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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

La quarta, forse, è quella buona.

2011-07-22
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Giungono confuse e incomplete informazioni di una quarta offensiva ribelle nell’estremo sud della Libia.

In pratica una (o tre?) colonne di tecniche (camioncini e automobili modificate per montare mitragliatrici pesanti ed altre armi) ha assalito, proveniendo dal deserto, alcune località ed oasi dell’estremo sud-ovest libico.

L’hanno fatto sfruttando la manovra, il movimento nel deserto, la sorpresa tattica e strategica, ovvero ciò che è mancato, sin ora, ai ribelli.

Havrebbero preso, senza sparare un colpo e facendo qualche prigioniero, il valico di Tumu, un punto d passaggio molto importante tra la Libia e il Niger (da cui nei mesi scorsi sarebbero entrati non pochi mercenari), la cittadina di Al Qatrun (dove il Niger ha un consolato), ed altre località importanti che bloccano le strade dal Chad e, sopratutto, dal Niger verso Tripoli.

Sono partiti da Cufra, ed hanno operato in un modo che avrebbe inorgoglito Philippe Leclerc de Hauteclocque, che proprio Cufra conquistò agli italiani durante la seconda guerra mondiale, con un attacco tatticamente simile.

Anzi le truppe lealiste ora si troverebbero imbottigliate in diverse località del distretto di Murzuq e costrette a ritirarsi attraverso il deserto o ad aprirsi la strada combattendo.

Persino Sabha, 290 km di deserto e nulla a nord di Qatrum, non è più sicura, e con essa il controllo di Gheddafi sul Fezzan. Anzi Gheddafi dovrà inviare cospiqui rinforzi su un nuovo fronte proprio mentre è in difficoltà a trovare umoni sufficienti per gli altri.

Il mio consiglio sarebbe di non marciare su Sabha, o sulle altre cittadine più importanti del fezzan, ma continuare a conquistare incroci stradali e tagliare le vie di collegamento tra queste città e la tripolitania.

Finalmente pare che Haftar (o chi per lui, visto che l’ex colonello è segnalato in prima linea dalle parti di Brega) si sia ricordato di come è stata condotta, anche da lui, la “guerra delle Toyota” con il Chad negli anni ’80.

Questa offensiva ha raggiunto risultati superiori alle altre 3 (Brega, Misurata e Nafusa), con un costo (anche umano) notevolmente inferiore e senza alcun appoggio da parte della NATO+-.

Per i ribelli è una bella boccata d’ossigeno, e per l’esercito di liberazione nazionale una bella iniezione di fiducia, visto che le bombe della NATO non sono infinite (ieri è stato eseguito un unico bombardamento su tutta la LIbia). Nessuno può sapere se l’impegno occidentale durerà oltre settembre, o se per quella data la coalizione perderà dei pezzi (oltre tutto la crisi morde i bilanci).

Ovviamente le informazioni a riguardo di questa nuova offensiva sono frammentarie, e provengono quasi esclusivamente dalla stampa americana, quindi converrà attendere conferme e, come sempre ormai accade, vedere cosa invece è andato storto (visto che i ribelli non lo comunicano ai giornalisti, se non molti giorni dopo, il che è comprensibile e, militarmente, saggio).

Si accettano scommesse su quanti giorni passeranno prima che anche la stampa italiana si accorga della notizia.
(per la cronaca questa offensiva sarebbe cominciata il 20, la stampa americana ne ha dato notizia il 21, io ho aspettato oggi, sperando in maggiori conferme)

Se anche solo poche di queste località venissero confermate come conquistate dai ribelli sarebbe un passo avanti molto importante, che priva Gheddafi di una delle poche vie di rifornimento rimaste.

Inoltre dimostra che i ribelli non puntano più solo alla conquista delle città, ma hanno capito che prendere alcune località strategiche “nel deserto”, come queste più o meno piccole oasi, può essere fondamentale per la loro strategia (se ne stanno sviluppando una coerente), proprio perché così facendo tagliano le strade di Gheddafi e costringono alla resa le sue guarnigioni più piccole, isolate e male armate.

Ovvero attuano una strategia indiretta, molto conveniente per il tipo di guerra che possono combattere.

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One Response to La quarta, forse, è quella buona.

  1. Valerio Peverelli on 2011-07-22 at 17:03

    è già linkata su questo blog, in basso dove trovate le notizie sulla Libia, ma la rimetto in evidenza qui:
    http://www.nena-news.com/?p=11635
    “Libia: armi ai ribelli confermato lo scoop Globalist”.

    Tratta di due carichi d’armi che Frattini inviò, in fretta e furia, ai ribelli già all’inizio del conflitto.
    Non credo fossero carichi particolamrmente consistenti (uno parrebbe composto di ex armi di Gladio, mentre l’altro di armi sottratte ai contrabbandieri balcanici negli anni ’90), la grande rilevanza, anche politica, della notizia risiede nei tempi e nei modi con cui questo trasferimento di armi avvenne.

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