Tutto in 30 secondi
[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Prima le armi e poi il pane

2010-11-08
By

In questo piccolo resoconto si riassumono le linee guida della nostra politica estera nei confronti dello Yemen.

Saud al-Faisal, il Ministro degli Esteri saudita e Franco Frattini, Ministro degli esteri italiano, hanno tenuto una conferenza stampa congiunta a Riadh, l’altro ieri, nel quadro di incontri bilaterali di sfondo eminentemente economico (c’era anche Marcegaglia, per dire… vedi qua)

Saud al-Faisal dice che il gruppo Friends of Yemen , vale a dire quel gruppo di paesi donatori che si sono messi insieme l’altr’anno per aiutare il povero Yemen, dovrà dare supporto economico, training e progetti allo Yemen in un modoche tenda a sviluppare le infrastrutture del paese.

Franco Frattini dice che sì, va bene. In special modo, però, bisognerà aiutare lo Yemen a controllare le sue coste.

La fonte è qui.

I lettori di questo blog sanno quanti post ho scritto sul nostro caro Frattini addestratoreguardiacoste, quindi eviterò di riscrivere le stesse cose, rimandando ai links che ho appena dato.

Ciò che oggi voglio associare alla cantilena frattiniana è questo articolo dello Yemen Observer in cui si denuncia il fatto che la maggior parte delle risorse allo sviluppo fornite dalla comunità internazionale allo Yemen sono destinate alla “lotta al terrorismo” e che, comunque, la comunità internazionale continua a dare aiuti col contagocce.

E tutto questo a fonte di una storia, quella dei pacchi bomba, che non decolla (1) e non decolla (2).

Per chi se lo fosse perso in inglese: grazie a Medarabnews è disponibile una traduzione in italiano dell’articolo di Ginny Hill dal titolo “Aggregare” o aggravare il rischio terroristico nello Yemen e in Somalia? il cui sommarietto suona così:

Di fronte alla “minaccia terroristica” rappresentata da paesi come lo Yemen e la Somalia, gli Stati Uniti e l’Occidente stanno fornendo assistenza ai governi di questi due paesi essenzialmente nel settore della sicurezza; ma queste operazioni rischiano, al contrario, di alimentare il malcontento e di fungere da potente fattore di radicalizzazione e di rafforzamento della militanza.

Invito poi a leggere questo pezzo dal titolo eloquente “al-Qaeda è principalmente una cosa di fabbricazione occidentale” in cui si riportano alcune opinioni del Primo ministro yemenita, Ali Mujawar, fra cui questa:

Yemen has launched an early warning of the danger of terrorism on the international security even before the September 11 events, but unfortunately we did not find response to these warnings

Interessante anche questa dichiarazione del Ministro degli interni, Mutahar al-Masri, nello stesso articolo:

the persons belonging to al-Qaeda in Yemen were not born in Yemen, but they were born and raised in other countries and then came to Yemen to engage in terrorism.

Tags: , , , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

novembre: 2010
L M M G V S D
« Ott   Dic »
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
2930  

Archivi

 
'