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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

In Qatar – 04.10 – La cultura culturale – Katara 4

2018-07-29
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Poi al Katara succede che stai sulla macchinetta elettrica perché sei stato costretto a prenderla: i guidatori di macchinette del Katara devono lavorare almeno una volta al giorno per rappresentare il fatto di lavorare.

La macchinetta ti porta via, ti hanno preso in ostaggio.

Pensi solo a un modo per fuggire ma non trovi il modo di farlo senza farti prendere a fucilate dalle guardie del compound.

Il voltastomaco parte quando scopri che ci sono errori di grammatica in arabo nei nomi delle vie (“Via Seconda” in arabo si scrive shari’ al-thani, cazzo, non shari’ al-tani).

Alla fine ti rilasciano, finalmente il respiro torna regolare.

Pensi ai villaggi di fango dei pescatori.

Sono troppo di fango, ecco il problema del qatarino culturalizzato.

Meglio rifare in cemento armato i minareti di fango del Mali, al Katara.

Perché a nessuno interessa assolutamente nulla di come era il Qatar una volta.

Anzi si percepisce il fatto che il vero passato del Qatar è una cosa da nascondere o da dimenticare.

Altro che banner all’aeroporto.

E pensare che per filmare il Katara ci vuole un permesso.

 

 


Questo pezzo fa parte di una serie. Tutti i pezzi di questa serie li trovate qui, nella categoria “Nel paese dei decostruzionisti“.


 

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