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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Nasce il "burkea", cioè il burka di IKEA

2011-01-10
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[Ricevo l’approvazione alla pubblicazione dall’autore, Davide Pelanda, e da Andrea Doi, redattore di Nuova Società. Ringrazio i due e pubblico questo buon esempio di articolo di islamercato]

Nella discussione di questi giorni sulla nuova moschea a Torino si può inserire anche l’annosa questione del velo islamico.

Tanto per mettere un po’ di carne al fuoco, come si suol dire, non si può non aver notato che alcuni super-ipermercati stanno facendo assunzioni di donne musulmane come cassiere e commesse nei vari stand in tutta Italia ed anche all’estero. Donne islamiche che vestono il velo, burka piuttosto che hijab. Questo sta succedendo, ad esempio, da noi in alcuni punti della Coop ma anche di altre catene della Grande Distribuzione.

Ma come far conciliare a queste donne islamiche il velo che, per tradizione e prescrizione religiosa, esse debbono obbligatoriamente portare?

Ecco dunque che, dopo il “burkini” ovvero il costume da bagno adatto anche per le donne islamiche con velo per così dire “incorporato”, nascere un altro elemento che potremmo definire di “marketing identitario”: lo potremmo chiamare in questo caso il “burkea”, cioè il burka di IKEA.

Già perché proprio tra il mobilio svedese fai da te possiamo scorgere ragazze islamiche con un velo formato da due pezzi, senza fermaglio, di colore blue navy bordato in giallo e riportante il logo IKEA in giallo. Un corporate hijab – così è stato definito in alcuni siti islamici – che testimonia dell’appartenenza delle lavoratrici all’Islam e al contempo a una comunità aziendale.

La prima filiale IKEA al mondo che ha deciso di lanciare questo velo con marchio è stata quella di Edmonton vicino a Londra: hanno contattato una ditta, la TheHijabShop.com a cui hanno affidato l’incarico di progettare e produrre appunto quello che possiamo chiamare il “burkea”, cioè il burka targato IKEA.

Detto, fatto! Il sito di vendita di veli online è riuscito a sfornare un “due pezzi”, con i colori dell’azienda (blu e giallo) e il logo dell’azienda. I due pezzi coprono la testa, il collo e le spalle, è dove è sistemata la piccola scritta IKEA.

«Lodiamo IKEA per essere venuta incontro alle necessità culturali e religiose delle proprie impiegate» ha dichiarato lo sceicco Ibrahim Mogra, a capo della commissione affari della comunità e della moschea per il Consiglio dei Musulmani di Gran Bretagna.

Davide Pelanda

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12 Responses to Nasce il "burkea", cioè il burka di IKEA

  1. mizam on 2011-01-10 at 17:24

    (…) “Nel tempio delle aringhe con l’aneto
    Al fin soggiaciono al divin decreto;
    Velate fra le salse di mirtilli
    Si celan pie sorelle ai guardi arzilli.
    O Burqinella, non esiterei:
    T’assuman falegnami iperborei!”
    “O Giallabone, sai ch’io non disdegno
    Scandinava mobilia in chiaro legno,
    Eppur – se mi consenti, o mio diletto –
    Dei facitor di Tromso io sospetto
    Che un tal rispetto al femminil ritegno
    Di scaltra strategia sia solo segno” (…)

    • Lorenzo Declich on 2011-01-10 at 18:16

      :-) sogno una “30secondi fest” in cui declamiamo tutto questo in allegria

  2. mizam on 2011-01-10 at 23:14

    Quando danno il certificato halal alle polpette in salsa di mirtillo ci si trova tutti là a far baldoria!

  3. falecius on 2011-01-11 at 07:32

    Mi sembra di capire che in lingua corrente ormai burka-con-la-kappa sia diventato sinonimo di “velo islamico”. Mai che arrivi il lessico politicamente corretto, o anche semplicemente corretto e basta, le rarissime volte che serve.

    • Lorenzo Declich on 2011-01-11 at 07:56

      Si è completato il ciclo di assunzione, attraverso ruminazione e lenta digestione, di una parola all’interno del panorama semantico dell’italiano medio.

      Burka o burqa, in italiano, è un neologismo: indica qualcosa che prima non esisteva.

  4. falecius on 2011-01-11 at 09:01

    Nemmeno in Afghanistan :P

  5. […] This post was mentioned on Twitter by Andrea and Lorenzo. Lorenzo said: Nasce il "burkea", cioè il burka di IKEA: http://wp.me/pFjlq-1pV […]

  6. rafiqqq on 2011-01-11 at 14:17

    البرقع (al-burqu’) nei trattati di falconeria arabomedievali indicava – e credo indichi tuttora- il cappuccio con il quale si copriva il volto dei falchi per mantenerli calmi durante gli spostamenti. Tecnica dell’incappucciamento del falco usata anche da Federico II che nel suo trattato “de arte venatoria cum avibus” la annovera tra le innovazioni apportate all’arte dai maestri arabi.

    • Lorenzo Declich on 2011-01-11 at 14:26

      Temo che nessun giornalista italiano riprenderà questo tuo commento :-( Però proviamoci: facciamo un post su questo?

      • darmius on 2011-01-11 at 20:03

        già già, come lo chiamava Federico? Avremmo trovato finalmente il termine italiano per burca!
        D

  7. rafiqqq on 2011-01-12 at 11:01

    Purtroppo non ho più sottomano il “de arte venatoria cum avibus” e non mi ricordo come era in latino, nella traduzione italiana era “cappuccio”
    http://www.alnahaam.com/sports/saqer/tools/2.htm “Il burqu3 dei falchi”
    Collaboro volentieri a post su falconerie.
    Comunque sto burkea mi sa di prossima apertura ikea a Riyad o Jedda se percaso ancora lì non sono arrivati. Odio ikea, è un posto orrbile ogni volta che ci vado non riesco a comprare quello per cui ero venuto ma torno a casa pieno di stronzate inutili.

    • Lorenzo Declich on 2011-01-12 at 11:07

      > Comunque sto burkea mi sa di prossima apertura ikea a Riyad o Jedda
      anche a me mi puzza

      > Odio ikea, è un posto orrbile ogni volta che ci vado non riesco a comprare
      quello per cui ero venuto ma torno a casa pieno di stronzate inutili.
      hai la mia solidarietà piena e completa :-)

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