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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Velo integrale: Fare Futuro e la falsificazione della storia

2010-10-11
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Ecco l’articolazione del pensiero della destra finiana sul “velo integrale”: “Il velo, la minigonna e il controllo dei corpi“.

L’archeologo Giuseppe Cecere prende spunto dalla vicenda delle Niqabitch, riassunta in maniera così profonda e magistrale da Terzogiro su questo blog, per parlare dell’opportunità di vietare il velo integrale.

Commenterò solo un pezzo:

Il velo integrale è nato in un contesto patriarcale, come espressione di una concezione “proprietaria” del corpo femminile da parte del potere maschile – una concezione che l’Islam non ha certo inventato, perché caratteristica di tutte le società storiche, ma che la giurisprudenza islamica, nelle sue espressioni maggioritarie, non ha contrastato, anzi integrandola e spesso “santificandola” come presunta espressione della Legge divina.

Togliete “integrale” e mi troverete più o meno d’accordo, almeno dal punto di vista dell’analisi storico-culturale.

E ora la domanda: perché il niqab sì e il hijab no?

Solo perché il secondo ci fa vedere le facce delle donne?

Eh no, caro Cecere, non funziona mica così. Mica ci si aggiustano le cose a seconda di come conviene.

Se di “possesso” si parla, di “possesso” in tutte le sue accezioni si deve discutere.

L”ingaggio” di Cecere su FF è, evidentemente, dovuto alla necessità di velare la causa della proibizione del “velo integrale”.

Si dà una patina di “storicità” e contemporaneamente si salvano le suore.

Brutta cosa. Inequivocabilmente di destra.

Per chiudere vi do in pasto la comparazione di Cecere fra minigonna (fra l’altro le Niqabitch nel video non vanno in giro in minigonna, ma con un altro capo di vestiario il cui nome forse non esiste nemmeno ma che certamente è in assoluto una cosa molto, ma molto post-minigonna) e velo integrale:

La minigonna è […] nata nella tempestosa Inghilterra degli anni Sessanta, nel pieno dei movimenti per la liberazione femminile e la rivoluzione sessuale, come manifestazione della volontà delle donne di dare espressione al proprio corpo, inteso come luogo dell’identità, della libertà, della relazione tra l’io e il mondo.  Questa concezione del corpo è invece radicalmente negata dal velo integrale: che spezza la relazione tra l’io e il mondo, annulla la dimensione pubblica dell’identità e dunque comprime inevitabilmente la libertà della persona, anche quando non è il frutto di una coercizione esplicita  ma di una scelta sentita come “libera” dalla diretta interessata.

Alé.

 

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4 Responses to Velo integrale: Fare Futuro e la falsificazione della storia

  1. terzogiro on 2010-10-11 at 09:52

    Mi dicono che quei pantaloncini si chiamano mini-shorts oppure hot-pants. Da noi non si usano molto, ma nel nord europa dicono di sì per motivi che definisce un po’ diversamente da Cecere. Non essendo mai stato nel nord europa non saprei chi ha ragione.

  2. Melone on 2010-10-11 at 10:08

    Per quel che ne so, qui in Uk si chiamano hot-pants.

    Al nostro Cecere farei anche notare che nei confronti della “tempestosa Inghilterra degli anni Sessanta” e alcune rivoluzioni, come la minigonna appunto, le femministe hanno in seguito hanno parecchi dubbi.

    Dovrebbe iniziare a dubitare anche lui qualche volta. O forse chiedo troppo …

  3. letturearabe on 2010-10-11 at 15:10

    anche qui si sono sempre chiamati hot pants, e vi prego di notare che non è, dal mio punto di vista, un gran che bella denominazione.
    @lorenzo: noto qui, ma è già un po’ che lo penso, che non sei maschilista :)

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