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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

I crociati del sanguinaccio

2010-11-16
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C’è chi promette, a Sassuolo, di emanare un’ordinanza a qualche giorno dalla Festa del Sacrificio per ricordare ai residenti musulmani che non si possono fare macellazioni casalinghe “di ovini e caprini”.

Che la “promessa” sia spia di un’attività repressiva di solo una parte della popolazione, cioè della minoranza musulmana,  sta proprio nell’indicazione del tipo di carne da non sgozzare.

Nelle dichiarazioni, infatti, non si parla di suini, animali vietati ai musulmani che invece, come ricorda il caro Mizam, in zona vengono allegramente sgozzati senza pietà:

Auspico che le stesse regole siano applicate con severità per la macellazione tramite sgozzamento dei suini nei casolari di campagna, che da quelle parti è assai in auge, e che il consumo di sanguinaccio, salami ecc. ottenuti in quel modo sia monitorato e aspramente represso (originale qui).

Se a Sassuolo tentano di bloccare la Festa del Sacrificio con le multe, a Treviso invitano a “denunciare il crimine”.

Il metodo è insieme più ortodosso e più fastidioso perché qui si invitano i “cittadini” ad avere un atteggiamento delatorio:

TREVISO (15 novembre) – Il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, ha chiesto oggi al Procuratore della Repubblica e alle Forze dell’ordine la massima vigilanza volta a prevenire sofferenze agli animali da macellazione in vista della prossima festa islamica del sacrificio.
Muraro, nel ricordare come la pratica preveda la morte dell’animale per rescissione della carotide, senza preventivo stordimento, con l’animale dunque cosciente che muore lentamente per dissanguamento, chiede anche alla popolazione di denunciare «i casi di macellazione in luoghi non idonei alla stessa o di maltrattamento ai quali dovessero assistere».

«È di questi giorni la ratifica, anche da parte dell’Italia, della Convenzione Ue per la protezione degli animali, un testo – ricorda il presidente della Provincia – che mira a una maggiore tutela dei loro diritti. Eppure in nome dell’accoglienza e della libertà di espressione religiosa permettiamo la pratica di un rito barbaro che va oltre la tradizione e l’etica italiana». (ilgazzettino.it)

La macellazione di un vitello secondo il rito islamico

(fonte. La fonte primaria, cioè il Gazzettino, ha cancellato il link al video che invece “infosannio” riporta).

Anche qui non si dice cosa davvero si vuole fare – cioè proibire  ai musulmani di far bene la loro festa – bensì si introducono motivazioni terze (la sofferenza dell’animale) laddove la “tradizione e l’etica italiana” sono chiaramente delle astrazioni senza senso, visto il discorso del sanguinaccio di cui sopra.

E sono anche offensive se vengono pronunciate da un leghista: che cosa vorrebbe dire questo bellimbusto padano su noi italiani?

Il link che segue nella citazione, fra l’altro,  rinvia a un video in cui si macella all’islamica un vitello in un macello, non in casa, il ché ci informa che la “condanna” di chi scrive, cioè il Gazzettino, è culturale: la legge si invoca soltanto in quanto strumento di esecuzione della condanna.

Il dato “umanitario” e/o igienico è solo una copertura bigotta e bacchettona che pulisce formalmente la coscienza di chi parla.

Ma chiariamo tutto come si deve: non dico che sgozzare un animale, in casa o meno, sia una bella cosa, né che ciò cosa debba essere permesso (personalmente mi sto avvicinando a grandi passi verso una vita vegetaliana).

Neanche dico che si debba derogare a leggi dello Stato, non sia mai.

Dico solo che l’uso politico di una tradizione religiosa, specie se teso a separare e creare barriere è odioso.

Una cosa è far rispettare le leggi. Un’altra è usare le leggi come clave contro una minoranza.

Facendo finta che tutto questo avvenga “perché ce lo dice l’Europa”.

Peggio, poi, se si invoca “l’aiuto della popolazione” nell’individuare i colpevoli.

Roba da nazi.

 

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8 Responses to I crociati del sanguinaccio

  1. ventopiumoso on 2010-11-16 at 15:23

    eh sì hai ragione. uff

  2. mizam on 2010-11-16 at 15:30

    Eh, devono imparare le miti tradizioni italiane… per esempio:

    “Nella macellazione tradizionale del maiale la persona che dirige, per esperienza e per ruolo, in genere il capo famiglia, recide con una precisa coltellata la giugulare del maiale, maiale al quale sono stati legati piedi e bocca prima di stenderlo sullo scannatoio. Le urla del maiale fanno fuoriuscire ogni goccia di sangue dal suo corpo. Il sangue viene raccolto e trasformato in sanguinaccio, la carne quasi perfettamente dissanguata, dopo un breve periodo di frollatura sarà pronta per essere sezionata per le varie conserve, prosciutti, capicolli, salsicce etc. (Suppressate, Sozizze allu largu, cap’è’cuolli, frinnicule, vusciulu, etc.)
    Il sangue caldo del maiale va abilmente manipolato affinchè non si coaguli, basta fare un attimo di ritardo o sbagliare un movimento affinchè non sia più buono per essere trasformato in sanguinaccio.”
    (http://www.emigrati.it/Radici/Tradizioni.asp)

    • darmius on 2010-11-17 at 10:03

      “stenderlo sullo scannatoio”? io ricordo che lo si appendeva a testa in giù…
      D

  3. eva.t on 2010-11-16 at 18:40

    Ti posso dire che, nata e cresciuta in campagna, da noi ho visto ammazzare non solo il maiale, ma praticamente quasi ogni animale edibile (a parte forse i vitelli), ovviamente con metodi cruenti. In ogni caso resto carnivora convinta, che non vuol dire mangiare carne a colazione, pranzo e cena eh…, se le tradizioni vogliono che il consumo di carne debba essere riservato alle festività forse forse un motivo c’è.

  4. Franz on 2010-11-16 at 22:29

    Semplicemente in cascina si può in appartamento no.

  5. mizam on 2010-11-17 at 09:19

    Non è vero, conosco personalmente casi di controlli alle cascine, la legge non fa distinzione fra il tipo di abitazione. Certo servirebbe un mandato sia nelle cascine che negli appartamenti, ma non sempre chi è soggetto all’ispezione ne è al corrente.

  6. […] Li avevamo lasciati a caccia di sgozzatori di bovini, ovini e caprini. […]

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