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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Deserto fuori, deserto dentro

2010-12-30
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Quelli di Focus MO mi hanno tolto le parole di bocca.

Dubai, Burj Khalifa, dopo un anno il grattacielo è ancora vuoto

Mercoledì 29 Dicembre 2010 17:14

I guardiani della fortezza sono pagati per questo: difendere il simbolo di Dubai, il Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo, 828 metri di altezza, uno spillo di vetro e acciaio che si arrampica sul cielo dell’emirato, 160 piani, 900 appartamenti, 144 residenze firmate Armani e il primo hotel al mondo disegnato da re Giorgio.

Eppure questi uomini difendono il vuoto. Infatti, a un anno dall’inaugurazione, 825 dei 900 appartamenti del Burj Khalifa sono ancora vuoti. Disabitati. Nessuno vive nel simbolo di Dubai. Il grattacielo oggi si vende a prezzi da saldo. Il valore degli appartamenti è crollato della metà, gli affitti del 40 per cento. Un’abitazione di una stanza e 80 metri quadri è passata di mano qualche giorno fa per 450mila euro, vale a dire 5.600 euro al metro quadro, bruscolini rispetto alle quotazioni di un appartamento nel centro di Milano o di Roma. Bisogna salire al 124° piano del Burj Dubai per capire il vero volto dell’emirato: pochi attimi di ascensore alla velocità di 64 metri al secondo, verso il punto panoramico più alto del mondo. Eppure questo simbolo risente della crisi.

via Dubai, Burj Khalifa, dopo un anno il grattacielo è ancora vuoto.

La Torre di Khalifa è chiamata così perché Khalifa bin Zayed Al Nahayan, presidente degli Emirati Arabi Uniti ed emiro di Abu Dhabi, ottenne un cambio di nome del grattacielo – prima si chiamava Torre Dubai – in onore del suo intervento economico che salvò Dubai dalla bancarotta.

Si sa, ‘ste cose portano sfiga.

Domanda finale: poteva restarsene a casa sua, l’emiro?

 

 

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