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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Lo giorno dello jihadista

2011-09-03
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Abd el-Hakim Belhaj, di cui scrivevo ieri, è stato raggiunto da un gruppo di giornalisti italiani. Ieri è comparso in televisione, su RAI1 (“tutti dicono che era di al-Qaida”, dicono, ma non si tratta di una diceria) e oggi c’è un pezzo di Bernardo Valli — che non ho letto — il cui titolo esordisce con un “Lo jihadista …”

Ora: in italiano prima di un “gi” (l’uso dellla J è dovuto al fatto che si riprende il modo di trascrivere inglese) ci vuole l’articolo “il”, non l’articolo “lo”.

Direste mai “lo giornale”? “Lo gioco”? “Lo Giro d’Italia”?

Spesso trovo scritto “lo jihad” al posto di “il jihad” (vero Renzo?).

Se nel caso di trascrizioni come “al-Quaeda” o “Quatar” (vedi qui) neghiamo (inavvertitamente) l’esistenza di un fonema che in italiano non esiste –appunto il “q”– applicando la regoletta della U dopo la Q, in questo frangente passiamo allegramente sopra alle regole della grammatica italiana, confidando nel fatto di essere un passo avanti rispetto a coloro che invece, erroneamente, usano “jihad” al femminile (la jihad).

Fate uno sforzo*, please.

————–

* jihad si può tradurre anche “sforzo”

 

 

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