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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Osama bin Laden, futuro eroe americano

2011-05-05
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Sulla “cultura della guerra” dei “nativi americani” avevo scritto qui.

Avevo dimenticato di metterci Geronimo, il capo Apache Chiracahua (l’ho scritto bene?) che diede un bel po’ di filo da torcere ai conquistatori e il cui nome, sembra, iniziò a essere usato da alcuni paracadutisti americani intorno al 1940. Urlavano “Geronimo!” al momento di lanciarsi di sotto.

C’è chi se l’è presa per l’accostamento Geronimo-Bin Laden.

I leader della nazione Onondaga dicono che Geronimo era un eroe, non era cattivo:

“Geronimo is arguably the most recognized Native American name in the world,” the chiefs said, “and this comparison only serves to perpetuate negative stereotypes about our people.” (fonte)

The chiefs said the incident revived memories of New York Mayor Michael Bloomberg’s remark last year that Gov. David Paterson should “get yourself a cowboy hat and a shotgun” to deal with Indian affairs.

“It’s typical,” said Onondaga Tadodaho Sid Hill, the nation’s spiritual leader. He said Geronimo was a hero to American Indians and it was incomprehensible that “they use him to identify a man like Osama Bin Laden.”

Come non dargli ragione?

Non sono un amante del politically correct ma se uno mi dice una cosa del genere non posso non dargli ragione.

E poi io sono sempre stato dalla parte di Geronimo e questo accostamento Geronimo-Bin Laden mi crea una certa distonia interiore.

Da questa prospettiva mi fa impressione leggere il necrologio di Geronimo del New York Times (17 febbraio 1909):

… As the leader of the warring Apaches of the Southwestern territories in pioneer days, Geronimo gained a reputation for cruelty and cunning never surpassed by that of any other American Indian chief. For more than twenty years he and his men were the terror of the country, always leaving a trail of bloodshed and devastation … (fonte)

Non penso che fra qualche tempo penserò a Bin Laden come a un eroe.

Mentre c’è il rischio, anzi il ragionevole timore, che questo in America avverrà, una volta che il mondo si sarà assuefatto all’islamercato.

Leggete qui sotto, pensando ai legami indissolubili fra Stati Uniti e Arabia Saudita e a quest’ultima come leader del nuovo mercato e della nuova finanza “islamicamente corretta”:

There is a very somber (almost sorrowful) tone to Saudi media’s coverage of Bin Laden’s death.  Al-Arabiyyah (the news station of King Fahd’s brother-in-law) hosted a discussion about Bin Laden, and the Saudi experts all weighed in with the same view: that there are two section within the Al-Qa`idah: the Saudi faction and the Egyptian faction.  They want you to believe that the Saudi faction was all nice and peaceful and that the terrorism came from the Egyptian faction.  And Saudi media (and the account by `Abdul-Bari `Atwan) never ceases to elaborate on the “politeness” and “soft-spokenness” of Bin Laden: but Goebbels’ children loved uncle Hitler who always gave them candy.  A Saudi cleric, Salman Al-`Awdah, says that the killing of Bin Laden shows US weakness and called for mercy and forgiveness for him. (fonte)

————

P.S. E perfavore, smettetela di chiamare Bin Laden “il Che Guevara del Medio Oriente”.

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4 Responses to Osama bin Laden, futuro eroe americano

  1. Valerio Peverelli on 2011-05-05 at 10:21

    E se alla guida dell’’islamercato non sarà l’Arabia Saudita ma il sultanato del Brunei (guarda la pagina di wikipedia sul sultanato qui: http://en.wikipedia.org/wiki/Brunei 7.1 The Brunei Halal brand) e le multinazionali Indonesiane?

    Ma tornando al paragone, aggiungerei che la figura storica di Geronimo (Goyaalè in Chiricahua, ovvero “sbadiglione-pigrone”) ha subito una formidabile distorsione, operata con tutti i mezzi, sin dall’inizio.
    Addirittura è l’unico leader nativo americano la cui auto biografia è stata ampiamente riscritta dall’intervistatore per renderla più conforme al mito (aggiungendo per esempio la pratica dello scalpo, sconosciuta agli Apache).

    Per esempio Geronimo non è mai stato un capo, era un leader religioso, un mistico capace di prevedere il futuro e deviare da se malattie e ferite.
    Inoltre fu anche molto odiato da numerosi capi e sotto capi Apache (come Cochise), che lo consideravano un pazzo sconsiderato, avido, violento e meschino.

    Aggiungo che, al contrario di altri “eroici” capi indiani, Geronimo aveva notevoli differenze biografiche e dei lati oscuri, in una personalità compelssa.
    Tecumseh, Capo Giuseppe (“tuono che rimbomba tra le montagne” in lingua nasi forati), Cavallo Pazzo, Nuvola Rossa e Toro Seduto (altro leader religioso e non politico), hanno dedicato la loro vita a proteggere la loro tribù e la terra, rifiutando il sistema delle riserve o chiedendo il rispetto dei trattati.
    Sono entrati in guerra con prudenza, hanno dimostrato ampie doti politiche e retoriche oltre che militari, ed hanno anteposto il benessere collettivo (da cui dipendeva il loro consenso) alla gloria e al saccheggio.

    Geronimo invece ha combattuto numerose guerre private (quasi personali) per poter vendicarsi dei messicani (che avevano sterminato la sua prima famiglia) e per poter continuare lo stile di vita Apache, basato sul sacchegggio. Era decisamente più brutale e violento della media, per quanto, leggendo le sue biografie, non si possa non “tifare” per lui e la sua piccola banda.

    Anche per questa bellicosità folle e incontrollabile, per lo spirito indomabile (è uno dei pochissimi che violava i trattati prima dei bianchi) divenne un mito tra gli stessi militari che gli davano la caccia, con dozzine di leggende sorte attorno alla sua figura mentre era ancora in vita.
    Per questo “Geronimo” divenne subito, come bin Laden, un personaggio letterario, il protagonista di un film poco dopo la sua morte (avvenuta nel 1909, il film è del 1912).
    Fu subito mitizzato romanticamente, sia come cattivo perfetto, sia come nobile selvaggio. Geronimo stesso sfruttò questa caratteristica, esibendosi (dopo la cattura) nelle fiere e vendendo a caro prezzo (un’altra differenza tra Geronimo e gli altri capi indiani deriva dal fatto che lui il valore del denaro lo comprendeva molto bene) memoriabilia che lui stesso produceva.
    Addirittura un paio di città furono chiamate con il suo nome e circolarono leggende sull’ubicazione delle sue spoglie (e sull’uso che determinate confraternite, inclusa quelle a cui appartengono i Bush, ne avrebbero fatto in misteriosi riti esoterici).

    Nel 1940 un ennesimo film dal titolo Geonimo fu proiettato presso la base in cui si stavano addestrando i paracadutisti di quelle che diventeranno la 82° e 101° divisione americane, gogliardicamente le reclute usarono urlare “Geronimo!” prima di ogni lancio per darsi coraggio e la cosa divenne tradizionale, tanto che entrò nel simbolo del 501° reggimento.
    Ed ora Geronimo ha ispirato il nome dell’operazione “uccidiamo bin Laden”.

    Non solo ma numerosi elicotteri militari americani, dal 1970 ad oggi, tendono a prendere i nomi da tribù indiane, alla tribù degli Apache è stato dedicato il più potente e aggressivo, lo Hughes AH-64 Apache, da attacco e contro carro.

    Anche se vedo difficile un elicottero chiamato “Pashtun” bin Laden ha tutte le possibilità di divenire una figura mitica, ma mancano molti elementi di successo.
    Per esempio Geronimo potè diventare contemporaneamente mito di bene e male, cosa che ad Osama in America è preclusa e, dopo la sua definitiva cattura e deportazione, Geronimo fu completamente inofensivo, cosa che non si potrà forse mai dire di Osama.

    In particolare l’inoffensività e la definitiva sconfitta e sottomisione degli indiani sono elementi che hanno permesso alla cultura americana di utilizzare termini indigeni nell’esercito che così duramente li combatè. Oltre al fatto che i nativi, per quanto sottomessi e distrutti sono pur sempre americani (e bacino di reclutamento dell’esercito).
    Non mi risulta alcun tipo di equipaggiamento o armamento americano con nomi ispirati o dedicati a tedeschi e giapponesi e men che meno sovietici (potrei sbagliarmi) pur essendo questi i grandi nemici novecenteschi dell’America, (mentre sono rimasti alcuni nomi informali, per esempio la contro-aerea negli USA si chiama Falk, seguendo la sigla tedesca).

  2. Lorenzo Declich on 2011-05-05 at 10:33

    Be’, “l’islam” sta per diventare una cosa molto americana, quindi ho ancora fiducia nel fatto che prima di morire vedrò uno scudo difensivo chiamato “jihad”.

  3. Valerio Peverelli on 2011-05-05 at 12:30
  4. mizam on 2011-05-05 at 23:36

    Grazie per il link! Trovo sempre irresistibili le invettive linguistiche di Lor, ma ancora più irresistibile il lapsus dell’autore:

    “Lo Yemen costituisce la base maggiormente attiva nella
    fabbrica della proliferazione del terrone”.

    Segnalatelo alla Lega!

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