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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Haqqani, Stati Uniti, Talebani

2011-10-10
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Jalaluddin Haqqani è sempre stato uno di quei mujahidin afghani che ha fatto sempre quello che gli tornava utile, un po’ come Gulbuddin Hekmatyar.

E anche, per fare un esempio recente, come  il “contatto afghano a Kandahar” superforaggiato dagli americani,  il Generale Abdul Raziq che oggi si scopre essere un corrotto contrabbandiere colpevole, probabilmente, di orribili massacri (vedi qui), e che domani — se tanto mi dà tanto — potrebbe non esserne più tanto amico.

Fu foraggiato dalla CIA quando si mise a combattere contro i sovietici e protesse e supportò Osama bin Laden.

Nel 1995 si alleò coi Talebani.

E rimase amico di Osama, immagino, laddove i Talebani alla fine degli anni ’90, come dimostrano i cable di Wikileaks (vedi ad es. qui) si dimostravano dialoganti rispetto al problema. I Talebani avevano molti contatti e appoggi in Arabia Saudita e gli americani attraverso i loro referenti in quel paese cercavano di far pressione sui Talebani per stanare Bin Laden.

A un certo punto i Talebani dichiararono  di non supportare il terrorismo e di non voler dare rifugio a Bin Laden (vedi qui).

Mentre gli Haqqani mai disseno alcunché né furono interprellati al riguardo.

Poi sembra che Karzai propose a Jalaluddin di diventare Primo Ministro, ma lui rifiutò.

Si mise insieme all’ISI, il servizio segreto pakistano (vedi questo interessante articolo).

Jalaluddin Haqqani con l'ex capo dell'ISI, il Generale Hamid Gul, che Benazir Bhutto indicò come suo possibile assassino, nel 2007, poco prima di essere effettivamente assassinata

 

Adesso che i rapporti degli americani col Pakistan non risultano essere più così floridi, esce fuori che secondo i comandanti militari americani il “network” Haqqani (suo figlio Sirajuddin ha una milizia di 15.000 uomini stanziati nel nord del Waziristan) è il pericolo n. 1 in Afghanistan (vedi qui un recente studio sul network).

E gli americani pensano di inserire il network nella lista delle organizzazioni terroristiche.

Tutta la vicenda ci ricorda che:

  1. nessuno è mai riuscito a nessuno riuscirà mai a conquistare l’Afghanistan per un tempo sufficiente a far sì che la conquista possa definirsi tale;
  2. nessun leader militare afghano ha mai dimostrato di tenere una parte se questa parte non torna comoda a lui in quel momento.

Comunque ecco la nuova strategia americana in Afghanistan:  pensano di parlare coi i “Talebani buoni” in Qatar emarginando gli Haqqani, amici dell’ISI.

Vedremo cosa succede, a me non sembra un’ottima idea.

Quanto a noi se iniziassimo a togliere l’etichetta di “Talebani” a tutti i signori della guerra afghani forse arriveremo a capirci qualcosa di più.

 

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2 Responses to Haqqani, Stati Uniti, Talebani

  1. Stefano on 2011-10-10 at 12:57

    Credo sia stato Churchill a dire “si può sempre contare su che gli americani facciano la cosa giusta, una volta esaurite tutte le altre possibilità”

  2. Se potessi avere 100 sterline al mese on 2011-11-28 at 21:38

    […] Lorenzo Declich – 28 novembre 2011Posted in: In 30 secondi // Recentemente (lo scrivevo qui) si è scoperto che  il “contatto americano a Kandahar” il Generale Abdul Raziq, […]

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