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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Mille e un bunga bunga

2010-10-30
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Byoblu, blogger italiano di prima categoria, scrive:

Silvio Berlusconi è un sultano. L’Italia è un sultanato e Villa San Martino (Arcore) e Villa Certosa sono due dei suoi immensi harem. Ogni giorno, dopo avere fatto qualche telefonata di rito, più che altro a Letta e Ghedini per assicurarsi che il Lodo Alfano proceda, il premier si dedica all’organizzazione di quello che davvero conta per lui: il Bunga Bunga della sera. Ecco perché è così amico di Gheddafi. Ecco perché gli procura 500 hostess bionde sopra il metro e settanta. Ecco perché minimizza sul leader libico, etichettando le sue indegne stravaganze come folklore, ed ecco perché fanno affari insieme. Sono uguali. Sono uguali e passano la giornata nell’attesa dell’amato Bunga Bunga. (fonte)

La differenza sostanziale fra Gheddafi e Berlusconi è che il secondo dice che siamo liberi e viviamo in democrazia.

Ma va bene così, applichiamo il caro vecchio immaginario orientalista del harem.

Va bene, usiamolo come metafora per spiegare quanto Berlusca ci fa schifo.

La metafora funziona bene perché in fondo l’immaginario del harem ce l’abbiamo tatuato nel cervello fin da piccoli.

Fatto?

Ok.

Ora, però, riflettiamo almeno un decimo di secondo sul fatto che “‘sti arabbi” quando sono poveri ci tolgono l’identità, e quando sono ricchi ci hanno i harem.

E che quando siamo ricchi ‘sti harem li imitiamo.

E che quando facciamo le trasmissioni in TV ‘sti harem li rappresentiamo perché ogni bravo maschio italocristiano lowermiddleclass vuole almeno vederlo in televisione, un harem.

In 3d, perché lui paga il canone e vuole sempre un posto in prima fila.

Ecco: ora facciamo un piccolo sforzo interculturale.

Diamo il nome che merita al gineceo berlusconiano.

E cerchiamo di dire tutti insieme coraggiosamente: un harem in cui non vige la pur maschilista e dispotica morale di un sultano è solo e soltanto un puttanaio.

Riflettete: oerché dobbiamo circondare Berlusca di profumi d’oriente, mattonelle in blu maomettano, bagni termali, sete d’Aleppo e cuscini damascati?

Lasciamolo lì, in quelle sue ville di merda, nel suo squallido mondo, perfavore.

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10 Responses to Mille e un bunga bunga

  1. Il blog dell'inquietudine on 2010-10-30 at 12:00

    Tra harem e puttanaio c’è tutta la differenza di questo mondo, hai fatto bene a dirlo. Chi si ostina a usare parole come harem, sultano, escort, festini e altre delicatezze è complice perché gli regala quella simpatia da allegra canaglia che fa presa.

  2. minos on 2010-10-30 at 12:07

    temo che la differenza tra harem e puttanaio sia troppo sottile per troppe persone (incluso il qui presente dummy)
    poi vabbè, a me prende l’allergia anche quando leggo di matrimonio morganatico (100% made in europe)

  3. marco on 2010-10-30 at 17:56

    Applausi. E’ quello che dico sempre anch’io.
    Uno degli aspetti peggiori di quest’epoca berlusconiana e’ l’abuso degli eufemismi ammiccanti e del cambiamento semantico delle parole: il puttanaio diventa l’harem, la troia diventa escort, sodomizzare un transessuale diventa una scappatella. E il Grande Fratello non e’ piu’ una distopia, e le veline non sono piu’ le notizie di regime, eccetera.

    • Lorenzo Declich on 2010-10-31 at 10:41

      Pensa che un anno fa minacciarono di querelarmi perché avevo osato usare il termine “escort” vicino a quello di “hostess” e, secondo loro, questo offendeva le hostess… siamo al delirio

  4. Miguel Martinez on 2010-11-01 at 15:52

    Il commento più straordinario in assoluto, che ci porta dalla cronaca alla comprensione universale dei nostri tempi, lo fa Sherif su Salamelik:

    “La prova del Bunga Bunga divenga requisito essenziale per la cittadinanza per i Bingo Bongo.”

    Quattrocento trattati di sociologia in 15 parole. Genio puro.

  5. mizam on 2010-11-01 at 18:46

    Ta’zieh

    Fatali furon labbra di rubino
    Pel vecchio sedicente libertino
    Le lodi e l’audi tu donasti invano
    Mandrillo con cipiglio da sultano.
    Se rubi baci e balli al tuo festino
    Iniquo si profila tuo destino.
    Da troppo rubi, non è più karima:
    Ingenerosa sorte si avvicina.

  6. lia on 2010-11-03 at 10:37

    pensavo… dato che io e milioni di altre persone siamo piuttosto ignoranti in materia, voi potreste migliorare le pagine wiki sull’argomento harem, in modo da fornire un riassunto ragionato e sensato sull’argomento? Mi pare che sia un argomento spinoso per le implicazioni sulla dignità femminile e sul “mondo musulmano”. Ogni volta che salta fuori si finisce, per cercare di difendere qualcuno, a discriminare qualcun altro, magari anche sulla base di informazioni sbagliate, più leggendarie che storiche. La pagina wiki inglese dichiara onestamente di essere lacunosa, quella italiana non ha questo buon senso ma è brevissima e contiene assurdità logiche (es “spazio riservato [alle donne], cui aveva diritto d’accesso solo l’uomo che, per età, grado di parentela o impossibilità fisica (impotenti o eunuchi), non potesse aver lecitamente rapporti sessuali con la donna”: ah perchè se poteva averne di illeciti poteva entrare?). Grazie.
    http://en.wikipedia.org/wiki/Harem
    http://it.wikipedia.org/wiki/Harem

    • darmius on 2010-11-03 at 21:04

      davvero c’è scritto questo su wikipedia italiano! è davvero una contraddizione! C’è sicuramente almeno un uomo che può avere rapporti sessuali con le donne del harem e che ha accesso ad esso!
      D

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