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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

In Qatar – 08.3 – Analytica – Etologia

2018-09-17
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Insomma, dal Katara agli Ansareddine la politica del Qatar ha come fine i soldi e la sopravvivenza dei cittadini qatarini, che sono pochissimi e pieni di soldi.

Il mio contributo all’analisi sta nel citare Storia naturale dei ricchi di Richard Connif, un libro molto divertente che racconta i miliardari “nel loro ambiente”, cioè dal punto di vista di una sorta di etologia (il giornalista scrive di come vivono gli animali sul National Geographic).

Come si comportano, cosa fanno, come si riconoscono vicendevolmente ecc.

Quello qatarino è un caso a sé, vabbene.

Ma la sostanza non cambia.

Come tutti gli altri ricchi i qatarini tendono a isolarsi, a stare fra loro e non sentono il bisogno di dissimularsi quando si mescolano con gli altri, se non in casi specifici (qui abbiamo citato il qatarino che va a mignotte).

Anzi, lo fanno identitariamente.

E diventano aggressivi quando nasano che potrebbero perdere il loro status.

 

***

 

Il Qatar è disegnato su questi qua, il Qatar tende a cancellare tutti gli altri, sebbene tutti gli altri siano molti di più.

Come nel cartello stradale che segnala l’“attraversamento passanti” che raffigura un uomo in tobe o una donna in abaya, le due divise dei qatarini.

O come nella campagna pubblicitaria per prevenire gli attacchi di cuore – stiamo parlando della popolazione più grassa del mondo, i cui cartelli sono ubiqui per le (auto)strade dell’emirato e che ritraggono anche qui persone in tobe e abaya.

O anche come nelle icone che indicano il bagno degli uomini e delle donne nei mall.

 


Questo pezzo fa parte di una serie. Tutti i pezzi di questa serie li trovate qui, nella categoria “Nel paese dei decostruzionisti“.


 

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