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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Siria, il falso vescovo era un prete lefebvriano

2012-06-29
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[riporto da “Il Mondo di Annibale”, il pezzo va letto insieme a questo e, anche, insieme alla rettifica di Fides]

E’ anche peggio di come l’abbiamo raccontata. Il falso vescovo Philippe Tournyol du Clos che aveva propalato notizie false circa la caccia ai cristiani da parte delle milizie ribelli in Siria, più volte smentite dalla Santa Sede attraverso i suoi rappresentanti, non è altro che un esponente “dell’ultradestra cattolica” – come lo definisce il periodico d’ispriazione cristiana francese “La Vie”.

Vale a dire niente meno che un lefebvriano. In passato aderente alla Fraternità di San Pio X, è uno dei fondatori del gruppo tradizionalista “Società sacerdotale San Pietro” che agisce d’intesa con la Fraternità in nome della battaglia contro il Concilio Vaticano II, il dialogo interreligioso, la libertà di pensiero e di fede. E’ autore di studi sull’esorcismo e già nel 2010 metteva in guardia su un presunto genocidio dei cristiani in Libano.

Nel novembre del 2011, ricostruisce “La Vie”, si trova a Tolosa a manifestare contro la blasfemia dello spettacolo dell’italiano Castellucci dal titolo: “Sul concetto di volto nel figlio di Dio”. Nell’occasione si trova in compagnia di gruppi reazionari e ultratradizionalisti cattolici, ci sono naturalmente i lefebvriani ma, guarda caso, al loro fianco si muovono i salfafiti francesi di Forsane Alizza, formazione che verrà sciolta poco dopo per aver incitato i prorpi seguaci alla guerra santa.

Ancora nelle manifestazioni contro la piéce teatrale si trovano gruppi antisionisti filoiraniani che difendono, addirittura, il volto di Gesù Cristo. Curiosa saldatura quella fra l’estremismo tradizionalista cattolico e i gruppi fondamentalisti islamici. La vicenda di questo oscuro personaggio, Philippe Tournyol du Clos, rivela così un mondo di gruppi e gruppuscoli integralisti che lavorano giorno e notte per la disinformazione e alimentano a tutti i costi un’ipotesi di scontro di civiltà senza il quale, evidentemente, non possono vivere.

Sono le stesse forze che si oppongono alla democrazia, alla libertà, ai diritti, alla libertà religiosa, alla piena cittadinanza per tutti, al dialogo tra le fedi e le culture, in Europa come nei Paesi del Medio Oriente. La teoria di un Assad laico contro il fondamentalismo frana così sotto i colpi di questa incredibile vicenda e anche l’agenzia Fides – che ha dato voce al falso vescovo – a questo punto, che pure ha avuto spesso dei meriti importanti nell’informazione dal sud del mondo, dovrebbe rivedere i propri parametri su tutta la crisi mediorientale.

Anche perché in passato Fides ha saputo raccontare aspetti importanti della storia del sud del mondo. In Siria muoiono musulmani, cristiani, alawiti e altri. Muoiono siriani, insomma, e la repressione è condotta da mesi con ferocia spietata da una dittatura che certo poco ha che vedere con la presenza cristiana nel mondo arabo.

Il link al servizio de La Vie

 

 

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3 Responses to Siria, il falso vescovo era un prete lefebvriano

  1. lorenzo galbiati on 2012-07-01 at 16:47

    SEGNALAZIONE:
    Peacelink ha tradotto in italiano e sta diffondendo questo rapporto su Homs

    http://www.peacelink.it/pace/a/36529.html

    del Coordinamento siriano per il Cambiamento Democratico, invitiamo tutti a diffonderlo alle organizzazioni umanitarie e alla stampa

    Un rapporto sulla situazione umanitaria nella città di Homs

    Traduzione di Valeria Argiolas

    A Homs è in atto un attacco militare che sta creando un’emergenza umanitaria che necessità l’aiuto delle organizzazioni umanitarie
    1 – luglio 2012 – National Coordination Body for Democratic Change in Syria

    Fonte: http://syrianncb.org/2012/06/29/a-report-on-the-humanitarian-situation-in-the-city-of-homs/ – 29 giugno 2012

    La città di Homs è sotto il peggiore attacco militare dall’inizio della rivolta. I dintorni di Khaldiya, al-Qarabees, Jourat al-Shayyah, al-Qusoor e l’antico circondario di Homs sono stati spietatamente stretti d’assedio per oltre un mese, di modo che che la situazione umanitaria in queste aree sia estremamente preoccupante. Vi è una carenza drammatica di beni di prima necessità: farina, acqua, elettricità, benzina, gas e attrezzature mediche. Gli abitanti bloccati nelle aree strette d’assedio si sono ridotti a mangiare pane raffermo e derrate alimentari avariate. Viaggiare è pressoché impossibile a causa della mancanza di benzina e della violenza e i residenti non sono in grado di portare altrove i feriti.

    Vi sono più di 1000 famiglie nelle seguenti aree colpite: Khaldiya, al-Warsha, al-Hamidiyye, Bustan al-Deewan, al-Salibiyye, Wadi al-Sayeh. Queste famiglie sono state costrette a restare nelle loro case semi-diroccate e vivono in condizioni inumane. Provengono da un retroterra religioso eterogeneo (cristiano e musulmano). Si tratta di donne, bambini, anziani e persone con disabilità fisiche o psichiche. Nelle suddette aree di conflitto vivono nel terrore e non sono in grado di poter lasciare i luoghi. I civili innocenti, in queste aree, mancano del minimo necessario alla sussistenza.

    La situazione sanitaria nelle parti strette d’assedio della città è terribile e si deteriora sempre di più. Le forze fedeli al regime hanno incorporato i due soli ospedali operativi della città. Gli ospedali da campo, installati nelle vicinanze, mancano di tutto e sono constretti ad operare in scarse condizioni igeniche, ragion per cui un gran numero di feriti è deceduto. Inoltre vi è una penuria notevole di assistenza medica per le patologie croniche come le malattie cardiache, l’asma, il diabete, l’ipertensione ecc…. Vi sono centinaia di feriti che richiedono di essere operati nel più breve tempo possibile e tanti altri sono in attesa di urgenti cure mediche. Fino a questo momento queste persone non sono state in grado di lasciare la città

    Facciamo appello a tutte le organizzazioni umanitarie, ed in particolare alla Croce Rossa e alla Mezzaluna Rossa, affinché siano urgentemente inviati staff medico e attrezzature sanitarie nella città di Homs, in modo che siano curati quelli che possono esserlo sul posto e che sia possibile trasportare i molti civili feriti dal costante bombardamento della città. Facciamo appello a tutte le organizazzioni internazionali e umanitarie affinché questa campagna assassina di bombardamenti e assedi, che potrebbe ancora culminare in un massacro indiscriminato, cessi.

    Coordinamento Nazionale per il Cambiamento Democratico in Siria

    Fonte: http://syrianncb.org/2012/06/29/a-report-on-the-humanitarian-situation-in-the-city-of-homs/

    Sempre in home page di http://www.peacelink.it, due interviste a membri europei del CNSCD, Gassan Azzam e Ossamah Al Tawel, quest’ultimo appartenente al direttivo del Coordinamento, e molto attivo in tutta Europa.
    Qui
    http://www.peacelink.it/pace/a/36523.html
    http://www.peacelink.it/pace/a/36527.html

    Lorenzo Galbiati, redattore di Peacelink

  2. […] fonte che Lorenzo Trombetta definisce  totalmente schierata con il regime. Interessante anche questo post di Lorenzo Declich sul falso vescovo ma vero prete […]

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