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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Quando la metà basta: Manlio Dinucci e la Siria

2013-04-16
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C’è chi, al mondo, per poter dire qualcosa, anche la più stupida, ha bisogno di trovarsi in un “campo”, il campo dei “buoni”.

Uno di loro è Manlio Dinucci che su Rete Voltaire e Nena News (che bel connubio, davvero), delira riguardo al fatto che, secondo lui, la rapina dei beni storico-artistici-culturali siriani non viene adeguatamente pubblicizzata in quanto a perpetrarla sono “i ribelli” che, secondo lui, sarebbero “coperti/garantiti” da un “silenzio politico-mediatico”.

Mi piacerebbe incontrare Manlio Dinucci per poterlo guardare in faccia e chiedergli: “ma davvero”?

Ma davvero credi a ‘sta cosa che hai scritto?

Rileggi. Non ti suonano storte ‘ste cose che dici già nel momento in cui le dici?

In quale cazzo di mondo sei vissuto Manlio Dinucci fino ad ora?

Non lo sai che quando c’è una guerra ci sono gli sciacalli (basta anche un terremoto, a dir la verità)?

E anche quando c’è una rivoluzione, o una rivolta?

NON HAI VISTO CHE COSA E’ SUCCESSO IN EGITTO?

Perché parli di Siria e NON HAI PARLATO D’EGITTO?

Perché mai adesso, seguendo il bel trend della pubblicistica FASCISTA, ti soffermi sulla Siria?

C’è gente che se ne occupa di queste cose, c’è gente che ‘ste cose le sa.

C’è stato anche un CONVEGNO in proposito.

Promosso da enti locali e testate giornalistiche.

Che ringrazio.

Eppure tu, Manlio, tu non c’eri, ‘stestate, a quel convegno.

Sì parlava di Libia, Egitto, Mali, Sudan, Siria, Iraq.

Si parlava di ARCHEOLOGIA E POTERE.

MA A TE QUEST’ESTATE DEL TEMA NON FREGAVA UN EMERITA CIPPA perché lì il mondo non era diviso fra buoni e cattivi.

Perché li non c’era da fare le vittime di non si sa che cazzo.

Non c’era modo di abbaiare alla luna per farsi “puliti”.

Lì si spiegava come funzionano ‘ste cose, Manlio.

Non si dicevano minchiate a casaccio SOLO PER FARE I BUONI.

Ultima cosa, Manlio.

Voglio chiederti CHECCAZZO C’ENTRA LA DISTRUZIONE VOLONTARIA DI DUE STATUE BUDDISTE IN AFGHANISTAN DA PARTE DEI TALEBANI CON I TOMBAROLI E IL CONTRABBANDO DI OPERE D’ARTE IN SIRIA

Ecco, se almeno mi rispondessi su questo, sarei più sereno, stamani.

E, giusto per ricordare a tutti noi che la guerra esiste, vi lascio alla visione del bombardamento di Apamea da parte di un carro armato di Bashar al-Asad (marzo 2012) che il nostro buon Manlio non cita nemmeno di striscio:

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