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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

La presidenza turca del Consiglio d'Europa

2010-11-19
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I controjihadisti di Gates of Vienna, la cui gadgettistica è assolutamente imprescindibile, rischieranno l’infarto.

Sul portale del Consiglio d’Europa, la benemerita istituzione europea custode della nostra libertà e dei nostri valori, alla voce “presidenza”, si legge da qualche giorno la parola “Turchia”.

Niente di nuovo – la Turchia fa parte del Consiglio d’Europa dal 1949 – ma immagino che di questi tempi la cosa possa scatenare allarmi.

Appena nominato, lo scorso 10 novembre, Ahmet Davutoğlu, Ministro degli esteri turco e presidente del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, ha detto queste frasi (in occasione della giornata della tolleranza 2010):

Le società tolleranti sono quelle società che difendono i diritti umani degli individui sulla base del rispetto della singola identità di ogni persona […].

Nelle loro azioni, gli Stati membri del Consiglio d’Europa sono guidati verso il raggiungimento di questo ideale per mezzo degli obblighi derivanti dalla Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo, di cui celebriamo quest’anno il 60° anniversario. Essi sono anche sostenuti dai pareri degli organi del Consiglio d’Europa, in particolare del Commissario per i diritti umani e della Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI).Le sfide sono numerose. In Europa, la discriminazione, sia essa basata sul colore, l’origine etnica o nazionale, la religione, la lingua, la cittadinanza o su altri motivi, è un fenomeno ancora diffuso. Il deterioramento dei legami sociali conduce ad una radicalizzazione sempre maggiore fra alcuni gruppi. Inoltre, le norme stabilite dalla nostra Organizzazione sono sempre più apertamente messe in discussione da coloro che si dedicano al discorso politico xenofobo o islamofobico, a falsi dibattiti circa l’integrazione e i valori nazionali o semplicemente a discorsi di incitamento all’odio.

Apprendere come vivere insieme è un concetto che deve essere rafforzato nel 21° secolo. È per tale ragione che abbiamo dato ad un gruppo di “eminenti personalità” l’incarico di formulare raccomandazioni concrete come priorità assoluta. Tale iniziativa costituirà un’azione complementare rispetto alle altre intraprese nei settori, per esempio, dell’istruzione e del dialogo interculturale.

La Giornata internazionale della tolleranza mi offre la possibilità di ribadire l’impegno del Consiglio d’Europa nel collaborare attivamente con le nostre organizzazioni partner, regionali e mondiali, nella ricerca di una sicurezza piena fondata sulla libertà, l’uguaglianza, la giustizia, l’opportunità e il rispetto per la diversità (fonte)

Belle parole, davvero.

Un’analisi qui.

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One Response to La presidenza turca del Consiglio d'Europa

  1. […] scrivevo qualche giorno fa) la Turchia fa parte del Consiglio d’Europa dal […]

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