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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Oliviero Diliberto, il burattino del Re

2011-01-18
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Nell’articolo che segue Azazello di Osservatorio internazionale per i diritti descrive nei particolari la misera performance di Oliviero Diliberto in Marocco.

E’ impietoso, e fa bene.

Non riesco a immaginare, fra l’altro, un tempismo peggiore, vista la situazione in Tunisia e in Algeria.

Oliviero, potevi sparire meglio. E invece…

Cito l’inizio del pezzo e rimando alla versione originale qui.

La tournée di Diliberto in Marocco

di Azazello

Vedere la foto di Oliviero Diliberto in prima pagina sui giornali può perfino suscitare emozione, soprattutto a chi non è più giovane e sente forte la nostalgia dei bei tempi andati. Quando però si scopre che i giornali in questione non sono né il Corriere della Sera, né la Repubblica, e nemmeno il Manifesto, ma piuttosto Al Bayane, L’Opinion, Le Matin, ed altri bollettini ufficiali del regime marocchino, l’emozione del primo momento rischia di trasformarsi in qualcosa di meno gradevole, come quando in televisione compare qualche vecchia attrice che abbiamo molto amato e ci fa pena vedere il suo viso deturpato dal chirurgo, nell’assurda speranza di mantenere l’aspetto di quando era giovane.

Così la tournée marocchina di Oliviero Diliberto assomiglia a quelle che, negli anni ’70, cantanti italiani passati ormai di moda facevano in Giappone, dove c’era ancora qualcuno disposto a presentarli come vedette sulla cresta dell’onda. Infatti la MAP (nientedimeno che l’agenzia ufficiale del Regno marocchino), ha presentato il nostro addirittura con il pomposo appellativo di “Segretario Generale del PCI”, giocando sul ricordo di quando in Italia esisteva un glorioso PCI, forte di milioni di iscritti e di votanti. [continua]

via La tournée di Diliberto in Marocco | Dizionario del diavolo.

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4 Responses to Oliviero Diliberto, il burattino del Re

  1. PolSer di Paolo Ferrario on 2011-02-03 at 15:54

    questa mi è piaciuta: il comunista alla ricerca del nuovo proletariato. quello per la spallata “rivoluzionaria” del secolo breve

  2. PolSer di Paolo Ferrario on 2011-02-03 at 15:56

    a proposito: bello l’epiteto che mi hai affibbiato “propagatore di spazzatura”
    innanzitutto mi fa piacere essere stato notato,
    inoltre vedrò di migliorare
    è la libertà del web 2.

    • Lorenzo Declich on 2011-02-03 at 16:15

      Approfondisco la mia critica: il dato riportato sulla “riproduzione dei musulmani”, avulso dal contesto, genera un allarme che non esiste. Come ho scritto più volte in questo blog le due religioni principali del pianeta, cristianesimo e islam, guadagneranno punti percentuali nel mondo, secondo le statistiche, più o meno allo stesso ritmo. A spese di atei e dei credenti altre religioni.

      • darmius on 2011-02-04 at 10:09

        un appunto, Lorenzo: leggo recenti statistiche (non cito la fonte, cercatela tu in rete, tipo sito UAAR) sull’incrmento degli sbattezzati un po’ in tutta Europa, con percentuali di crescita negli ultimi anni che arrivano fino al 300% della Spagna. Al di là delle motivazioni (può darsi che alcuni si sbattezzano per convertirsi all’islam, ma non credo siano casi frequenti) e delle barzellette che ne potrebbero scaturire (a questo ritmo nel 2600 non si avrà di certo un’Eurabia, a un’Euratea, alè!), il dato sarebbe significativo (e confortante).
        D

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