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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

False flag

2013-01-17
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I francesi bombardano il Mali ma al-Qa’ida nel Maghreb Islamico (AQIM) colpisce in Algeria.

I jihadisti non avevano neanche quasi fatto in tempo a dichiarare che l’occidente avrebbe pagato il conto per l’attacco francese, le cancellerie occidentali non avevano neanche quasi fatto in tempo a dichiarare il proprio appoggio, anche logistico,  che 41 “occidentali” (americani, norvegesi, inglesi) sono stati rapiti presso uno stabilimento per il trattamento del gas della BP.

Lo stabilimento si trova a In Amenas, nel sud-est, vicino alla frontiera con la Libia e molto lontano dalla frontiera maliana.

L’attacco, sembra, è stato ben preparato. Si tratta del più imponente rapimento mai realizzato nel Sahel.

A rivendicare l’attacco è Mokhtar Belmokhtar, a nome di una katiba (battaglione) di “nuova formazione“, un battaglione di “giovani attivisti” formotasi nel Mali settentrionale.

Il “Battaglione di Quelli che Firmano col Sangue” (كتيبة الموقعين بالدم).

Eppure l’Algeria aveva chiuso le frontiere col Mali quasi subito, il 14 gennaio.

Le frontiere nel Sahara sono poca cosa, si dirà.

Ma Mokhtar Belmokhtar non è esattamente ciò che si può definire una “novità”.

Trattasi di uno dei capi storici di AQIM.

Riprendiamo il nostro Jeremy H. Keenan, un “non esattamente sprovveduto” rispetto al tema della “Guerra al terrorismo” nel Sahara-Sahel.

Su Open Democracy, un think tank “non esattamente complottista”, Keenan scrive (25 settembre 2012):

I tre leader di AQMI nel Sahara, Abdelhamid Abou Zaid, Yahia Djouadi e Mokhtar Belmokhtar (hanno molti soprannomi), sono stati e sono tuttora agenti del DRS [cioè il Département du Renseignement et de la Sécurité algerino, it.: Dipartimento di informazione e sicurezza, DIS]. Sono responsabili del rapimento di oltre 60 ostaggi occidentali (due sono stati uccisi e due sono morti) e della maggior parte degli altri attacchi terroristici perpetrati nella regione del Sahara-Sahel negli ultimi anni. Questa è una cosa che molte intelligence sanno bene.

Per chi legge in inglese (dicembre 2012): How Washington helped foster the Islamist uprising in Mali.

Potete leggere anche qui per diffidare di chi farà una facile equazione con la Siria.

E qui per avere un certo background.

———–

Update. 18 gennaio 2013. Ieri i servizi di sicurezza algerini hanno attaccato lo stabilimento e fatto diversi morti. Nei primi report non si parlava dei centinaia di algerini che lavorano nello stabilimento ma solo degli occidentali. Alcuni, fra questi, sono morti insieme a dei terroristi e, pare, il capo della Katiba. Ovviamente Mokhtar Belmokhar era altrove. Lì ha presi in Mali e li ha mandati a morire a In Amenas.

 

 

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