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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

In Qatar – 04.3 – La cultura culturale – Suq Waqif 3

2018-07-08
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Quasi tutta la merce esposta nel suq Waqif di Doha non è locale.

Ci sono tanti singoli negozi copiati da altri suq, istallati per le stradine, fatte a forma di vera stradina di un suq.

Sono riproduzioni di negozi veri, non sono negozi veri, questa è la verità che trasmettono.

Il negozio di tappeti turco, il robivecchi marocchino, l’artigiano del legno siriano e così via.

Sono messi un po’ alla rinfusa, senza quella coerenza tipica di un suq, dove – cazzo – i piastrellari stanno nella via dei piastrellari e gli speziali stanno nella via degli speziali.

***

Gli pseudonegozi del suq chiudono dalle 13 alle 16.

La cosa non avviene a causa del caldo – il suq è refrigerato – ma perché proprio la Regola del Suq Waqif stabilisce questo.

Tu bussi alla porta di una di queste metafore di negozio alle 13.01 e dall’interno ti dicono: “è chiuso”.

Non ci si crede, dicono proprio così.

***

Anche i ristoranti, in numero macroscopicamente sproporzionato rispetto a un normale suq, sono delle messe in scena di altri luoghi.

I loro nomi richiamano quegli altri luoghi e gli interni sono delle rappresentazioni di essi.

I loro camerieri vestono abiti che si ritiene debbano essere tradizionali di quegli altri luoghi.

Dei frigoriferi avete già letto.

 


Questo pezzo fa parte di una serie. Tutti i pezzi di questa serie li trovate qui, nella categoria “Nel paese dei decostruzionisti“.


 

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