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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Mecca: contrabbando di acqua sacra all’arsenico

2011-05-07
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Grazie a Miguel Martinez sono in grado di fare un’update alla vicenda dell’acqua della fonte di Zamzam.

Riprendo qualche parte di quel post e poi vi faccio l’update, anticipandovi che ciò che ne viene fuori è il paradigma perfetto di un mondo in cui il capitale privatizza il sacro, lo rende prima merce e poi merda.

Un Mondo B, quello dell’islamercato, ma sempre un mondo dominato dalle logiche del mercato.

Nel radere al suolo qualsiasi segno della storia della Mecca i sauditi hanno distrutto anche il sito della fonte di Zamzam, l’acqua più santa di tutto l’islam in considerazione del fatto che sgorga a una ventina di metri dal centro del mondo musulmano.

I sauditi, a settembre, annunciarono che avrebbero speso una montagna di denaro in un “progetto Zamzam”. Il progetto prevedeva che l’acqua di Zamzam venisse pompata verso un grosso “purificatore di acqua”.

Dopo questo trattamento l’acqua avrebbe avuto due destinazioni: una parte sarebbe stata ripompata indietro e fornita ai pellegrini in situ, un’altra sarebbe stata imbottigliata tramite i distributori automatici sparsi per la città.

Si sarebbe bypassato il divieto di commercializzare l’acqua di Zamzam in nome di una distribuzione pseudo-democratica.

Bene. Oggi arriva la notizia che queste bottigliette di acqua escono dai distributori automatici e vengono portate nei paesi d’origine, dove vengono vendute (immagino a prezzi esorbitanti).

O addirittura contrabbandate.

Hanno scoperto questo commercio a Londra e a Luton.

Lo dice la BBC.

La beffa – dalla merce alla merda – sta nel fatto che l’acqua di Zamzam venduta è piena di arsenico.

 

 

 

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4 Responses to Mecca: contrabbando di acqua sacra all’arsenico

  1. mizam on 2011-05-07 at 14:38

    Mi sentirei di offrire un piccolo contributo al marketing del prodotto:

    “Because arsenic produces a mild dilation of the blood vessels, it was prescribed as an aphrodisiac regularly in India and Europe well into the 19th century and even appeared in an aphrodisiac preparation listed in the 1957 edition of the British Encyclopedia of Medical Practice….”

    (A. Coudert ~ Alchemy: The Philosophers Stone)

  2. rafiqqq on 2011-05-07 at 19:03

    la mia ragazza ne conserva gelosamente un bottiglino che le ha dato la madre, tornata dal pellegrinaggio.
    che tristezza sta storia che racconti.

    ARABIA LIBERA DAI SAUDITI!

    • Lorenzo Declich on 2011-05-09 at 11:21

      Condivido la tristezza e l’augurio per un’Arabia libera ;-)

  3. mizam on 2011-05-07 at 23:37

    L’ho bevuta più volte da bottigliette, bottiglie, taniche e taniconi puntualmente esportati dai pellegrini di ritorno (ai tempi della gratuità), ma devo dire che non mi ha mai colpito l’effetto alchemico sopra descritto dal Coudert. Si deve dedurre che l’arsenico sia introdotto con i nuovi filtraggi, o dai distributori a gettone, oppure che gli alchimisti si sbagliassero su certi effetti dell’arsenico?

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