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Le domande su Mohamed Merah

2012-03-30
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Alcune notizie e riflessioni su Mohamed Merah, l’attentatore di Tolosa:

Secondo diverse testate giornalistiche non ci sono prove della sua connessione con al-Qaida.

Comunque la doppia cittadinanza franco-algerina di Merah, riflettono su Jeune Afrique, non elimina il dato che il suo jihadismo sia maturato in Francia.

Sappiamo, però, Merah non era solo. Ci sarebbero prove del coinvolgimento di suo fratello Abdelqader.

Dopo un controverso rimpallo, nonostante la delusione di suo padre, sarà oggi inumato in Francia e non in Algeria. La cosa avviene non a causa del diniego “ideologico” degli algerini ma perché in Francia in casi di morte violenta l’autorizzazione al trasporto della salma in un altro paese è competenza del procuratore della Repubblica competente, in questo caso quello di Tolosa, che non ha dato l’autorizzazione.

Dopo le polemiche suo padre non sporgerà denuncia alla Francia.

Da più parti si ipotizza che Merah fosse un informatore della Direction Centrale du Renseignement Intérieur (DCRI).

La Direction smentisce ma c’è chi rileva che il 31 novembre scorso il futuro attentatore era stato interrogato dalla DCRI, e durante l’assedio alla casa di Tolosa –afferma Bernard Squarcini, capo della Direction– chiese di parlare con un agente locale della DCRI chiamandolo per nome e dicendogli poi, più o meno: “dovevo chiamarvi per darvi una soffiata ma in realtà adesso vi ammazzo”.

La qual cosa confermerebbe che i rapporti fra Merah e la DCRI vi fossero (ma, ovviamente, non conferma che questi fosse davvero un informatore)

Secondo Liberté Mohamed Merah non aveva un passaporto francese valido a partire dal 22 aprile 2008, il ché significa che usò il passaporto algerino per tutti i viaggi da lui compiuti dopo quella data. O un qualche altro passaporto, forse falso.

Secondo Le Monde, oltre all’Afghanistan Merah ha visitato Israele, Siria, Iraq e Giordania. In Afghanistan fu fermato dalla polizia afghana che, secondo gli informatori di Le Monde, l’avrebbe poi consegnato al comando della NATO (la NATO però non conferma). L’ufficiale di polizia afghano interpellato da Le Monde afferma di aver trovato sul suo passaporto (che a questo punto non sappiamo bene di che nazionalità fosse né quando fosse stato rilasciato) i timbri dei visti dei quattro paesi citati sopra. Davvero strano un passaporto con tutti quei timbri, tutti insieme.

 

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