Prima di parlare di Yemen #1 e #2

Nelle ultime settimane si è riacceso l’interesse per lo Yemen, cosa che non accadeva dai tempi dell’attentato alla US Cole. Il fallito attentatore nigeriano Umar Faruk Abdulmutallab ha dichiarato di essersi addestrato ed equipaggiato in Yemen (!).

Si è scoperto che lì c’è una guerra civile fra sunniti e sciiti (!!) e che nel frattempo il paese e diventato una base (come si dice “base” in arabo? ah, sì, qa`ida) di terroristi (!!!).

Obama vuole intervenire in Yemen (!!!!).

Bene, per evitare di dire corbellerie in futuro, sarà meglio mettere in chiaro alcune cose. Ecco quindi una mini croni-storia basica da 30 secondi con quel che bisogna sapere (ma soprattutto approfondire, non dò link, cercate su google) prima di parlare di Yemen.

E siccome la storia dello Yemen è lunga quasi 3000 anni, forse ci vorranno più di 30 secondi, quindi la dividerò in tre parti per complessivi 1 minuto e mezzo.

Premetto che mi permetto di farlo perché da studioso della storia yemenita antica (I millennio) vi ho soggiornato all’alba del III millennio e ho avuto modo di ascoltare molte storie.

Prima parte (sec. 1-30)

Lo Yemen unito geograficamente e politicamente come lo conosciamo oggi è un fatto raro nella storia di quella regione. La prima unificazione dello Yemen avvenne nella metà del III sec. sotto la dinastia Himyarita e durò fino a qualche secolo dopo la conquista islamica. Dal IX sec. le regioni che oggi costituiscono lo Yemen sono sempre state divise politicamente, fino al 1990 (era cristiana).

Lo stato che nel XX sec. sarà noto come Yemen del Nord, il cui nucleo centrale è l’altopiano nordoccidentale del paese, è stato a lungo — tranne due brevi parentesi di nominale dominio ottomano — un imamato retto da una dinastia (quella zaydita) di discendenti del Profeta. Dunque sciita dal punto di vista politico-religioso, ma meno sotto il profilo dottrinario (le differenze fra questa corrente sciita e quella sunnita, che è maggioranza religiosa nell’odierno Yemen, sono minime).

Nelle altre regioni che oggi costituiscono la YAR (Repubblica Araba di Yemen) si sono avvicendate varie dinastie e principati, oltre che diversi colonialismi: portoghese, turco, inglese.

Negli anni ’60 (del XX sec.), dopo una guerra durata 8 anni che vide la compartecipazione dell’Egitto (e ovviamente Arabia Saudita, URSS, ecc.), l’Imam fu rovesciato da una rivoluzione di tipo nasseriano (nazionalista e un po’ socialista), dietro la cui ideologia fondamentalmente di fondevano spezzoni di esercito, interessi tribali e la volontà di una centralizzazione dello stato intorno alla capitale San`a’.
Nacque così lo Yemen del Nord. La vita di questa neonata repubblica non fu molto tranquilla all’inizio. I sostenitori del deposto Imam (ma anche gruppi tribali marginali ed emarginati) hanno sempre continuato ad ignorare il potere centrale. L’avvento al potere nel 1978 dell’attuale presidente `Ali `Abdullah Salih, un colonnello che per soli 9 anni si trova al secondo posto di longevità fra i governanti arabi — dopo l’altro colonnello, anzi, l'”amato fratello” Mu’ammar — ha solo sporadicamente stabilizzato la situazione. La trattativa fra stato centrale e le insubordinate provincie periferiche (in particolare Sa`da a Nord, al-Jawf e Ma’rib a Est, ma non solo) è sempre stata costante, anche se gli strumenti utilizzati variavano molto nel tempo.

Il cosiddetto Yemen del Sud (comprendente grosso modo la regione di Aden e il Hadramawt, ma anche il Mahra) corrisponde invece a quelli che erano i protettorati britannici, i quali, in fase di decolonizzazione, si trasformarono nell’unico esempio di stato marxista-socialista del Mondo Arabo: la Repubblica Popolare Democratica dello Yemen (1969-70).

Fra i due Yemen non corse mai buon sangue. Ma col crollo dell’URSS e la prospettiva di un nuovo ordine mondiale, si giunse alla conclusione che era meglio unirsi in un solo Yemen. Non so se è una leggenda, ma si dice che essendo stati scoperti dei (modesti) giacimenti di petrolio in una zona di confine, si preferì cooperare per evitare di dissanguarsi nel contenderseli.

L’unificazione del 1990 durò pochissimo: nel 1994 scoppiò la guerra civile, pardon, la guerra di unificazione. Esattamente come le due Germanie (mutatis mutandis) più che di unificazione si trattò di anschluss violenta — con il Nord nella parte dell’Ovest. Tutto sommato il presidente della nuova Repubblica era sempre `Ali `Abdullah Salih. E anche se il pluripartitismo e le elezioni parlamentari furono garantite, i vertici dello stato e i ruoli chiave non erano mutati affatto.

Anche la guerra civile, pardon, di unificazione durò pochissimo. A fine ’94 i nordisti avevano sbaragliato i sudisti. Da allora (appena 15 anni fa) si ha un solo Yemen.

– Un’aneddoto (o forse una leggenda): due sono le principali marche di sigarette yemenite: Kamaran e Radfan. Kamaran è un isolotto nel Mar Rosso, geograficamente appartenente al Sud, ma a lungo conteso (e pare conquistato) dal Nord. Radfan è il nome di un monte in cui si svolse, pare, un gloriosa battaglia in cui i sudisti resistettero eroicamente ai nordisti. Le sigarette Mareb (Ma’rib) invece sono per i turisti.

Seconda parte (sec. 31-60)

L’unificazione dei due Yemen, si può facilmente intuire, non ha smorzato di un botto tutti i dissapori e le dissidenze che esistevano ed esistono nel paese. Oltre agli attriti fra Nord e Sud vi sono vecchie e nuove forze in campo che fungono da forze centrifughe e da elementi destabilizzanti.

Fra questi ci sono gli antichi sostenitori dell’Imam (quelli che vengono definiti sciiti) che al di là di ogni questione religiosa reclamano un’autonomia o, come contropartita, un’attenzione maggiore da parte del governo centrale. La città di Sa`da, indicata come loro “covo” è una splendida rocca in cima a una montagna.

Due aneddoti o leggende giravano su questa località:

1. la Peugeot, produttrice di un pick-up onnipresente in Yemen e nei paesi arabi in generale (il famoso biju), decise di girare uno spot sulla salita che porta a Sa`ada per dimostrare che se quel veicolo riusciva a fare quella salita sterrata curvosa e scoscesa poteva arrivare ovunque.
2. A Sa`da una volta a settimana si svolge il più grande mercato della regione, forse della Penisola Araba. Vi si può comprare di tutto, dai fucili d’epoca decorati in madreperla ai kalashnikov artigianali o ai pezzi di ricambio per gli stessi, dai bazooka ai cingolati ai katiusha ai carriarmati. Tutto tranne aerei ed elicotteri.

Rivendicazioni simili sono avanzate dalle provincie orientali: a volte lo strumento di rivendicazione è il rapimento dei turisti. A volte una bomba in città (ma le voci di vicolo attribuivano queste esplosioni a spezzoni insoddisfatti del partito socialista, ex-comunista, a sua volta vittima di frequenti intimidazioni).

Un’altra regione delicata è il Mahra, a confine con l’Oman. I suoi abitanti non-arabi (i Mahra per l’appunto) sono potenziali autonomisti.  E dato che negli anni ’70 i loro consaguinei di Oman insorsero contro il Sultano di quel paese (propugnando una sorta di rivoluzione marxista-indipendentista), si capisce che non sia un’area del tutto tranquilla.

Dopo il 2000, con l’avvento della guerra al terrorismo, la situazione è cambiata ancora. Il Presidente si è sentito autorizzato ad usare le maniere forti (cioè mandare l’esercito) contro ogni rivendicazione, con la scusa di combattere il terrorismo. La qualcosa non ha portato assolutamente a una pacificazione dello Yemen o delle provincie ribelli. Anzi.

Il fatto è che il Presidente ha anche le sue ragioni.

Si sarà capito che lo Yemen ha vissuto molti conflitti. Questo, unito alla grande passione per le armi che hanno molti yemeniti, fa sì che nel paese quasi tutti girino armati (capitale esclusa). “Perché dobbiamo essere pronti per qualunque evenienza”, mi rispondevano quando ne chiedevo la ragione. Ciò significa anche che vi sono molti “combattenti” in giro.

Inoltre l’esistenza di zone per così dire “anarchiche”, favorisce per l’appunto l’insediamento di gruppi di combattenti pronti a servire la causa a loro più consona (cfr il caso Somalia).

Osama Bin Laden ricordava come aver combattuto i comunisti in Yemen (ossia la Repubblica Popolare Democratica di Yemen) gli aveva dato l’esperienza per combatterli (i comunisti) in Afghanistan. O viceversa.

Il succo è che se molti combattenti-miliziani, non sanno che fare quando viene siglata la pace, un nemico lo si può sempre trovare, anzi dal 2001 gli si presenta già bell’e pronto: l’Occidente!

D.