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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Libia: lealisti e ribelli

2011-09-21
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Ora che anche l’Unione Africana ha riconosciuto il CNT e che la nuova bandiera tricolore libica sventola fra le altre nel palazzo dell’ONU sarà il caso di smettere di chiamare “ribelli” o “insorti” i nuovi padroni della Libia.

Ora in Libia ci sono “governativi” (CNT) e “resistenti” o “renitenti”, fate vobis.

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7 Responses to Libia: lealisti e ribelli

  1. valerio on 2011-09-21 at 09:45

    Loro preferiscono comunque “rivoluzionari”.

    Tra l’altro Sabha potrebbe essere caduta nelle mani del CNT (notizia di meditare con attenzione, e allo stato attuale non confermabile. Comunque la CNN e media pan arabi parlano di manifestazioni entusiastiche por-rivoluzione in città, comunque anche se Sabha non era uno dei centri della rivolta è chiaro che fosse meno gheddafiana di Sirte, e vi furono movimenti anti-regime sin da marzo).

    Ieri sera la situazione, secondo il CNT, era questa http://www.guardian.co.uk/world/video/2011/sep/20/libya-national-transitional-council-sabha-video

    Quindi a Gheddafi, limitandoci ai centri importanti (capoluoghi di provincia, città, grosse oasi) restano Bani Walid (sotto assedio, anche se lasco), Sirte (sotto assedio), la piccola sacca di Hun, Waddan e Jufra, (dove la NATO ha bombardato tantissimo nei mesi scorsi, come ho già segnalato in un mio post, ed è uno dei pochi punti dove bombarda ancora) più o meno circondata ma non più impegnata da una decina di gironi, Murzuq (dove sarebbero in corso dei combattimenti, sia nei pressi della città, si in tutta la provincia) e le provincie limitrofe e meridionali di Awbari e Ghat, vicino al confine con Niger ed Algeria (unica zona in cui non si combatte).
    (NB a sud di Hun la NATO+- non avrebbe mai bombardato, se lo avesse fatto si è trattato, evidentemente, di pochissimi raid segretati, forse contro i qaedisti algerini che potrebbero aver sconfinato in cerca di armi).

    Però il vero problema è che ampi tratti della Libia sono completamente fuori controllo, distese di sabbia vuote in cui Gheddafi potrebbe essersi rifugiato in attesa di attuare tattiche di guerriglia o sollevazioni a suo favore.

    Ieri ha definito la ribellione, grossomodo, una pagliacciata, una farsa, ha imputato alla NATO la sua, momentanea sconfitta, ed ha rilanciato i comitati popolari come unica forma di governo legale della Libia (cosa che non sono mai stati…), credo che tra qualche giorno questo discorso sarà tradotto su Libyan Free Press, il suo canale web di propaganda in Europa.

    Insomma tiene duro ma è sempre più scollegato dalla realtà.
    E non si rende conto che per lui converrebbe, adesso, l’esilio, per cercare di rientrare in un secondo momento.
    Inoltre la resa organizzata e concordata delle sue truppe eviterebbe molte violeneze(i soldati che si arrendono prima di essere messi con le spalle al muro, di solito, vengono trattati meglio, invece le crudeltà sui prigionieri sono proprie di ogni guerra, se questi si sono arresi in mezzo ai combattimenti, del resto è naturale, cosa fareste voi ad un cecchino che 3 minuti prima ha ucciso il vostro migliore amico? Serve una grande forza morale per trattarlo con il rispetto dovuto ai prigionieri).

    Un vero crimine contro l’umanità che si può attribuire a Gheddafi è questa pervicace continuazione della lotta, anche dopo che il risultato è diventato palese, una strategia che a lui non serve, ma che moltiplica le distruzioni, le morti e le probabilità che Sirte e Bani Walid vengano saccheggiate e/o punite dalle brigate rivoluzionarie più scalmanate.

    La guerra è sempre un crimine, farla durare più del necessario è un doppio crimine.

  2. Giovan0 on 2011-09-21 at 20:22

    Saggio commento, totalmente condivisibile ed equilibrato.

  3. mcc43 on 2011-09-21 at 21:35

    scusate se faccio un distinguo: a Sebha i ribelli hanno il Castello della regina e l’aeroporto. Due zone lontane dalla città, due zone che non erano difese. Lo si capisce a senso: l’aeroporto era fermo perchè in pratica riceveva solo collegamenti con Tripoli, comunque ho controllato e pubblicato tutto. Anche una mappa dei centri nelle mani degli uni e degli altri e non è proprio come ci raccontano. Per esempio Ghadames non è stata conquistata, ed è un grosso centro. Ras Lanuf, i ribelli se la sono persa. E sono stanchi, nessuno di loro prevedeva questa resistenza, la Nato non può continuare a spianare tutto perchè possano avanzare, si sono rifiutati finora di attaccare ancora Bani Walid (e poi sono strani: non combattono di notte!) si aspetta che asserragliati, popolazione e soldati (visto che ancora non c’è un governo anche se l’Onu considera legittimo il club CNT continuo a considerarlo il regolare esercito libico) arrivino alla fame.
    E’ una storia sempre più disgustosa – e che nel sito Onu non si riesca ad arrivare al documento UNISMIL appena votato per il prolungamento della missione aggiunge anche dell’indignazione. Non credo civile obbligarci a prendere per buoni i sommari lanci dei giornali.

    ps. fighters, vogliono chiamarsi combattenti, rivoluzionari suonerebbe troppo gheddafiano.

  4. valerio on 2011-09-21 at 22:02

    Per la serie “i crimini degli ultimi giorni sono i peggiori”, oggi i rivoluzionari hanno preso anche Hun, e i gheddafiani stanno bombardando la città, a tappeto, con l’artiglieria.

    Potrebbe essere un’esagerazione, ma fosse anche un singolo colpo di mortaio è veramente folle ed inutile.

    Posso capire (non approvare) la violenza fatta per vincere, ma quella fatta dopo aver perso è di una tristezza sconfinata.

  5. mcc43 on 2011-09-22 at 13:57

    Leggo il report sul sito della Nato: ieri 124 voli di cui 44 con “strike” su Sirte e Hun. A Hun demolite 4 postazioni della contraerea. Mi chiedo: perchè non hanno distrutto i mortai di cui parla la notizia che hai tu? O è una notizia arrotondata dalla propaganda di guerra?

    Siccome la prassi operativa è quella consueta: Nato spiana, ribelli entrano, è credibile che Hun sia stata occupata, adesso devono tenerla.

    In quanto a quello che è stato distrutto dalla Nato, completo io: un progetto italiano per la valorizzazone del dattero del deserto. Anche se il link è di un sito libico, il testo è dell’Istituto italiano, quindi credibile no? http://www.libyandates.com/progetto_tecnico_scientifico_palma_da_dattero_oasi_di_al_jufrah_libia.html#descrizione_iniziativa

  6. valerio on 2011-09-22 at 15:28

    Sul dattero libico leggerò…

    Intanto ti posso dire che colpire con l’aviazione l’artiglieria leggera è sempre piuttosto difficile, sopratutto le postazioni di mortai medi, che possono essere messe in batteria in pochi minuti (1-2), usate per fare un velocissimo fuoco di saturazione (5-6 minuti, i vecchissimi mortai sovietici 120-HM 38 da 120mm sparano 10 colpi al minuto di una potenza devastante, quelli da 81mm sono anche più veloci), e quindi smontate e trasferite altrove (1-2 minuti).

    Piuttosto sono sempre meno soddisfatto dai report della NATO, ancora 2-3 mesi fa erano relativamente credibili nell’indicazione dei bersagli colpiti (ovviamente tacevano buona parte dei colpi finiti sui civili…), ma ormai sono sempre più sospetti. Tutti quegli strike su posizioni della contraera cosa mi significano? Gheddafi ha ancora una contraerea? Com’è possibile?
    Cosa definiscono contraera? Anche i cannoncini da 23 e da 14 mm (diffusissimi in Libia)? mha…

    Comunque, in generale, i grossi danni alle città libiche sono stati fatti dall’artiglieria, lealista e ribelle, ed il peso dei bombardamenti sugli sviluppi militari è, spesso, più piscologico che pratico. Solo in due occasioni (all’inizio delle operazioni e a metà agosto), l’aviazione ha davvero sbloccato la situazione a vantaggio delle brigate rivoluzionarie (nel primo caso per impreparazione dei regolari, nel secondo perché, ormai lo sanno tutti, l’aviazione era gestita da corpi speciali NATO sul terreno, che ne dirigevano il fuoco).

    Insomma Gheddafi accusa la NATO di tutti i suoi guai, perché è meno umiliante che fare i compimenti all’opposizione. La quale, militarmente, non è un gran chè (per usare un eufemismo), ma sufficiente alla bisogna, ed in grado di tenere il campo contro i lealisti.

    Certo i ribelli subiscono sempre perdite maggiori dei gheddafiani in combattimento, ma l’esercito regolare libico del 2010 ormai non esiste più, se non come quadri (un po’ dei quali stanno con il CNT, e non brillano per efficenza).

  7. rafiqqq on 2011-09-28 at 20:00

    http://www.repubblica.it/esteri/2011/09/28/news/gheddafi_nascosto_a_gadames-22346701/?ref=HREC2-5

    “I tuareg, il cui nome significa ‘Dio ci ha abbandonato”

    intanto repubblica si inventa il significato del nome Tuareg che (bastava guardare su wikipedia) invece è il plurale arabo fratto di una parola berbera arabizzata tarqi (targhi)

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