Tutto in 30 secondi
[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Siria: 4 e 5 febbraio

2011-01-31
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L’inizio della poteste in Siria è previsto per il 4 febbraio (venerdì, dopo la preghiera) in tutte le città (vedi qui, i contatti della pagina di Facebook sono intorno ai 6.000).

Il prossimo 5 febbraio è indetta una manifestazione di protesta contro il regime di fronte al Parlamento a Damasco, Siria.

La “Unione degli intellettuali arabi” dirama una “chiamata” alla mobilitazione per il 5.

Si chiama “Giorno siriano della rabbia”, è espressamente contro Bashar al-Asad (in Siria il potere è già passato di padre in figlio) e “non vuole essere una rivoluzione violenta ma una rivolta pacifica”.

Al-Asad vede maretta e trema un po’. Intanto la rete va giù.

Secondo Actualutte (ma io non posso confermare) la data del 5 febbraio richiama il massacro di Hama, svoltosi ai danni della popolazione civile di quella città siriana nei primi giorni del febbraio del 1982, durante il quale la città fu bombardata allo scopo di eliminare la resistenza dei Fratelli Musulmani siriani.

Ciò, ovviamente, non significa che gli organizzatori delle proteste siano Fratelli Musulmani (anche se non escludo che fra di essi ve ne siano).

Un po’ di immagini

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0 Responses to Siria: 4 e 5 febbraio

  1. Giacomo Longhi on 2011-01-31 at 09:14

    Buono a sapersi… sto studiando a Aleppo e mi chiedevo quando cominciassero qui.
    Vedremo, terro’ il tuo blog come sempre per aggiornarmi.

  2. […] In Algeria non si parla di “giorno della rabbia” come in Libia e Siria. […]

  3. Effetto domino « Tutto in 30 secondi on 2011-01-31 at 10:43

    […] con: paesi arabi, rivolta Pubblicato in: In fiamme ← Siria: 4 e 5 febbraio Libia: 8 e/o 17 febbraio → LikeBe the first to like this post. Commenta per […]

  4. Effetto domino « Tutto in 30 secondi on 2011-01-31 at 10:43

    […] Siria leggete qui. Sulla Libia qui. Sull’Algeria […]

  5. Giacomo Longhi on 2011-01-31 at 12:01

    Mi terro’ all’erta. Temevo che qua la situazione fosse piu’ sonnolenta, anche se in questi giorni mi sono stupito che in tutti i locali a Damasco e Aleppo le televisioni fossero sempre sintonizzate sulle notizie delle manifestazioni in Egitto, la cosa e’ sentita.

  6. […] […]

  7. maziyar on 2011-01-31 at 20:54

    beh, ragazzi se la cosa parte in Siria sarà un lungo periodo di passione.
    However, le mie sensazioni siriane sono sempre state troppo pessimiste, diversamente dall’Egitto, l’esercito in Siria è lo Stato.

    • Lorenzo Declich on 2011-02-01 at 07:55

      Staremo a vedere, non si capisce davvero se si stiano attaccando al carro o abbiano carte da giocare

  8. paolo on 2011-02-01 at 07:53

    Strana l’ultima immagine.
    Sono stato in siria qualche anno fa e lì il nazismo è piuttosto ben visto (per via dell’odio per israele, etc).

    Non saprei come interpretare quel fotomontaggio.

    Mi potete aiutare?

    [colgo l’occasione per fare i complimenti per i blog: davvero chiaro e interessante, e con un patrimonio di commentatori originali e non banali, cosa molto rara e gradita]

    • Lorenzo Declich on 2011-02-01 at 08:02

      Paolo, l’ho inserita perché anche a me la cosa è sembrata interessante da notare. Non definirei “benvisto” il nazismo in Siria, quanto semplicemente non preso in considerazione – almeno a livello di mainstream – come “campione negativo”, cosa che invece appare in quell’immagine. Forse è proprio per questo che viene scelta la svastica?

  9. Giacomo Longhi on 2011-02-01 at 09:24

    Sono d’accordo con Maziyar… comunque una mia amica, meno ingenua e più preparata di me (poco ci vuole), mi ha fatto notare alcune cose, come il largo preavviso (lei lo sapeva già da fine settimana scorsa tramite giornali spagnoli)… lei diceva che potrebbero essere proteste pilotate, per fare “bella figura” del tipo: ecco protestano anche da noi.
    In effetti ho letto su al-Jazeera ieri che Bashar sta facendo qualche riformetta.
    http://aljazeera.net/NR/exeres/4954684A-1EF8-446B-9153-9597024129FA.htm
    Staremo a vedere.

  10. […] Sembra che ieri non sia successo niente, o quasi, in Siria, nonostante gli annunci. […]

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