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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Ora sì che possiamo stare tranquilli

2010-01-28
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Devo fare una rettifica e dare una conferma.

In un post dell’11 gennaio scorso (qui) affermavo che la proposta di Frattini di istituire un gruppo di paesi “Amici dello Yemen” nel contesto della ventura conferenza sullo Yemen era assolutamente fuori luogo.

Oggi scopro che la sua proposta è stata accolta. Quindi rettifico: la proposta di Frattini non era fuori luogo, era la conferenza ad essere una buffonata.

Ma andiamo per gradi.

Stabilito che da ora in poi siamo Amici dello Yemen – cosa che trovo demenziale – e che ce ne andiamo in giro per il mondo con questa nuova imbarazzante consapevolezza, cerchiamo di capire cosa è successo ieri 27 gennaio alla conferenza internazionale della durata di 2 ore sullo Yemen (una fonte) svoltasi a margine della conferenza sull’Afghanistan che si terrà oggi (fonte).

Alla conferenza hanno partecipato 21 paesi , secondo Rainews24, oppure 21 delegazioni, il ché è più probabile (fonte).

In effetti non sono riuscito a trovare l’elenco completo dei partecipanti: sembra che questa lista sia la cosa  più difficile da trovare in tutto il web.

E non mi sembra che il Ministero degli esteri britannico l’abbia resa nota.

Il ché già la dice lunga.

Comunque APCOM dice che:

oltre allo Yemen e al Regno Unito, i Paesi del Consiglio della cooperazione del Golfo, Egitto, Giordania, Turchia, Stati Uniti, Unione Europea, Spagna (come presidente di turno dell’Ue), e i rappresentanti delle principali organizzazioni internazionali tra cui le Nazioni Unite, Banca mondiale e Fondo monetario internazionale (fonte).

Secondo il Washington Post, invece, oltre agli “Yemen’s Persian Gulf neighbors”, erano presenti anche “Russia, China and leading NATO members”.

Secondo il MEMRI blog c’era anche la Francia (qui).

Bene, facciamo i conti:

  1. Regno Unito
  2. Stati Uniti
  3. Egitto
  4. Giordania
  5. Turchia
  6. Arabia Saudita
  7. Bahrain
  8. Emirati Arabi Uniti
  9. Oman
  10. Qatar
  11. Kuwait
  12. Italia
  13. Spagna (in quanto UE)
  14. Cina
  15. Russia
  16. Francia
  17. Nazioni Unite
  18. Banca mondiale
  19. Fondo monetario internazionale

Va bene, i conti non tornano, ma procediamo: se non c’è la lista dei partecipanti almeno ci sarà la lista del nuovo gruppo dei nuovi amici dello Yemen.

E invece no. O perlomeno non sono riuscito trovarla. C’è però un gruppo di “Friends of Yemen” su facebook a cui mi sono iscritto (qui).

Passiamo avanti: sui i risultati di questo incontro posso dire che rispettano in qualche modo le aspettative, nel senso che v’erano alcune dichiarazioni d’intenti precedenti all’incontro che sono state confermate durante all’incontro.

Venendo al sodo, leggiamo nella dichiarazione finale (fonte) e capiamo quello che succederà realmente:

  1. il Segretario Generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo ospiterà un incontro fra alcuni partners dello Yemen a Ryadh, il 27 e 28 febbraio prossimo;
  2. gli Amici, invece, si riuniranno “in the region” a marzo.

In agenda c’è questo.

Bel risultato.

Perché ho la sensazione che tutto ciò sia una gigantesca presa in giro?

Perché lo è. Fra l’altro, mentre il discorso di apertura di Miliband citava nell’incipit soltanto “gli amici”:

We are here as friends of Yemen …

Lo statement finale cita friends and partners:

Yemen, its friends and partners have today met in London …

Insomma, una vera e propria frattura, caro Frattini: amici da una parte e partners dall’altra.

Che bello.

E per chiudere un ultima notizia che, a questo punto, suona un po’ come una minaccia.

Sull’onda dei risultati ottenuti dalla diplomazia italiana riguardo allo Yemen, Frattini propone una conferenza internazionale sulla Somalia, sotto l’egida dell’ONU (fonte).

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3 Responses to Ora sì che possiamo stare tranquilli

  1. darmius on 2010-01-28 at 16:07

    quest’ultima promessa (o minaccia) mi fa venire davvero la pelle d’oca.
    Cmq, alla tu lista-collezione-di-figurine-panini mancano effettivamente un paio di doppioni: La UE e la NATO :)
    D

  2. […] * Voglio puntualizzare che sono il primo a provare fastidio di fronte a talune inessenziali iniziative internazionali. […]

  3. […] Ora sì che possiamo stare tranquilli […]

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