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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Il gas iraniano nel Mediterraneo, l'"asse del male" e la Cina

2011-07-21
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Iran-Turchia:

L’Iran ha riferito di essere in procinto di firmare un accordo con una compagnia turca , che contemplerebbe il trasferimento verso la Turchia di 4 milioni di metri cubi di gas alla volta . L’affare renderebbe quindi vani gli sforzi statunitensi d’imporre sanzioni, vietando alle imprese d’intrattenere relazioni commerciali con la Repubblica islamica. Il ministro del petrolio iraniano Javad Oji, ha annunciato alla TV di Stato, che l’accordo differisce dagli altri tuttora in vigore, che forniscono alla Turchia da 25 a 30 milioni di metri cubi di gas .

Il ministro, senza menzionare il nome della compagnia, ha spiegato che quest’ultima porterà allo stato liquido il gas naturale importato per utilizzarlo nel mercato locale. Secondo La Compagnia Nazionale di Gas Iraniana (NIGC), il Paese esporta in Turchia, mediante gasdotti, 8,25 miliardi di metri cubi di gas. Lo Stato anatolico, stretto alleato degli Stati Uniti, ha infatti votato contro l’ultimo pacchetto di sanzioni proposto dalle Nazioni Unite contro l’Iran. Insieme al Brasile, è stata una delle poche Nazioni a proporre una soluzione diplomatica alla crisi sorta in seguito alla presentazione del programma nucleare iraniano (fonte).

Iran-Mediterraneo:

Il Viceministro del petrolio iraniano, Javad Oji, farà una relazione sulla conclusione del primo accordo ufficiale fra Iran, Siria e Iraq per il transito e l’esportazione di gas naturale. Il Viceministro ha aggiunto che con la chiusura del draft, la scena è pronta per il transito di gas naturale proveniente dalle nuove estrazioni di South Pars [il grande giacimento che si trova nel Golfo Persico] dall’Iraq e la Siria, fino in Libano e al Mar Mediterraneo … (fonte)

FocusMO menziona, nell’operazione, l’intervento di “alcune compagnie straniere”, senza specificare quali.

Il costo dell’operazione sarebbe di 6 miliardi di dollari.

E’ necessario dire che una pipeline che collega Iraq e Siria via Kirkuk per poi arrivare a Banyas, sul Mediterraneo, esiste già: era in funzione negli anni ’70, fu riaperta nel 2000 e poi fu bombardata nel 2003 dagli americani (vedi qui)

Le implicazioni geopolitiche e geostrategiche non sfuggono, visti i paesi coinvolti e anche in considerazione  del fatto che dal Kurdistan, come scrivevo qui, parte un oleodotto — ovviamente inattivo da un bel po’ — che arriva ad Haifa (da Mossul), in Israele (leggi anche qui).

Resta da capire quali siano le “compagnie straniere” coinvolte nell’operazione.

Una delle poche fonti di questa notizia è cinese, e leggendo questo importante paper mi sembra di poter confermare che un interessamento cinese dovrebbe esserci, vista la sua “Silk Road Strategy”:

 

 

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4 Responses to Il gas iraniano nel Mediterraneo, l'"asse del male" e la Cina

  1. champlooman on 2011-07-21 at 14:20

    Davvero interessante, ma devo dire che spessimo ci sono stati accordi semi siglati o siglati, per poi essere congelati. Sopratutto toccherà vedere come finirà in Siria per gli accordi mediterranei.
    mentre con la turchia è un ottimo passo in avanti, e credo che un accordo del genere possa essere di lunga durata anche dopo cambiamenti radicali in Iran.

  2. Lorenzo Declich on 2011-07-21 at 14:26

    Sì, in realtà un accordo del genere può essere letto, in chiave politica, come una minaccia più che come una realtà. Tanto più che c’è “l’anello debole” dell’Iraq che è un colabrodo…

  3. Lorenzo Declich on 2011-07-21 at 14:26

    Però la Cina è vicina :-)

  4. champlooman on 2011-07-21 at 15:37

    sulla cina infatti nessuna ha dubbi. in qualche modo la cosa si farà.
    anche con la turchia come ti ho detto, a lungo andare si farà.
    ma con la siria e l’iraq, è una minaccia appunto…

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