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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Golfo nucleare e scisto da ardere

2011-11-28
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Mentre parliamo di bombe atomiche iraniane i paesi del Golfo avviano i loro programmi nucleari.

E’ una vera e propria “corsa“, come scrivono su “Geopoliticamente” alla quale potrebbero associarsi, nel caso dell’Arabia Saudita, anche programmi militari.

Intanto quest’ultima sarebbe preoccupata per la diffusione della nuova e montante industria dell’estrazione di gas dallo scisto bituminoso:

Riyadh potrebbe perdere la sua posizione dominante nel settore energetico a causa dell’aumento dell’utilizzo di fonti energetiche alternative al petrolio. L’amministratore delegato della Saudi Aramco, Khalid al-Falih, ha manifestato questa preoccupazione in un suo intervento pubblico. Nei paesi dell’Opec la produzione di energia da fonti petrolifere non convenzionali, di cui lo scisto è parte prevalente, arriverà nel 2015 3,4milioni di barili, per poi passare a 5,8milioni nel 2025 e a 8,4milioni nel 2035.

Per questa data Stati Uniti e Canada avranno assunto un ruolo dominante nel settore con una produzione complessiva di 6,6milioni di barili annui. Secondo il dirigente, la diffusione dello scisto bituminoso potrebbe così allentare i legami di dipendenza tra gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita. Secondo l’Opec le riserve mondiali di petrolio pesante ammontano a 300miliardi di barili, a fronte dei 265miliardi di barili di petrolio custoditi nel sottosuolo saudita. In questo quadro al-Falih ha detto di non voler aumentare la capacità di produzione della sua compagnia.

 

 

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