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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Le elezioni al tempo di Bouteflika: Algeria assente

2012-05-11
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Le elezioni in Algeria si sono svolte.

Non abbiamo ancora il vincitore che, tiro a indovinare, sarà il Fronte di Liberazione Nazionale di Bouteflika.

Secondi, un po’ staccati, i partiti islamisti (protesteranno a causa di brogli).

Abbiamo il tasso di astensione: una ampia maggioranza della popolazione , il 57,1%.

Altre fonti danno il tasso di astensione al 55,62%

Incredibilmente lo scorso 5 maggio il Segretazione del FLN, Abdelaziz Belhadem, aveva dichiarato che il suo partito sarebbe rimasto soddisfatto di una partecipazione al voto del 45%.

E proprio quella percentuale di aventi diritto è andata a votare.

Ad Algeri i votanti sono il 30,95%. Qui, secondo alcune fonti, gli islamisti avrebbero ottenuto la maggioranza dei seggi.

Le Quotidien d’Algerie titola: le elezioni ad Algeri non hanno alcun senso.

Il giornale racconta di seggi pressoché vuoti:

I pochi cittadini che escono dai seggi spiegano la loro partecipazione: “Se non votiamo il terrorismo ritornerà” pensa Hamid, 49 anni, elettricista. Una giovane donna dai capelli ricci da parte sua pensa che: “il voto può mettere fine alla minaccia della NATO” e aggiunge che “solo la partecipazione salverà il paese”.

A Tizi-Ouzou, nella Cabilia berbera scossa da numerose proteste e da sempre luogo di dissenso, dove è forte il Rassemblement pour la Culture et la Démocratie (RCD), astensionista,  la percentuale dei votanti scende al 19,84%.

Lì i partiti islamisti non hanno alcun peso e lì avrebbe vinto il Fronte di Liberazione Nazionale.

Una vittoria?

Il più alto tasso di astensione si registra all’estero: ha votato il 14%.

Il test all’estero è importante perché generalmente le comunità della diaspora aspirano a contribuire col voto alla vita del proprio paese d’origine.

Gli algerini all’estero hanno risposto disertando le urne, e questo la dice lunga su quanto, all’estero, si avesse fiducia nel voto legislativo algerino.

Sempre in Cabilia, a Béjaïa,  i votanti sarebbero il 25,11%.

Nelle altre grandi città il tasso varia dal 40 % al 45 %.

Tutte le wilaya (province) del Sud hanno superato un tasso di partecipazione al voto del 60 %.

A Tindouf, nel sud-ovest,  si è registrato il più alto tasso di partecipazione al voto: 83,15 %.

In 19 wilaya su 48 il tasso di partecipazione ha superato il 50%.

La Commissione Nazionale di Supervisione delle Elezioni Legislative (CNSEL) ha convocato per le 17.00 una conferenza stampa per denunciare brogli, ma non è di brogli, bensì di astensione che si deve parlare se si vuole dire qualcosa di sensato.

Nel 2007 il tasso di astensione fu del 64,1% e questo farebbe cantare vittoria a chi, prima di tutto Bouteflika e gli islamisti, ha invitato a votare.

Il Ministro degli interni, Dahou Ould Kablia, ha detto questa cosa:

Con questa partecipazione eccezionale il popolo algerino ha vinto una grande sfida.

Non si capisce quale sfida “il popolo algerino” abbia vinto: messi insieme il partito del potere e quelli degli islamisti non arrivano al 50% dei consensi.

Il voto algerino, allo stato dei fatti, ci racconta un paese in cui l’età della politica non è iniziata: le ragioni espresse dai due votanti intervistati da Le Quotidien d’Algerie ci raccontano bene le urgenze di chi si è sentito in dovere di votare. Urgenze che hanno a che fare con emergenze, vere o presunte, non con un sano senso di partecipazione alla vita politica del proprio paese.

Vi riconosco il “normale” discorso del potere che per decine di anni ha oppresso le popolazioni di Nordafrica e Medio Oriente: terrorismo e complotto straniero (il primo spesso artatamente costruito, il secondo “agitato” da regimi che, neanche tanto sotto banco, parlano e trattano proprio con quegli “stranieri” che, in pubblico, indicano come “pericolosi”).

Immagino i cantori della “transizione ordinata”, quella transizione che in Egitto avrebbe portato il figlio di Mubarak al potere, tenendo fuori i Fratelli Musulmani e garantendo “pace e prosperità” nel vuoto pneumatico della hogra (disprezzo).

Quelli che pensano che “gli arabi” non “sono maturi” per la democrazia (e infatti vincono gli islamisti!) e che questo test algerino dimostra che gli algerini, a differenza di tunisini, egiziani, siriani, sono “abbastanza maturi”.

Oggi diranno o penseranno che in Algeria va tutto bene.

 

Fonti:

http://www.liberte-algerie.com/actualite/legislatives-2012-un-taux-de-participation-de-34-95-a-17h30-177823

http://www.liberte-algerie.com/actualite/cnsel-conference-de-presse-a-17h-pour-evoquer-des-irregularites-177818

http://www.tsa-algerie.com/politique/taux-de-participation-44-38_20661.html

http://www.tsa-algerie.com/politique/l-alliance-de-l-algerie-verte-revendique-15-sieges-a-alger-et-4-a-el-oued_20669.html

http://www.tsa-algerie.com/politique/taux-de-participation-44-38-en-algerie-14-a-l-etranger_20671.html

http://www.slateafrique.com/87109/legislatives-en-algerie-une-participation-plus-elevee-que-prevue-429

 

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