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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Masri 3, Ahli 1. 74 morti nell'inazione delle forze di sicurezza

2012-02-02
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La partita era finita 3 a 1 per il Masri. Risultato insolito: l’Ahli è la squadra più blasonata d’Egitto, vince quasi sempre e  questa era la prima sconfitta stagionale. Mentre il Masri no, non vince spesso, quindi c’era da stare allegri. Eppure, nella quasi-inazione delle forze di polizia, i tifosi del Masri hanno attaccato i giocatori dell’Ahli e poi i tifosi dell’Ahli. C’era di tutto nello stadio, pare: oggetti contundenti, armi bianche, nessun controllo all’entrata.

Un ragionamento intuitivo riguardo alla ratio degli scontri si può fare in base alla considerazione che i tifosi dell’Ahli (e anche quelli dello Zamalek, l’altra squadra del Cairo) sono stati in prima linea, specialmente negli ultimi mesi, nella rivolta contro la Giunta militare (si veda qui, qui e qui. Qui un articolo in italiano) e che questa sia una vera e propria vendetta ben orchestrata.

E’ questa la tesi che circola, infatti, come riportano Dina Zaued e Edmund Blair, giornalisti della Reuters.

Oggi sono in tanti a formulare l’atto di accusa. I primi sono i Fratelli Musulmani che tuttavia, come al solito, forgiano le proprie dichiarazioni in modo da servire la propria parte: essendo maggioritari in Parlamento scrivono che questa è stata una aggressione tesa a danneggiare il Parlamento e la sua elezione che, secondo loro, è la maggior vittoria della rivoluzione.

Ma in Parlamento non c’è nessun ultrà dell’Ahli e in piazza, l’altro giorno, erano in molti a prendersela contro i Fratelli Musulmani.

Meglio, molto meglio, il redattore di Bikyamasr, Joseph Mayton:

è facile individuare nel disagio sociale la radice della violenza allo stadio di Port Said ma, dopo aver visionato numerosi video dell’incidente è chiaro che questo sia stato orchestrato e, a mio modo modo di vedere, i cosiddetti fans del Masri che hanno attaccato i giocatori dell’Ahli e i loro fans dopo la vittoria, non sonoverosimilmente supporters della squadra: sono teppisti a cui sono state date armi per attaccare e causare agitazioni.

La prova che tutto questo non aveva nulla a che fare con il calcio è nel video mostrato su Ahly TV nel momento in cui sono iniziati i disordini. Le forze di sicurezza, armati di bastoni e scudi, si nascondono nel tunnel, osservando immobili. Non si sono mossi per intervenire. Non ci sono stati tentativi di fermare la violenza prima che iniziasse lasciando solo un pensiero: volevano che accadesse e anzi molto probabilmente hanno istigato alla violenza aprendo i cancelli di accesso al campo di gioco per permettere alla gente di riversarvisi in massa. Non si sa perché gli aggressori brandivano un bastone bianco simile [a quello in dotazione alla sicurezza] che venivano usati per spaccare le teste.

Un testimone ha detto a Ahly TV che è stata la sicurezza a chiudere lo stadio, impedendo ai tifosi dell’Ahli di uscire, la qual cosa ha portato violenza e morte in misura maggiore.

La Giunta militare e l’apparato di sicurezza sono i responsabili di questa violenza. Era loro responsabilità evitarla. Non hanno fatto nulla e, secondo un testimone, hanno incoraggiato i “supporters” del Masri a prendere il campo.

Ahmed Aggour, manifestante attivo e attivista contro i militari, ha scritto su Twitter che quando i tifosi del Mahalla e quelli dell’Ahli si sono scontrati la sicurezza è intervenuta velocemente, frapponendosi fra le due tifoserie e mettendo fine alle violenze. Ebbene: dove erano mercoledì notte? Stavano in disparte a guardare?

I militari egiziani certamente pagheranno un prezzo molto alto per ciò che è successo mercoledì. Gli Ultras dell’Ahli  sono fra i più politicizzati e attivi in tutto il paese … fin dalla mattina di giovedì [cioè oggi, n.d.r.] hanno preso posizione a piazza Tahrir, chiudendola e preparandosi alla protesta. Non verranno messi a tacere … Il calcio è importante in Egitto, ci sono milioni di tifosi dell’Ahli in tutto il paese e vedere i loro amici e le loro famiglie ammazzati non passerà sotto silenzio …

 

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