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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Libia: 17 febbraio

2011-02-11
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Le notizie sul “giorno della rabbia” libico, previsto per il 17 febbraio, arrivano a spizzichi e bocconi.

Sembra che Gheddafi sia preoccupato (incontra personaggi dell’opposizione), pur ostentando tranquillità.

Per il principe Idris al-Senussi (figlio dell’ultimo re di Libia), intervistato da Mauro Suttore:

Gheddafi sta al potere da 42 anni. È il governante autoritario più longevo del mondo. Quando il tempo al governo è molto lungo, si tende a perdere il contatto con la realtà e ad avere paura del cambiamento. La Libia ha molto petrolio e pochi abitanti, come l’Arabia Saudita e gli Emirati: quattro milioni contro gli 80 dell’Egitto. Eppure, invece di avere una ricchezza diffusa e prosperare, è ancora arretrata. Gheddafi ha preferito beneficiare più i suoi seguaci e parenti. Mi auguro che faccia tesoro dei cambiamenti che si annunciano, e che non governi ancora col pugno di ferro (fonte)

Alle richieste delle opposizioni che partecipano al “giorno della rabbia” si assomma, in questi giorni, la denuncia di Amnesty International riguardante l’arresto e la tortura di Mazigh e Madghis Bouzakhar, due giovani amazigh accusati di “spionaggio e collaborazione con Israele e i sionisti” (i berberi non sono riconosciuti come minoranza in Libia).

Quello che segue, in inglese, è un messaggio scritto dal padre dei due:

Dear Brothers and Sisters,
I would like to bring to your attention that my sons Madghis and Mazigh were prisoners of the External Security Agency (ESA) for two months after they were arrested by this agency in 14th December 2010. They were abused and tortured by the ESA. My sons were accused of their activities connected with getting in touch with foreign academics specialized in Tamazight (Berber) language, history and culture; and an article signed by Madghis on  the history of Jewish in our home town Yefereen.
For your information we do believe that Judaism, before Islam, was the religion of our ancestors and Jewish were part of our community. Moreover,  90% of the roots of the Libyan populations are Amazigh even though all Libyans speak Arabic  however only about 15% reserved the language and still the Tamazight culture is not officially recognized in Libya. It is forbidden!
I would appreciate your support, after reading the following link: http://ua.amnesty.ch/urgent-actions/2011/02/019-11, by writing to the  Secretary General People’s Committee for Justice, Gaddafi Development Foundation Executive Director, and sending copies to different diplomatic  authorities in charge to release my sons.

Qui c’è il sito di Madghis.

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3 Responses to Libia: 17 febbraio

  1. […] Il 17 (!) tocca a gheddafi la ormai proverbiale e temutissima jella del papi si appresta a colpire uno dei suoi ultimi amichetti rimasti… forse il colonello non era stato informato della potente sfiga che colpisce chi si avvicina al satrapapi… la sua collezione di amici-despoti si sta pericolosamente riducendo… Libia: 17 febbraio […]

  2. […] Il giorno fissato dai gruppi anti-gheddafi per le prime proteste era domani, 17 febbraio. […]

  3. […] “ondata” di liberazioni avviene il 16 febbraio, un giorno prima del “giorno della rabbia” libico, e data di inizio della […]

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