Anno n. 3. Finisce qui

In questi giorni sono impegnato in Siria 2.0, un progetto di Amedeo Ricucci (che ora sta in Siria, vicino ad Aleppo, insieme a Cristiano Tinazzi) per “La Storia siamo noi”.

Il motivo per cui non ho scritto nulla in questi ultimi tempi è dovuto un po’ alla preparazione di Siria 2.0 e un po’ al logorio prodotto dal lavoro giornaliero, che non mi ha ordinato nessuno e che il medico mi sconsiglia, durato più di mille giorni.

Più in generale finisce qui, dopo 3 anni, per due motivi.

  1. vado su miqyas.globalist.it (non è sicuro, non so se ce la faccio, ma comunque da fine ottobre), usando un altro sistema (non più WP), con un’altra attitudine: meno appunti/note, più notizie/approfondimenti e con una frequenza diversa (più blanda). Miqyas sarà diverso da Tutto in 30 secondi;
  2. questo blog ha fatto il suo tempo, dal mio punto di vista. I temi di cui si occupa li ho presi da diversi lati, sviscerati, sezionati. Chi se ne interessava lo sa. Ora è (o sarebbe) il tempo di prendere tutti questi appunti e vedere di farci qualcosa di più strutturato (non garantisco che ciò avverà, però)

Passiamo alla valutazione dell’annata.

Scrivendo sulla Siria, ma prima ancora di Libia, ho cozzato contro una particolare categoria di persone che si colloca all’interno della “galassia antimperialista”.

Sono personaggi che “non esistevano” nel mio ambito di interesse  prima che si accendessero quei due paesi che evidentemente per questo genere di antimperialisti hanno, o avevano, una rilevanza diversa rispetto ad altri.

Ho provato a farli ragionare ma non ci sono riuscito.

Ho scoperto anche che ci sono dei pacifisti antimperialisti e dei fascisti antimperialisti.

Questi ultimi vengono definiti rossobruni ma, per rispetto dei tradizionali colori degli anarchici preferisco definirli fascisti.

Hanno rivistacce sul web in cui delirano di Stati e Potenze.

E su cui scrivono, talvolta, pacifisti antimperialisti e professori di storia medievale il cui cognome inizia per C e finisce per ardini.

È uno spettacolo orribile.

Islametro è semimorto, negli ultimi 3 mesi ho ricevuto una sola e-mail sul tema.

Proprio ultimamente, al riaffacciarsi del “conflitto di civiltà” a causa di filmistica e vignettistica varia ho ricevuto i soliti commenti deliranti di odianti l’islam nella sua essenza.

Mi hanno davvero fiaccato.

Non ho partecipato a concorsi, gare, classifiche, non ne posso più.

In compenso quest’anno ho conosciuto (via web) diverse persone intelligenti con le quali, credo, manterrò i rapporti.

E ho visto nascere montagne di nuove testate nel mondo arabo.

Questo mi piace ma mi mette di fronte all’impossibilità di seguire tutto come vorrei.

Prendo atto della mia limitatezza.

Questo è tutto.

Saluti.

Lorenzo