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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

In Qatar – 04.7 – La cultura culturale – Katara 1

2018-07-20
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Usciti dall’incubo del suq Waqif non ci si immagina che vi sia un luogo anche più angosciante: il Katara.

“Katara”, recita il sito, è l’antico nome dato alla penisola del Qatar da Tolomeo nel 150.

Di qatarino qui sembra non esserci assolutamente nulla se non alcuni “impiegati”, cioè qatarini che prendono uno stipendio faraonico per rappresentare un Qatar che lavora.

E’ chiaramente un fake. Il lavoro in Qatar non lo fanno i qatarini.

Una legge impone di assumerne qualcuno in qualsiasi impresa che apra in Qatar.

Una legge impone alle imprese la presenza di un socio del Qatar.

Qualcuno mi ha detto di aver conosciuto un impiegato del Qatar che parlava dalla mattina alla sera della sua Lamborghini.

***

Ma comunque.

Questo compound recintato e difeso da guardie armate intenderebbe rappresentare un centro culturale del Qatar, quindi va spiegato il senso di tutta l’operazione.

Al centro del discorso di Katara, scopriamo, non c’è la cultura del Qatar bensì “la cultura” intesa in un certo qual senso.

Per capire questo senso si può cercare di estrarre concetti dal testo di presentazione del centro che si trova in rete.

Un testo che, avverto, si presta a diverse interpretazioni e sul quale non mi soffermerò.

Di fatto il posto è un costrutto ideologico non vincolato da coerenze concettuali e/o formali di qualche tipo, ad esempio la storia di un qualche luogo, l’architettura di un qualche altro luogo, la letteratura in una certa lingua ecc..

Avendo questo approccio “globale”, il contenuto culturale del centro è nullo.

 


Questo pezzo fa parte di una serie. Tutti i pezzi di questa serie li trovate qui, nella categoria “Nel paese dei decostruzionisti“.


 

 

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