Tutto in 30 secondi
[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Wikileaks “arabo”: Damasco (da al-Akhbar)

2011-04-29
By

Nel dicembre scorso al-Akhbar, un giornale libanese accusato da tutti i propagandisti del mondo di essere filo-hezbollah, iniziava a pubblicare in esclusiva i cable della diplomazia americana che Julian Assange gli passava.

I cable erano tutti sul mondo arabo e in pochi si curarono di andare a rovistare in quei testi, esclusi coloro che, nei rispettivi paesi, non aspettavano altro che una forte denuncia da parte dei media internazionali per farsi forza e, magari, mettere in piazza un flash mob (Nawaat.org mise in piedi Tunileaks).

Al-Akhbar ricevette un attacco informatico e andò giù per molti giorni (pubblicava i pdf del giornale su wordpress).

Ripresosi dalla spallata, il 20 dicembre, smise di pubblicare i cable che, nel frattempo, erano stati messi sui siti di Wikileaks e diffusi.

Da un po’, però, ha ripreso, e ha l’esclusiva su alcuni cable riguardanti il mondo arabo.

Pubblica direttamente in arabo, senza dare il testo originale.

Aspetteremo gli originali, intanto anticipo che quelli sulla Siria, almeno finora, ci raccontano di come gli americani abbiano tentato – con scarso successo, fra l’altro –  di finanziare e appoggiare le associazioni per i diritti umani e la democrazia sia sotto Bush che sotto Obama.

Cosa che è avvenuta un po’ dappertutto: non c’è nulla di cui stupirsi.

Ci raccontano anche della ricerca di eventuali leader e gruppi che fossero in grado di sostituire al-Asad una volta destituito (parliamo di 5, 6 anni fa).

Un ricerca coronata da successi non spettacolari sebbene i cable testimonino che gli americani alcuni referenti ce li avevano, ad esempio il “Fronte di Salvezza Nazionale” e il gruppo denominato “Dichiarazione di Damasco”.

Un eventuale sostituto, che però i gruppi di opposizione non gradivano, era Abd el-Halim Khaddam, vice presidente della Siria del 1984 al 2005 che, dopo le dimissioni sembrava proprio essere l’uomo americano in Siria (vedi qui).

Un’attenzione speciale, anzi una vera e propria ossessione, l’ambasciata americana aveva per i Fratelli Musulmani siriani: avrebbero vinto eventuali elezioni? Che appoggio reale avevano nella popolazione?

Sembra che questi diplomatici avessero individuato una forza elettorale dei Fratelli non superiore al 25%.

 

Tags: , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

RSS Islametro

aprile: 2011
L M M G V S D
« Mar   Mag »
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930  

Archivi

 
'