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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Base segreta in Yemen e reti ombra per dissidenti

2011-06-24
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Nell’articolo che segue, tratto dal Manifesto, si parla della nuova base segreta che gli americani — o meglio la CIA — stanno mettendo in Yemen.

Serve per lanciare droni e aizzare i qaidisti etc. etc.

Ciò che davvero mi fa ridere è l’aggettivo “segreta”.

I droni sono già in Yemen da anni.

Gli americani sono già in Yemen da anni.

Gli americani — autorizzati o meno — ammazzano gente in Yemen, Pakistan, Afghanistan con i droni da anni.

Voglio dire: di che cosa stiamo parlando?

Che bisogno c’è di definire “segreta” una cosa del genere?

Il “luogo di partenza dei droni” è segreto?

Bene, chissenefrega della località o meglio: non è questo il problema principale.

C’è qualcuno che sa da dove partono i droni in Pakistan, ad esempio? Qualcuno si è mai posto davvero questo problema?

Il Manifesto poi lega ‘sta roba con “le reti ombra” di Obama, ovvero delle istallazioni che permetterebbero ai vari dissidenti di comunicare fra loro nel caso vengano spente le reti ufficiali.

Anche qui c’è da discutere: non si spiega che le reti sono aggirabili già ora e sono già state aggirate dai “dissidenti”; non si spiega che le reti sono usate da altri personaggi, i Talebani.

E che questo è il vero problema. Cioé: è Obama a voler spegnere la rete in Afghanistan — che sta lasciando in eredità ai vari contractors — dando ai suoi amici le “valigette con cui comunicare” e non permettendo ai talebani di — ad esempio — abbattere droni utilizzando un Iphone qualsiasi.

Voglio dire: la problematica è inversa.

Non c’è nessuna “guerra segreta” con droni e valigette “trasmittenti”, è una cazzata.

I droni già svolazzano ovunque e le valigette servono ai contractors, non agli insorti.

‘St’estetica della segretezza fa danni, e che danni.

C’è piuttosto una nonguerra, segreta o meno fa lo stesso.

Esempi?

I droni in Pakistan vengono lanciati verso un paese amico.

In Yemen è esattamente la stessa cosa.

Obama dice che si può rifinanziare la spedizione in Libia perché quella non è una guerra.

Vabbe’, leggetevi comunque il pezzo.

Mentre i raid aerei sulla Libia sono saliti a 11.500 e il segretario generale della Nato Rasmussen chiede agli alleati più spese militari e maggiore impegno nella guerra, il conflitto si propaga nella regione mediorientale e nordafricana in forme meno visibili ma non per questo meno pericolose, aprendo in continuazione nuovi fronti. La Cia – informa un funzionario dell’agenzia di spionaggio statunitense citato dal New York Times – sta costruendo una base aerea segreta in Medio Oriente per lanciare attacchi nello Yemen con droni armati. Sono i Predator/Reaper (già in azione in Afghanistan, Pakistan e Libia), armati di 14 missili Hellfire e telecomandati da una base in Nevada a oltre 10mila chilometri di distanza.

Da quando è entrato in carica, «il presidente Obama ha drasticamente aumentato la campagna di bombardamento della Cia in Pakistan, impiegando droni armati», gli stessi che verranno usati per «espandere la guerra nello Yemen». L’amministrazione democratica li considera «l’arma preferita per cacciare e uccidere militanti in paesi dove non è praticabile una grossa presenza militare americana».

Nello Yemen, è attualmente in azione il Comando congiunto per le operazioni speciali (Ussocom), assistito dalla Cia e autorizzato dall’esecutivo di Sanaa. Ma, data la «fragilità di questo governo autoritario», l’amministrazione Obama è preoccupata che un futuro governo non sia in grado, o disposto, a sostenere le operazioni statunitensi. Per questo ha incaricato la Cia di costruire la base segreta in una non-identificata località mediorientale, così da intraprendere «azioni coperte senza l’appoggio del governo ospite».

Ciò conferma che l’amministrazione Obama sta intensificando la guerra segreta in tutte le sue varianti. Come dichiara ufficialmente lo Ussocom, essa comprende: azione diretta per distruggere obiettivi, eliminare o catturare nemici; guerra non-convenzionale condotta da forze esterne, addestrate e organizzate dallo Ussocom; controinsurrezione per aiutare governi alleati a reprimere una ribellione; operazione psicologica per influenzare l’opinione pubblica straniera così che appoggi le azioni militari Usa. Queste operazioni vengono condotte basandosi su tecnologie sempre più avanzate.

Rientra in tale quadro la decisione dell’amministrazione Obama, resa nota dal New York Times, di creare su scala globale «reti ombra di Internet e telefonia mobile che possano essere usate dai dissidenti per aggirare la censura governativa». Il Pentagono e il Dipartimento di stato vi hanno investito finora almeno 50 milioni di dollari. Esse vengono realizzate per mezzo di speciali valigette che, introdotte in un determinato paese, permettono di comunicare con l’estero attraverso computer e telefoni cellulari, in modalità wireless e in codice, evitando controlli e divieti governativi.

La motivazione ufficiale di Washington è «difendere la libertà di parola e allevare la democrazia». Ben altri gli scopi. Le reti ombra, fornite solo ai gruppi dissidenti utili alla strategia statunitense (in Siria, Iran e altri paesi) e controllate da Washington, sono le più adatte a diffondere sui media notizie fabbricate, per operazioni psicologiche che preparano l’opinione pubblica a nuove guerre.

via IL MANIFESTO.

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One Response to Base segreta in Yemen e reti ombra per dissidenti

  1. valerio on 2011-06-24 at 15:01

    Giusto perchè sono un precisino i Predator portano un Hellfire (o al massimo due, ma in questo caso l’autonomia di volo si riduce e occorrono strutture per aggevolare il decollo).
    Alcuni droni più pesanti possono portare un Maverick (che costano meno, ma sono molto più pesanti, e vecchi), mentre il Grey Aegle, ovvero il Predator aggiornato, porta 4 helfire.

    I Reaper sono i Predator versione B, l’Italia ne schiera 6, sono la versione d’attacco del Predator ed effettivamente hanno un bel carico bellico, ma i 14 Helfire li portano solo nelle pubblicità della General Atomics che li produce, visto che in tal caso l’autonomia e la velocità risultano compromesse, in generale 4 missili è un carico più normale, magari associate a due bombe leggere a guida laser.

    I droni stanno conoscendo un rapidissimo sviluppo nell’ultimo decennio (esistono da quasi un secolo…) e stanno passando dal ruolo di piccoli ricognitori furtivi a quello di apparecchi d’attacco, purtroppo l’oppinione pubblica non associa ancora i veicoli senza pilota agli aerei da attacco (e quindi alla guerra guerreggiata). Nel giro di qualche decennio potrebbero sostituire gli aerei da attacco e, quindi, ad essere pessimisti, ridurre molte delle inibizioni verso la guerra aggressiva.

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