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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Ora e sempre Insistenza: l’8 luglio egiziano

2011-07-07
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Alla protesta egiziana dell’8 luglio, il Venerdì dell’Insistenza, partecipano tutte le organizzazioni, giovanili e non, che hanno fatto la rivoluzione del 25 gennaio, oltre a un buon numero di partiti.

Per tutti i giornalisti che si avventeranno sulla cosa avverto che le manifestazioni sono organizzate in diverse città: fra i punti di raduno ci sono principalmente moschee e chiese.

Quindi, perfavore, risparmiateci la “retorica dei giovani di piazza Tahrir” (non se ne può più) e gli stucchevoli cenni all’ineludibile islamità delle proteste (tipo “si fa di venerdì dopo la preghiera e questo significa che qualcosa di islamico deve esserci“).

Aprite un po’ lo zoom, considerando — ad esempio:

  1. che da giorni a Suez ci sono pesanti scontri con la polizia perché lì hanno messo in libertà poliziotti accusati di aver ucciso un ragazzo durante i moti del 25 gennaio,
  2. che i lavoratori organizzati esistono (vedi anche qui e qui) anche se a voi non piacciono e non fanno “oriente”,
  3. che le richieste dei manifestanti non sono vaghe,
  4. che fra le richieste ci sono rivendicazioni sindacali, aumento del budget per scuola e salute e altre cose che nulla hanno a che vedere con l’aspirazione a vivere in un mondo di libero mercato bensì ad avere giustizia sociale, libertà e democrazia.

Roba d’altri tempi, insomma.

Che la Camusso a pensarci le viene l’orticaria.

Tenete conto, cari giornalisti, che forse al-Jazeera e al-Arabiya non copriranno così bene gli eventi (anche se non è detto), e quindi dovrete alzare qualche cornetta, fare click diverse volte col mouse, scrivere #8july o #8jul sul search di Twitter.

Sempre che il vostro caporedattore non vi abbia detto: “lascia perdere, bastano 2 righe dell’ANSA”.

Last but not least: all’ultimo — guardacaso — si sono uniti anche i Fratelli Musulmani.

E questa è in qualche modo già una vittoria degli organizzatori: i Fratelli — ritengo — non hanno voluto farsi prendere in contropiede di nuovo (come successe il 25 gennaio), il ché significa che le ragioni e i numeri della protesta ci sono, o perlomeno i Fratelli pensano che ci siano.

Si sono uniti anche dei giovani salafiti: stessa considerazione.

Gli organizzatori dell’8 luglio hanno invitato il Primo ministro egiziano in piazza.

Verrà?

 

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One Response to Ora e sempre Insistenza: l’8 luglio egiziano

  1. Melone on 2011-07-07 at 11:06

    Di lotta e di governo…

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