso di vittoria del privato sul pubblico.

    • Melone on 2010-10-14 at 11:15

      D’accordo su tutta la linea.

  3. […] ad esempio, rimanendo in ambito petrolifero, osserva Champlooman in questo commento a un suo post (che potrei appunto definire un post di “geografia commerciale”): può […]

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