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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Libia: coinvolgimento americano e armi agli insorti

2011-03-30
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Allora:

1) L’USAF ha aggiunto alcuni A-10 alla missione, è successo nel week end ma è stato comunicato solo oggi.

A prima vista sembrerebbe che gli USA non volevano essere secondi nella classifica delle potenze coinvolte, dietro la Francia. Ma si veda il punto 4 prima di giungere a queste conclusioni.

Gli A-10 non sono “solo” degli aerei da assalto al suolo, specializzati nel distruggere i carri armati, ma sono anche uno dei pochi velivoli che utilizza munizionamento all’uranio impoverito (in un gigantesco cannone a canne rotanti da 30 mm attorno al quale, praticamente, è stato costruito l’aereo).

Un munizionamento famigerato, ma aggiungerei non c’è alcuna prova scientifica indiscutibile che l’aumento di casi di cancro in Kosovo sia da attribuirsi all’uranio impoverito (mentre vi sono numerosi studi sull’impatto della guerra su cancri e leucemie, ovvero non si sa cosa, ma qualcosa nelle bombe o nelle munizioni NATO ha aumentato il numero di tumori, sia nei soldati, sia nei civili).

2) “Finalmente” la NATO si è accorta che le navi di Gheddafi bombardavano Misurata (o meglio Missràta), nel caso più macroscopico di violazione della risoluzione 1973.

Missràta è ormai una “città martire”, anche perché i volenterosi, privi di strategia e coordinamento, non sono stati capaci di colpire bersagli tanto evidenti.

3) Gli USA iniziano a comprendere che devono coordinarsi con i ribelli, innanzi tutto diplomaticamente, riconoscendoli.

Poi hanno tolto il veto alla possibilità di armarli (ovvero la Clinton, dopo rumors a riguardo per tutta la giornata, ha detto che non si discute di queste cose, ovvero ha già cominciato ad armarli, alcune negazioni hanno valore affermativo in questi casi).

Inoltre hanno schierato nel teatro apparecchi come le cannoniere volanti AC-130 (che funzionano molto meglio quando operano in stretto contatto con un esercito) ecc.

Forse il ritardo è dovuto al fatto che l’ammiraglio USA James Stavridis, che esprime un’opinione diffusa ai piani alti del Pentagono, ritiene che tra i ribelli vi siano anche “piccole” infiltrazioni di Al Qaeda e di Hezbollah*.

4) Alcuni responsabili militari di Canada, USA, Norvegia, UK e Belgio hanno tenuto una conferenza stampa in cui sono state fornite delle cifre sull’impegno durante l’operazione, appena conclusasi, di Odissea all’alba: 983 sortite americane e 619 degli altri tre alleati, con 370 e 365 sortite offensive a testa (ovvero tutte le altre sortite erano da ricognizione, caccia di scorta, rifornimento in volo ecc.)

Uno sforzo tutto sommato modesto, sebbene nel contesto libico più che sufficiente.

Interessante notare che nessuna di queste sortite è stata diretta verso la Cireanica o la Libia orientale.
Almeno ufficialmente.

Però un F-15 americano è precipitato in Cirenaica.

Insomma inizio a pensare che il coinvolgimento militare americano sia maggiore di quanto dichiarato. E che gli USA mimizzino anche a costo da far passare alcune delle loro bombe per francesi.

————

* Su al-Qaida in Libia vedi:

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Aggiornamento all’aggiornamento

Da il sito di Repubblica:

H 20.25 (29 marzo)
“Secondo il segretario di Stato americano Hillary Clinton, la risoluzione numero 1973 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu con cui è stata autorizzata l’imposizione della ‘no fly-zone’ sulla Libia permetterebbe di per sè anche “un legittimo trasferimento di armi” agli insorti che combattono contro le forze fedeli a Gheddafi: questo perchè, a giudizio del capo della diplomazia Usa, “la nostra interpretazione” di tale risoluzione “è che essa ha emendato, o addirittura annullato, la proibizione assoluta di armare chicchessia in Libia””

Malgrado la 1973 sia una risoluzione un po’ ambigua non diceva proprio questa cosa.

Però per il diritto internazionale se gli USA riconoscono gli insorti come governo libico, in assenza di leggi interne che probissero il commercio con una nazione in guerra ecc., potrebbero vendergli una portaerei per il prezzo simbolico di un dollaro.

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