Tutto in 30 secondi
[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Lo yak no, non vale

2010-11-18
By

A Karachi, città pakistana tropicale sita in pianura.

Di solito laggiù non girano molti yak, semplicemente perché gli yak sono animali montani himalayani.

Ultimamente però ne arrivavano in buon numero in occasione della Festa del Sacrificio.

A Karachi uno yak per la Festa del Sacrificio costava moltissimo, anche in considerazione della sua esoticità.

Sembra che adesso un muftì abbia posto dubbi sull’inelegibilità degli yak come bestiame da sacrificio.

Meglio così.

No more yak sacrifice on Eid in Karachi

2010-11-15 11:10:00

Karachi, Nov 15 (IANS) Sacrificing yaks on Eid has come to a stop in Pakistan’s largest city due to a theological ‘doubt’, a media report said Monday.

Around 30 yaks used to be brought Karachi on Eid-ul-Azha from areas as far as Skardu and Baltistan till about four years back.

Cattle Market Administrator Shahab Ali Ikram told The News that yaks were first brought to the city in 2004 and a large number of people showed interest in buying yaks for sacrificial purposes.

The next year, the traders involved in getting yaks earned handsome return with yaks being sold between Rs.150,000 and Rs.175,000.

‘Since yaks are an anomaly in the city, a lot of people paid a visit to the market to simply look at them,’ Ikram was quoted as saying.

However, word soon spread of the theological legitimacy among customers and this hit yak sale.

‘Some animals are Halal to eat but their sacrifice on Eid is prohibited. For instance, a deer’s meat is allowed for consumption, but its sacrifice is not permissible.

‘Since the inhabitants of areas where yaks are reared considered them to be different species than cows, there is a doubt. To avoid any doubt, it is better that yaks are not sacrificed,’ said religious scholar Mufti Munib-ur-Rahman.

viaNo more yak sacrifice on Eid in Karachi.

Tags: , , , ,

3 Responses to Lo yak no, non vale

  1. mizam on 2010-11-19 at 02:17

    Ma dài, che fatwa, il mufti!
    Si chiama bos grunniens grunniens, della famiglia dei bovidi… certo, quando si viene a saper il nome latino fa ancora più simpatia (grunf!), ma, ahimé, anzi, ahiloro, i bovidi sono considerati carne da macello a tutti gli effetti.

    Mi par di vedere la scena: l’intrepido mufti s’inerpica in moto lungo le perigliose strade del Baltistan, sfinito e coperto di polvere incontra finalmente un gruppo d’indigeni e chiede:
    “Scusate, ma gli yak sono della stessa specie delle vacche?”
    “Eh? Mmm… no, no, sono un’altra specie”
    “Ahà!!!”

  2. darmius on 2010-11-19 at 09:44

    mi domando: ma lo yak per gli hindu è sacro quanto la vacca? la cosa avrebbe una certa rilevanza da quelle parti…
    d’altra parte, pur non essendo un mufti, penso che lo yak, essendo utilizzato principalmente come animale da soma e da trasporto, sia assimilabile per analogia al cammello, e dunque, suo malgrado, sacrificabile, wa-llahu a`lam.
    D

  3. mizam on 2010-11-19 at 16:43

    No, non è sacro. In India si sacrifica il bufalo: una specie di compromesso storico per non ferire troppo i vicini di casa hindu… la vittima più diffusa però è la capra, costa di più perché la spesa del bufalo (come il cammello) puoi dividerla fra più persone.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

novembre: 2010
L M M G V S D
« Ott   Dic »
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
2930  

Archivi

 
'