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Egitto: gli scioperi ci sono

2011-06-16
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In Egitto sono ancora in corso 2 importanti scioperi: Canale di Suez (uno dei centri della rivoluzione del 25 gennaio) e Naga Hammadi (nel sud del paese)

Canale di Suez:

Lo sciopero ha coinvolto sette differenti compagnie dell’Autorità del Canale di Suez. Le rivendicazioni sono stipendi più alti e riforme legali per le compagnie. I lavoratori in sciopero hanno espresso la propria rabbia contro Admiral Ahmed Fadel, presidente e amministratore delegato dell’Autorità del Canale, al quale è stato richiesto di lasciare il proprio incarico come Hosni Mubarak.

Gli scioperanti hanno deciso di prolungare la manifestazione che avevano sospeso a giugno, due settimane dopo la data individuata come scadenza per formulare un nuovo accordo con il ministro del lavoro ed immigrazione. Il patto sarebbe dovuto essere sottoscritto entro il primo Giugno. Quest’ultimo avrebbe garantito ai lavoratori ,un aumento salariale pari al 40 percento del bonus sullo stipendio minimo. La riforma non avrebbe cambiato in modo sostanziale le condizioni di vita degli interessati, arricchendoli, ma avrebbe avuto importanti effetti sulle loro modeste pensioni. La promessa include anche un incremento dello stesso bonus del 7 percento, con un tetto minimo di 1,5 LE ed un massimo di LE6,5, inferiore al prezzo al litro del petrolio. “i nostri colleghi che fanno esattamente lo stesso lavoro presso l’Autorità hanno diritto ad un bonus di 50LE, recentemente aumentato a 100 LE. I loro stipendi sono il triplo dei nostri. Come lo giustificano?” ha riferito alla stampa il leader del sindacato Mohamed Hagag (fonte).

Naga Hammadi:

Di nuovo in sciopero oltre 1.000 operai della Egypt’s Aluminum di Naga Hammadi, nel governatorato di Qena, nell’Alto Egitto. L’impianto è il più importante centro di produzione di alluminio del paese, con 245.000 tonnellate di lega lavorata ogni anno. Dopo le manifestazioni di aprile, i dipendenti della fabbrica sono in sit-in da sabato, per chiedere un adeguamento dei salari e le dimissioni di parte della dirigenza. I dimostranti reclamano un aumento della retribuzione, stabilito nel 2003, ma mai divenuto effettivo. Secondo il direttore del dipartimento ingegneristico dello stabilimento, Yehia El-Maghrabi, negli ultimi nove mesi i salari sono cresciuti mediamente di 290 euro. Circa due mesi fa, 6.000 lavoratori della fabbrica erano riusciti a bloccare la produzione, rivendicando le stesse istanze di oggi. Nell’impianto di Naga Hammadi lavorano circa 8.000 persone, la maggior parte delle quali ha deciso di portare avanti la produzione (fonte).

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