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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Gheddafi, Fukuyama, Lewis, Perle, Frost, Negroponte, Barber

2011-02-25
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Angry Arab ce l’ha da sempre con Bernard Lewis (e anche a me non sta per niente simpatico).

Oggi scopre che lui insieme a Francis Fukuyama, Nicolas Negroponte (fratello di John), un lobbista neocon di nome Richard Perle e diversi altri esponenti del mondo della cultura e del giornalismo, fra cui David Frost e Benjamin Barber, furono coinvolti nel 2006 in un “Project to Enhance the Profile of Libya and Muammar Qadhafi” promosso da Monitor Group.

Il testo di questo progetto è assolutamente inquietante.

In breve: visto che c’erano nuovi rapporti economici in ballo, bisognava promuovere un’immagine positiva di Libia e Gheddafi.

I personaggi citati andarono più volte in Libia, incontrando Moammar e Sayf al-Islam Gheddafi (il gatto e la volpe, vedi qui):

Visitors had the opportunity to meet and exchange ideas with Libyan individuals including the Leader, Saif al-Islam al-Qadhafi, senior government officials, leading political scientists and academics, and prominent members of the business community.

Each visitor described how their visit challenged some of their pre-conceived notions about the country. Each individual articulated his or her desire to remain connected to Libya, to visit again, to meet the Leader again (or for the first time in some cases) in order to pursue their dialogue. All remained convinced that the role they were playing was to encourage Libya to continue on its path of increasing interaction with other nations, developing its economy to create greater prosperity for all Libyans, and finding a way for Libya to contribute productively to regional and global issues.

These visits also provided a unique and privileged account of conversations between Qadhafi and international thought-leaders. The conversations between Qadhafi and some of the most renowned and influential scholars and philosophers of recent history were deeply personal, congenial, and thought-provoking. The account of these conversations is extraordinarily valuable because it reflects aspects of the Leader that are little known to most outsiders, sheds valuable insight into governance in Libya, and informs a more profound and thoughtful understanding of Libya.

A number of the visitors delivered public lectures in Tripoli during their visits. These were all very well-attended with at least 200 people in the audience. There was active dialogue between the public and the speakers which often exceeded the time allotted for the lectures.

Ultimately most visitors had the opportunity to meet a cross-section of Libyan people, an experience which each one of them acknowledged was meaningful.

Il documento è emerso nel 2009 ed è stato pubblicato dalla National Conference of the Libyan Opposition insieme ad altri documenti provenienti dalla stessa fonte.

Li ha spulciati Laura Rozen di Politico e Monitor le ha risposto nel modo seguente:

Monitor Group consults with clients in for-profit, non-profit and governmental sectors around the world. As I’m sure you appreciate, we do not discuss specifics of our work with any client.

That said, we are deeply distressed and saddened to witness the current tragic events in Libya.

It is of public record that we worked on projects for the Libyan government, beginning in 2006. Our work was focused on helping the Libyan people work towards an improved economy and more open governmental institutions. This is within a context of a period that was widely perceived as holding meaningful potential for reform within, and new opportunity for, Libya. We sought, consistently, to enable such progressive developments.

Fuori tempo massimo, si direbbe, se non fosse che queste compagnie possono trincerarsi – e lo faranno sempre – dietro una sorta di neutralità mercantile che trovo ripugnante ma ineccepibile, stante il mondo in cui viviamo.

Chiudo facendo una retro-riflessione.

Siamo prontissimi a tracciare le responsabilità pregresse di Italia, Stati Uniti, Francia etc. e io sono il primo a farlo.

Tuttavia non ragioniamo abbastanza su quanto personaggi come Gheddafi abbiamo fatto il doppio gioco sulla pelle della loro gente allacciando rapporti con quelle stesse entità che prendevano come modello negativo: fra le armi retoriche del dittatore libico e degli altri dittatori dell’area caduti o meno c’è anche questo intollerabile anti-americanismo d’accatto.

via The Angry Arab News Service/وكالة أنباء العربي الغاضب: Bernard Lewis and Qadhdhafi.

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2 Responses to Gheddafi, Fukuyama, Lewis, Perle, Frost, Negroponte, Barber

  1. Anatole Pierre Fuksas on 2011-02-25 at 13:40

    D’altra parte gli torna bene con l’idea che la laicità di Gheddafi funzioni contro il terrorismo, according with the idea of the clash of civilizations, che chi l’ha detta dovrebbe andarsi a seppellire come quelli del postmoderno e la fine della storia dopo l’11 settembre… (ma in realtà poi quei dementi francesi hanno provato a dire che la guerra del golfo era combattuta in tv, chissà come se la cava fukuyama…). Hanno messo su tutta una baracca molto razionale, che come ha dimostrato bene Taleb viene tipicamente giù ogni volta che la storia dimostra di esistere producendo eventi imprevisti… non solo l’impianto teorico, ma anche tutta l’idea di business che avevano in mente ovviamente…

  2. Denver on 2011-02-27 at 13:54

    http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=1185981 USA e Libia non sono certamente gli unici a dirsene di ogni e poi fare affari. Anche Israele e Iran fanno molti affari, specie nel campo delle sementi e della depurazione dell’acqua.. come loro immagino ce ne siano molti altri. credo che i proclami pubblici di odio e vendetta servano spesso ad ottenere vantaggi in altri ambiti non direttamente correlati alle dichiarazioni pubbliche del tiranno, sempre musulmano, che ogni tanto i nostri TG ci propinano per infonderci terrore. il motore del mondo è e continuerà ad essere solo lui, il Re Denaro, ahimè

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