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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Tunisia: assumiamoci le nostre responsabilità

2011-01-13
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Claire Ulrich, tradotta da Giorgio Guzzetta ci restituisce un rapporto sull’indignazione seguita alle vergognose dichiarazioni della Ministra degli affari esteri francese, Michèle Alliot-Marie, sulla Tunisia:

La blogosfera e la Twittosfera francese e maghrebina hanno reagito con violenza alla proposta di Michèle Alliot-Marie, Ministro degli esteri francese che, rispondendo a Parigi ad un’interrogazione dell’Assemblea nazionale sulla situazione in Tunisia, ha offerto “una cooperazione tecnica” e “il know-how della polizia francese” alla polizia tunisina, pur essendo quest’ultima implicata, come dimostrano molte testimonianze e video, nella sanguinosa repressione sanguinosa delle manifestazioni di Kasserine, Thala e altre città (fonte).

Se la Francia è il primo partner economico-commerciale della Tunisia, l’Italia è il secondo.

E, come ha fatto bene Alberto Negri a ricordare sul Sole24ore

è il paese che ai tempi di Craxi e Andreotti ha insediato Ben Alì, come testimoniò in modo inequivocabile il capo del Sismi, Fulvio Martini, alla commissione stragi del Parlamento il 6 ottobre 1999: «Negli anni 1985-1987 noi organizzammo una specie di colpo di stato in Tunisia, mettendo Ben Alì alla presidenza e sostituendo Bourghiba, ormai senescente, che voleva fuggire».

Sarebbe dunque giunto il momento di assumersi qualche responsabilità su quanto sta accadendo in Tunisia.

Invece il nostro Ministro degli affari esteri, Franco Frattini, dichiara che:

(ANSA) – ROMA, 10 GEN – ‘Quello algerino e tunisino sono governi che costituiscono un’importante presenza mediterranea anzitutto nella lotta al terrorismo’. Cosi’ il ministro degli Esteri, Frattini. ‘Noi condanniamo ovunque – ha proseguito – le violenze, ma sosteniamo governi che hanno avuto coraggio e hanno pagato con il sangue dei propri cittadini gli attacchi del terrorismo. Questo non dimentichiamolo mai’ (fonte).

Le affermazioni di Frattini sono irricevibili. I governi in questione non hanno avuto coraggio più di altri. Hanno semplicemente combattuto i loro nemici. E fra l’altro in proporzioni incomparabili: la guerra civile algerina ha fatto centinaia di migliaia di morti. La lotta al terrorismo in Tunisia ha avuto un bilancio infinitamente meno doloroso.

Trovo offensivo è dannoso che il capo della mia diplomazia compia analisi così superficiali, assimilando due situazioni assolutamente diverse fra loro al solo fine, probabilmente, di dare una spiegazione accettabile al suo atteggiamento inane.

Inoltre: è tempo di dire a chiare lettere che la lotta al terrorismo islamista ha permesso agli autocrati del Nordafrica di continuare a prosperare nella corruzione usando la violenza e la repressione, negando le più basilari libertà personali e civili nei loro paesi.

Non è possibile lasciare un intero paese nelle mani di un tiranno in nome del fatto che ha combattuto – seguendo in fondo solo il proprio interesse – contro i terroristi.

E’ ora di farla finita con questi alibi. Utilizzando gli strumenti di pressione che ha, l’Italia deve iniziare ad affrontare con impegno e serietà le difficili situazioni dei paesi del sud del Mediterraneo, paesi che fra l’altro sono sempre più legati all’Italia dal punto di vista economico-commerciale e che – in un modo o nell’altro – avranno un ruolo importante nel nostro futuro.

Per chiudere cito un bel post di Daniele Sensi:

Una di quelle gagliarde domande che solo noi cittadini italiani ci possiamo permettere

Ma il Franco Frattini che oggi si infervora con il Brasile per la mancata estradizione di Battisti, intollerabile sfregio all’onorabilità del nostro sistema giudiziario, sarà mica quello stesso ministro degli Esteri che giusto un anno fa se ne andava in Tunisia, ospite della televisione maghrebina di Silvio Berlusconi, a sperticarsi in un panegirico di Bettino Craxi, latitante per la legge italiana ma esule politico secondo il governo di Tunisi che alle ripetute richieste di estradizione mai rispose proprio perché riteneva la posizione “dell’illustre ospite estranea all’ambito di applicazione della Convenzione italo-tunisina del ’67”?

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3 Responses to Tunisia: assumiamoci le nostre responsabilità

  1. rafiqqq on 2011-01-13 at 19:51

    Questo video è agghiacciante dio mio…
    Comuqnue quest’estate a Tunisi tra gli studenti italiani di arabo del Ma3had Bourguiba c’era chi è andato a deporre fiori sulla tomba di Craxi.

  2. […] In Francia Michèle Alliot-Marie annuncia le dimissioni per essere risultata davvero troppo vicina all’ex-dittatore, Ben Ali. Oltre all’amicizia, testimoniata da ospitate in aeroplani privati di Ben Ali, MAM – così la chiamano da un po’ – consigliava in tempi sospettissimi di inviare truppe speciali per sostenere il governo in carica. […]

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