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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Morire in guerra per l'aria condizionata

2011-06-22
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Secondo una fonte interna i militari americani spendono 20 miliardi di dollari l’anno per areare i locali e le tende in Iraq e in Afghanistan con aria condizionata.

Secondo almeno 1.000 soldati sono morti in questi anni per difendere i convogli di carburante per i condizionatori.

E’ vero – lo so per esperienza – che gli americani sono schiavi dell’aria condizionata, ma questo è troppo.

Non so, a me sembra una cifra enorme, un costo umano assurdo, e quindi il tutto mi sembra una bufala.

Attendo verifiche.

 

 

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6 Responses to Morire in guerra per l'aria condizionata

  1. Sofia Mauroti on 2011-06-22 at 13:48
  2. valerio on 2011-06-22 at 15:02

    Il numero di morti mi sembra un po’ eccessivo, comunque i convogli logistici (che sono stati si attaccati dagli insorti, ma meno delle pattuglie o dei posti di blocco), trasportano un sacco di altre cose.

    Il costo dell’area condizionata potrebbe essere credibile per quanto possa apparire un po’ eccessivo, o meglio è credibile se aggiungiamo che in quel conto viene inserita tutta l’aria condizionata utilizzata per la missione irachena (con basi in Qatar, Barhein, Qwait, Iraq, Florida, la flotta nel golfo e nel mare arabico ecc. ecc.), incluse quelle degli alleati iracheni sovvenzionati. E magari anche qualche fondo nero.

    La guerra è la cosa più costosa che ci sia.

    X Sofia: é dagli anni ’80 (o prima) che i militari USA sperimentano tecnologie “verdi”, ne è uscito per ora poco (anche se alcuni dei primi pannelli solari erano frutto di un ricerca congiunta NASA-USAF, mentre i biocarburanti furono sperimentati dall’USArmy, su ricerche tedesche del ’45, ecc. ecc.), il pentagono ha una massa di denaro gargantuesca e la spende in mille direzioni, inclusa la ricerca tecnologica spinta. Anche se poi si prende meriti non suoi (per giustificarsi davanti all’oppinione pubblica come benefattore dell’umanità), per esempio internet non deriva da un programma militare (ARPANET), ma da un programma civile del CERN, il programma militare l’ha solo copiato e sviluppato…

    • Lorenzo Declich on 2011-06-22 at 15:33

      Davvero? Mi dai qualche riferimento Valerio? Questa mi interessa

  3. valerio on 2011-06-22 at 21:53

    Internet o la green economy militare?

    • Lorenzo Declich on 2011-06-23 at 07:14

      la prima

  4. valerio on 2011-06-23 at 11:27

    Era più facile la seconda, anche perché per la prima non ti saprei indicare una fonte.
    Comunque l’evoluzione di Internet, per quello che ne so è proceduta così:
    Un gruppo di ricerca del MITT, verso la fine degli anni ’50 riesce a trasferire una serie di pacchetti da un computer all’altro.
    Questa capacità di far lavorare i computer assieme, linkandoli, viene immediatamente acquisita dalla marina americana.
    La cosa interessa però sia l’ARPA (che è l’agenzia di ricerca tecnologica avanzata interforze americana) sia le grandi facoltà di scienze ed ingenieria, che procedono in parallello sviluppando il concetto per tutti gli anni ’60-’80.
    La rete militare si chiama ARPANET ed è quella più grnade (aperta anche a 4 paesi NATO, tra cui l’Italia), ma è legata al concetto di segretezza e procede lentamente, idem dicasi per la rete militare Francese e per quella Sovietica, mentre la rete inter universitaria si sviluppa più rapidamente.
    L’idea che ARPANET servisse per comunicare in caso di guerra nucleare è una leggenda, visto che in caso di guerra termonucleare le forze armate avrebbero utilizzato la, enormemente più diffusa, rete telefonica e, per eseigneze di segretezza, i fax in codice (le comunicazioni radio sono disturbate dalle esplosioni atomiche).
    Negli anni ’80 al CERN di Ginevra si sviluppano nuove tecnologie per uso civile e di comunicazione inter univeristaria simili alla rete, fino a quando, nel 1991, non inventano il WWW (world wide web), aperto a tutti e (almeno nelle intenzioni) gratuito.
    In particolare sia i siti che le mail sono stati inventati per esigenze civili, mentre i computer dell’esercito procedevano più per mettere in comunicazione sistemi di calcolo missilistici e di puntamento armi, ed altre cose che ben poco hanno a che vedere con l’internet che tutti noi utilizziamo.
    L’ARPANET (che si basa su tecnolgie ormai obsolete) viene chiusa e sostituita con una rete a parte (MILITNET), mentre la WWW diventa l’Internet che noi conosciamo, con una crescita esponenziale e rapidissima nel giro di pochi anni.

    Il ruolo di ARPANET in tutto ciò è minimo, per lo più servì a dare fondi alle università e agli enti di ricerca, sopratutto il MIT e il CERN, e a costruire delle reti-vicolo cieco evolutivo, militari, che, come quella francese e quella sovietica, sono sostanzialmente scomparse senza lasciare discendenti.

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