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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

I lavoratori di Mahalla, i media, la rivoluzione egiziana

2011-05-02
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Zeinobia di Egyptian Chronicles ieri ha fatto gli auguri a tutti i lavoratori egiziani, ricordando in particolare che:

Nessuno può negare o dimenticare il ruolo che i lavoratori di Mahalla hanno avuto nel porre la prima pietra della rivoluzione con lo sciopero del 6 aprile 2008. Nessuno può negare o dimenticare il ruolo che quella città industriale ha avuto nella nostra rivoluzione.

Intanto Mohamed el-Baradei scrive sul Time un elogio a Wael Ghonim, che entra nelle 100 persone più influenti del mondo 2011 (n. 22. Prima di lui vengono Mohamed Bouazizi, n. 17, definito come “venditore di frutta e verdura” e non come “laureato disoccupato”, e ancora prima Tawakul Karman, l’attivista per i diritti umani yemenita, n. 11).

Quest’ultimo, nel discorso che ha tenuto al Time100 Event, dopo aver ricordato le vittime della rivoluzione del 25 gennaio, dice più o meno: il mio contributo è stato soltanto quello di pubblicare tweet e un messaggi FB in cui si convocava la manifestazione del 25 gennaio (qui).

E ha più o meno ragione: siamo in piena “orientalizzazione della rivolta egiziana“.

Direte: le fabbriche di Mahalla non sono “una persona”, non le si poteva mettere nella lista delle 100 persone più influenti del mondo.

E io vi rispondo: si poteva, in lista hanno messo al-Jazeera (n. 31).

A proposito della quale Zeinobia dice che forse dovremmo domandarci cosa avrebbe fatto quel network senza le rivoluzioni arabe più che il contrario (fonte).

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p.s. Nella classifica dei più votati Wael è al 22° posto.

 

 

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3 Responses to I lavoratori di Mahalla, i media, la rivoluzione egiziana

  1. champlooma on 2011-05-02 at 10:34

    Le classifiche di questo genere mi lasciano sempre perplesso. e come se mi sedessi a cena con gli amici a dire chi mi sembra più degno dell’annuario di fine anno…certo è che ormai le cause sociali, materiali sono relegate così all’appendice. solo twit e aljazeera

    • Lorenzo Declich on 2011-05-02 at 10:41

      più o meno sì. fare classifiche è una fissa americana o cmq anglosassone. si arriva a livelli di nonsense altissimi, talvolta.

  2. valerio on 2011-05-02 at 11:36

    Gli anglosassoni hanno anche una lunga tradizione di metodi scentifichi farlocchi per silare delle classifiche di personaggi.

    Una delle migliori “americanate” da classifica è il sistemone per stabilire se un uomo è un eroe “mitico”, e quanto è grande il suo coeeficente di “eroismo”.
    Fu inventata da Otto Rank nel 1914, come giochino intellettuale, ma presa assai seriamente dagli storici (sopratutto da quelli delle religioni) americani e, talvolta, inglesi, tanto che fu ampliata e riveduta nella metodologia da Lord Fritzroy Raglan nel 1936.

    In base a questo metodo “scientifico”, ogni eroe, storico o letterario, può essere inserito in una scala da 1 a 23, in cui 23 è il massimo, essendo una classifica fatta per includere sopratutto personaggi mitico-leggendari i personaggi “storici” reali (sopratutto quelli contemporanei) tendono ad essere penalizzati, mentre molti punti sono attribuibili solo post-mortem.

    Ecco alcuni esempi della classifica: Mosè, Mitridate VI Eupatore, Edipo, Ciro il Grande 20-23 punti, Gesù, Maometto, Ercole e Artù 18-20, Alessandro Magno, Buddha, Giovanna d’Arco, Robin Hood 13-16, Harry Potter 14, Spartaco 12, Che Guevara 9 (o forse 12), Jhon F. Kennedy 5.

    Provo a calcolare Bin Laden (che ha un malus di due di base, poichè due punti sono attribuiti parecchi anni dopo la morte): direi almeno 7, forse 9.

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