Tutto in 30 secondi
[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Ribelli e mercenari (o supposti tali)

2011-05-20
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Fortress Europe pubblica un’impressionante serie di video su diversi generi di atrocità commesse dai ribelli libici.

Sono immagini dure, che sarebbe sbagliato occultare.

 

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4 Responses to Ribelli e mercenari (o supposti tali)

  1. valerio on 2011-05-20 at 10:59

    Vi giro il mio commento a Fortess Europe, con qualche piccola aggiunta.

    Sul blog colletaneo “tutto in 30 secondi” ho provato a seguire le notizie dalla Libia, ed effettivamente fino ai primi di Aprile i linciaggi di prigionieri (ed in particolari di supposti mercenari) erano all’ordine del giorno.
    (si noti che nessunio di questi video è stato postato dopo il 12 aprile)

    I raid contro i “servi” neri, invece, dovrebbero essere finiti una quindicina di giorni prima.

    Pare che leautorità di Bengasi, ed in particolare quelle che stanno addestrando i militari in queste settimane, abbiano compreso quanto questo sia, non solo disumano, ma anche contro producente (se uccido i prigionieri nessuno si arrende…), e quindi, per fortuna, le uccisioni di prigionieri siano in forte calo.

    Altro discorso per i fronti isolati, nell’ovest del paese, dove la disciplina militare non ha ancora attecchito.

    Spero che ora della presa di Tripoli si arrivi ad un maggior controllo degli istinti vendicatori e bestiali, insiti in ogni guerra irregolare.
    Però il danno, anche psicologico, è già stato fatto, e la popolazione immigrata, sopratutto dell’Africa centrale e orientale, è ovunque in fuga, si sente insicura, ha subito insulti, vessazioni ed umiliazioni e forse preferisce tenersi Gheddafi.

    Esistono su you tube anche molti video di umiliazioni di mercenari, o supposti tali (come quello in cui vengono costretti a mangiare del cane crudo), ma ho smesso di cercarli, anche perché mi sentivo male, così come non sono riuscito a vedere tutti i video.

    Altri video sono stati trasmessi dalla TV Libica, ma non esiste alcuna prova che siano autentici.

    Ho visto tempo fa la notizia di un gruppo di Maliani (forse uno di quelli che si vede in questi video) che sono stati salvati in extremis e riconosciuti da un ribelle come semplici lavoratori della sua città.
    Speriamo che sia accaduto più di una volta.

  2. Stefano on 2011-05-20 at 16:23

    Valerio, tempo fa hai detto che il mercenario, contrariamente a quanto ci si aspetterebbe, è un animale ideologico. Mi piacerebbe se avessi modo di approfondire il pensiero – perché, in effetti, mi aspettavo il contrario.

  3. valerio on 2011-05-20 at 18:26

    Domanda che merita una risposta lunga.

    Prima di tutto bisogna specificare che esistono infiniti tipi di mercenari.
    Una prima distinzione da fare è quella tra mercenario “individuale” e “gruppo di mercenari” che in occidente viene definito “compagnia di sicurezza privata”.

    La compagnia di sicurezza privata, che poi è la riedizione in termini post contemporanei di quello che io spesso studio, ovvero le compagnie di ventura del rinascimento, è spesso legata ad uno stato, e a chi fa la politica estera di quello stato.
    Quindi è facile capire come va inteso il livello di “ideologia” in questo caso.
    Mai e poi mai una compagnia di sicurezza privata, diciamo francese, opererebbe in appoggio di un governo nemico della Francia.

    Le nazioni con un maggior numero di queste compagnie sono, se non erro, Francia, Inghilterra, Russia, Serbia, Stati Uniti, Sud Africa, Filippine, Israele, Ucraina, Colombia e ho sicuramente dimenticati molti altri.

    Notiamo come in questo incompleto elenco abbondino gli stati dell’Est Europa, ovvero nazioni che nel 1989-1992 somobilitarono enormi eserciti (o conobbero cruente guerre interne), e molti stati spesso coinvolti in conflitti.

    Anche questo agisce a livello “ideologico”, molte compagnie di ventura sono infatti formate con ex-militari, e tra gli ex militari insoddisfatti hanno il loro principale bacino di reclutamento.
    (praticamente tutte le “agenzie di sicurezza privata” hanno tra i loro fondatori ex truppe d’élite, formatesi nei SAS, SBS, Legione Straniera, KGB, Berretti Verdi, Navy SEAL, Paràcommandos della Marine National, Specnaz-Spetsnaz, Vympel, Sayeret Golani ecc.)
    (certo magari se si tratta di un ex Kaibil guatemalteco anni ’80 è così abituato a seppelire vivi i prigionieri per compiaccere un cacicco che non ha remore alcune a servire chiunque, narcos inclusi, il che non toglie che sia “ideologico”, legato ad una certa destra sud-americana e ai paramilitari)

    I mercenari spesso hanno imparato il mestiere in una guerra in cui erano soldati regolari, ed hanno anche ereditato dei nemici, uno Specnaz che ha trascorso tutti gli anni ’80 a Kabul non tratta con i suoi nemici di ieri, che con ogni probabilità gli hanno ucciso amici e camerati.

    Molti sud-africani che oggi sono mercenari in sud-africa non sono più benvenuti, facevano parte dell’apparato repressivo del passato regime, restano suprematisti bianchi, anti-comunisti viscerali come la stragande maggioranza dei reduci delle guerre africane della Legione Straniera. Nessuno di loro servirebbe volentieri in appoggio di un movimento rivoluzionario nell’africa sub-saharian, mentre sono disponibilissimi per puntellare i governi (o organizzano colpi di stato, nelle Comore hanno anche governato per un po’).

    Un ex miliziano serbo che oggi fa il mercenario non si dimentica certo le bombe NATO su Belgrado o che i suoi nemici sono i “turchi”. Un nemico dell’america e/o dell’islam gli è simpatico, a prescindere, un alleato della Serbia o della Russia è sentito come un suo alleato. Inoltre un nemico degli USA sa che può reclutare un Serbo e non un americano.

    Insomma devono rischiare la pelle, uccidere, fare cose rischiose e tremende, lo fanno per denaro certo, ma non solo. In questo sono “ideologici”, e non sono semplicemente in vendita al miglior offerente.

    Il problema ha una sua lunga storia.
    I “miei” mercenari italiani delle condotte quattrocentesche erano tutti omogenei per appartenenza faziosa, una compagnia era tutta guelfa (per esempio quelle del Colleoni o di Braccio Fortebraccio di Montone), un’altra era tutta ghibellina (per esempio quelle degli Sfroza o dei Colonna). I guelfi servivano più volentieri e prevalentemente per potenze guelfe (Venezia, Firenze, il Papa) quelli Ghibellini per potenze Ghibelline (Milano, Napoli).

    Il discorso, grossomodo, regge ancora, le compagnie sono omogenee per origine, se una compagnia è formata da ex-militari di più nazionalità queste erano omogenne ideologicamente, per esempio molti mercenari sudamericani si sono formati in varie milizie paramilitari anti-guerriglia, non c’è nessun “elemento di sinistra” tra loro.
    (mentre qualche ex-guerrigliero, pochi in verità, si è riclato come mercenario, ma, guradacaso, per governi che considera anti-imperialisti)

    Il discorso può essere applicato a tutti i gruppi di mercenari, anche a quelli meno “occidentalizzati” nel modello.
    Infatti molti gruppi africani sono nati come eserciti rivoluzionari sconfitti, golpisti falliti, ex-soldati sbalzati di sella da una rivolta, e non hanno dimenticato la loro rivoluzione, o la guerra di secessione per cui hanno combattuto, anzi per loro il mercenariato può essere una pausa tra due “vere” guerre, da farsi per il controllo della loro nazione.

    I Sharawi che combattono per Gheddafi sono Sharawi nazionalisti, che mettono da parte armi, addestramento e soldi per l’indipendenza del Sahara occidentale. Provano simpatia per Gheddafi proprio perché lui li ha accolti, armati ed addestrati dalla fine degli anni ’80.
    Non andrebbero al servizio del Re del Marocco nemmeno se i Marocchini li coprissero d’oro.

    I mercenari di Zimbabwe e Eritrea che combattono in Libia (a parte il fatto che alcuni potrebbero essere regolari, inviati lì dai loro rispettivi governi) appoggiano anche una dittatura che ha solidi legami di alleanza con i loro governi, che ha contribuito a rifornire ed armare da anni. Anzi probabilmente molti di loro sono stati anche addestrati in Libia anni fa.

    Oppure sono membri di legioni straniere reclutate nel tempo, con pazienza, dai regimi, fideilizzate per proteggere il regime stesso da possibili colpi di stato, su modello vagamente mammelucco. Gheddafi era maestro in questo, reclutando nel mondo arabo per tutti gli anni ’80 e in quello africano dai primi anni ’90. In modo da avere un esercito privato (se possibile fanaticamente fedele) all’interno dell’esercito regolare, più laico e meno sicuro.

    Si sviluppano poi tutta una serie di legami, anche sentimentali, con le guerre che combattono e che hanno combattuto, con le potenze che li hanno appoggiati, con quelle contro cui hanno sparato ecc. ecc. Per non paralre del fatto che ogni gruppo di mercenari sviluppa contatti di collaborazione e di amicizia con pochi stati, e qui è reclutabile solo da questi, che poi magari passano il contatto ad un alleato.

    Invece i mercenari ingaggiati “individualmente” sono un’altra cosa.
    Innanzi tutto bisogna dire che sono un fenomeno quasi esclusivamente africano, si tratta per lo più di poveracci, spesso senza esperienze militari di sorta, talvolta piccoli criminali comuni o persone attratte dalla possibilità di saccheggio, disperati, diseredati, giovani -giovanissimi maschi poveri e fisicamente prestanti, qualche volta reclutati a forza. Pessimi soldati da tutti i punti di vista.

    Spesso anche privi di equipaggiamento e armamento moderno, proprio perché “mercenari fai da te”, senza divisa o disciplina. Vengono reclutati in fretta e furia in paesi come Nigeria, Niger, Mali Chad, da emissari dei governi che li vogliono utilizzare.
    Pare addirittura con annunci sui giornali, e agenzie specializzate nell’intermediazione.
    Una volta reclutati sono aggiunti come carne da cannone extra in altre formazioni più omegenne, oppure inquadrati da mercenari professionisti della loro nazionalità che devono formarli in corsa.

    Questi ingaggi individuali sono “solo” criminali, privi della costruzione mentale imposta dal modello militare di riferimento, più imprevedibili.
    E spesso, se sopravvivono e conoscono le persone giuste, futuri mercenari “organizzati”.

    Gheddafi ha aggiunto un po’ di questa gentaglia al suo gruppo di sgherri, e sono proprio questi quelli che più facilmente rischiano la cattura.
    Il che non implica la falsità della denuncia di Del Grande, molti neri arrestati dai ribelli erano solo migranti, non mercenari “fai da te”, ma distinguerli a prima vista è piuttosto arduo.

    Esistono poi anche avventurieri e volontari ideologici, della prima categoria pare facciano parte alcuni poliziotti algerini e tunisini transitati in Libia di recente (dal lato gheddafi) e alcuni ex militari egiziani (dal lato ribelle).
    Alcuni avventurieri sono attratti da denaro e premi, altri anche dal gusto della guerra, però non è comunque solo questo.

    Per fare un esempio storico un po’ remoto, durante la guerra civile spagnola ambedue le aviazioni reclutavano mercenari, e li pagavano più o meno la stessa cifra (molto alta, nel 1936 nessuno dei due aveva una vera aviazione e i piloti servivano), ma molti più avventurieri scelsero il lato repubblicano (gli italo-tedeschi che combatterono con Franco erano “volontari” per finta, in realtà piloti militari professionisti).
    Solo questione di soldi o simpatia per il governo legittimo?
    Insomma già devi ammazzare della gente, se lo fai per una causa che non ti sembra orribile magari riesci a dormire la notte, se la condividi puoi persino sentiriti un eroe.

    Scusa per la lunghezza della risposta, che è comunque inferiore alla compelssità dell’argomento, priva com’è dell’indispensabile analisi socio-economica del mercenariato…

  4. Stefano on 2011-05-21 at 13:01

    Scusarti? Ma ti ringrazio infinitamente, altro che scuse. Chiarissimo e interessantissimo.

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