Tutto in 30 secondi
[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

L’allegra compagnia 2.0

2010-02-12
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Grazie a Equipaje abbiamo la lista dell’allegra compagnia 2.0: il Comitato per l’Islam Italiano.Eccola:

  1. Mario Scialoja, ex ambasciatore e Direttore della Sezione Italiana della Lega Musulmana Mondiale;
  2. Ejaz Ahmed giornalista direttore di Azad e mediatore culturale;
  3. Gulshan Jivraj Antivalle, presidente della Comunità ismaelita italiana;
  4. Guido Bolaffi, esperto in immigrazione*,
  5. Yahia Pallavicini, vicepresidente della Comunità Reiligiosa islamica (Co.Re.Is);
  6. Mustapha Mansuri, segretario Confederazione dei marocchini in Italia;
  7. Gamal Buchaib, presidente della consulta degli stranieri de L’Aquila e membro dell’ associazione dei Musulmani moderati;
  8. Mohammad Ahmad, giornalista di La9;
  9. Carlo Panella, giornalista de “L’Occidentale”*;
  10. Andrea Morigi, giornalista di Libero*;
  11. Abdellah Redouane, direttore del centro islamico culturale d’Italia (Moschea di Roma);
  12. Abdellah Mechnoune, imam di Torino e ambasciatore della Pace per le Nazioni Unite;
  13. Khaled Fouad Allam, docente di sociologia del mondo musulmano e di storia e istituzoni dei paesi islamici all’ università di Trieste;
  14. Mario Cicala, consigliere della Corte di Cassazione*;
  15. Paolo Branca, docente Scienze Religiose all’Università Cattolica di Milano*;
  16. Ahmad Habous, docente di Antropologia all’Università Orientale di Napoli;
  17. Massimo Introvigne, fondatore del Centro Studi sulle nuove religioni*;
  18. Gianmaria Piccinelli, docente di Diritto Musulmano e dei Paesi Islamici alla Seconda università di Napoli*.
  19. Alessandro Ferrari, docente di diritto ecclesiastico e canonico all’Università dell’Insubria*.

In rosso ho evidenziato i 5 personaggi che già facevano parte della Consulta per l’Islam in Italia. Tutti i 5 sono anche sottoscrittori del progetto della Federazione Islamica Italiana, l’entità fantasma determinatasi dopo l’esclusione dell’UCOII dalla Consulta.

In arancione ci sono quelle che ritengo delle emanazioni di Souad Sbai, deputata della CdL, che fa comunella con Bolchini e Santanché. Per brevità li definirei “amici di sbai”.

In verde ci sono le persone che ritengo titolate.

Un asterisco segnala i non musulmani.

Riflessioni sparse:

  1. Guido Bolaffi è oggettivamente un esperto di immigrazione (vedi quiuna raccolta di articoli. Ma vedi anche cosa ne dice Piko).
  2. Gianmmaria Piccinelli, che conosco per averlo incrociato qualche volta nella mia vita, si è occupato soprattutto di banche islamiche e ha scritto un libro su Ibn Taymiyya. E’ un giurista, scuola Francesco Castro, Istituto per l’Oriente C. A. Nallino. Un buon pedigree accademico, diremmo.
  3. Paolo Branca l’ho citato qui (il giornale di Panella gli si scaglia contro). E’ un islamista “classico”, l’ho definito old school.
  4. Khaled Fouad Allam, italo-algerino, è stato un editorialista di Repubblica e deputato della Margherita. E’ docente universitario (sociologia del mondo musulmano a Trieste). Non ho particolari commenti da fare.
  5. Giovane Pallavicini: che dire? Amico di amici, soldi che circolano, mani in pasta (qui).
  6. Mohammed Ahmad è il vincitore del Premio Oriana Fallaci, edizione 2007 (qui)

A questo punto taggherò i membri del comitato.

Mario Scialoja (establishment);
Ejaz Ahmed (non pervenuto, provvisoriamente: establishment) ;
Gulshan Jivraj Antivalle (establishment);
Guido Bolaffi (establishment);
Yahia Pallavicini (establishment);
Mustapha Mansuri (establishment);
Gamal Buchaib (amici di sbai, establishment);
Mohammad Ahmad (amici di sbai, fallacista);
Carlo Panella (fallacista);
Andrea Morigi (fallacista, controjihadista);
Abdellah Redouane (establishment);
Abdellah Mechnoune (amici di sbai);
Khaled Fouad Allam (due a coppe);
Mario Cicala (tecnico);
Paolo Branca (due a coppe);
Ahmad Habous (due a coppe);
Massimo Introvigne, (antimmigrazionista, clericale);
Gianmaria Piccinelli (due a coppe).
Alessandro Ferrari (non pertinente, forse: clericale).

Su Introvigne qui. Ma c’è molto di più e di peggio. Cercate dalle parti di Kelebek, ad esempio.

Per placare gli animi, bypassando per amore dei miei lettori Carlo Panella, cito un articolo di Andrea Morigi:

O con le buone o con le cattive, o con la persuasione o con il ricatto, l’Islam vuole la conquista dell’Occidente. Il suo cavallo di Troia è la legge del Corano, la shari’a, da imporre gradualmente ma inesorabilmente anche ai cristiani. Qui e là è entrata già in vigore. Nei macelli italiani, si sgozzano abitualmente animali secondo le regole di Maometto. Gli operai musulmani ottengono il diritto di astenersi dal lavoro per pregare e il loro stipendio viene versato su conti correnti bancari garantiti senza interesse da istituti di credito compiacenti. Ma se le leggi non lo consentono, come nel caso dell’infibulazione, le aggiranomutilando le bambine dietro le moschee. Quando le loro richieste non sono accolte, i musulmani lamentano quelle discriminazioni e violazioni dei diritti umani che mettono in atto quotidianamente. Pretendono di introdurre nella legislazione italiana le scuole coraniche e il matrimonio poligamico, con il diritto di ripudiare le mogli ma non i mariti. Non nella speranza di integrarsi, ma di costruirsi un “ghetto”. Da espandere fino a rinchiudervi gli infedeli (fonte).

Si accettano integrazioni (al pezzo e in tutti i sensi).

Intanto mi vergogno della mia C.d.I.

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53 Responses to L’allegra compagnia 2.0

  1. donMo on 2010-02-12 at 10:10

    personalmente avrei messo in verde anche Panella e Introvigne.
    (che poi Panella, dico, Panella…)

    PS: ah dimenticavo, comunque è andata bene che ci abbiano messo dentro Madgi Allam

  2. donMo on 2010-02-12 at 10:11

    accidenti alla fretta: volevo dire che li avrei messi in arancione

  3. darmius on 2010-02-12 at 10:14

    Che dire, la tua analisi mi sembra ottima.
    Solo una cosa mi chiedo: questo comitato avrà un peso reale sulla discussione di leggi in materia di integrazione? O piuttosto non servirà a mettere un vago imprimatur alle leggi volute e fatte dalla Lega? Cioè, il tag “2 a coppe” probabilmente si applicherà a tutto il comitato…
    D

  4. letturearabe on 2010-02-12 at 11:05

    concordo, quello che mi domando è: visto che certamente i “2 a coppe” sanno di esserlo, perché hanno accettato di sedere a quel tavolo?

  5. Lorenzo Declich on 2010-02-12 at 11:08

    E’ quello che mi domando anche io. Forse dovremmo spingerli a relazionare.
    Almeno, a qualcosa tutto ciò servirebbe.

  6. Lorenzo Declich on 2010-02-12 at 11:14

    Oggi c’è anche Kelebek a parlare della vicenda, aggiunge partioclari raccapriccianti (http://kelebek.splinder.com/post/22228963/Comitato+per+l%27Islam+italiano+)

  7. falecius on 2010-02-12 at 11:26

    Ho ascoltato il prof. Ferrari ad un paio di convegni e ho letto un suo articolo. Anche se non sono sempre d’accordo col suo approccio, non mi è parso particolarmente clericale; direi che è comunque competente.

  8. Lorenzo Declich on 2010-02-12 at 11:37

    ;-)

  9. falecius on 2010-02-12 at 12:06

    E sempre su Ferrari, hai dimenticato l’asterisco.

  10. Melone on 2010-02-12 at 12:23

    Fantastico!

    Morigi, Introvigne e Panella: questo è il comitato per l’islamofobìa italiana. O dell’Islam italiano secondo la digos …

    Mi accodo anche ai commenti su Fouad Allam: dove si è andato a cacciare?!

    Mah … grazie per la notizia btw.
    Melone

  11. Miguel Martinez on 2010-02-12 at 12:32

    Grazie della citazione.

    Ho letto anch’io cose di Ferrari, e devo dire che mi sembra uno studioso serio, che sa anche scrivere in modo chiaro.

    Però è curioso come un esperto di diritto canonico sia l’unico “giurista religioso”, mentre i musulmani sono per la maggior parte semplicemente degli immigrati casualmente provenienti da paesi islamici.

    Come se si scegliessero un esperto di Shariah e Woody Allen per decidere se i bambini ebrei a scuola potranno essere esentati dal mangiare il prosciutto.

    • Lorenzo Declich on 2010-02-12 at 12:37

      :-) Appunto: fantascienza. La cosa ancora più assurda è che, come rilevi nel tuo post, questo non è più un organismo che tenderebbe ad essere “rappresentativo”, ma solo una specie di think tank… non riesco a crederci.

      p.s. benvenuto su 30 secondi.

  12. equipaje on 2010-02-12 at 14:02

    Preciso che mi son solo limitata a ripostare quel che ha pubblicato stranieriinitalia.it (qui: http://tinyurl.com/ylcvls7), eventuali errori inclusi: Paolo Branca, ad es., direi che insegna Lingua e letteratura araba e non Scienze religiose. Tra quest’elenco e quel che scrive Kelebek, poi, vedo almeno un’incongruenza.

    Di Ferrari *Alessandro* ho letto anch’io (un saggio in tema di Islam francese), studioso serio etc. che va in verde, ma in tema di statuti giuridici e comunità islamiche mi sarei aspettata Ferrari *Silvio* (Statale di Milano). Che abbano sbagliato a spedire gli inviti? ;)

    Quanto all’accrocco nel suo complesso, son veramente colpita dal livello e dal cattivo gusto di questa pagliacciata. Direi che manca giusto giusto la Fallaci.

    • Lorenzo Declich on 2010-02-12 at 16:49

      Resta il fatto che dal ministero ancora la lista non arriva, quindi ci dobbiamo fidare di stranieriinitalia.it.

      Il ché la dice lunga sulla serietà del tutto

  13. Miguel Martinez on 2010-02-12 at 14:55

    Per Equipaje

    Caspita, mi sono sbagliato! Pensavo a Ferrari *Silvio*, non Alessandro.

    Silvio Ferrari si è occupato in effetti di diritto (pubblico) e religione in Europa, non di diritto canonico.

  14. Riccardo on 2010-02-12 at 17:37

    Anche Carlo Panella nell’allegra compagnia ?
    E’ un pò come se negli USA facessero la stessa cosa e ci mettessero Daniel Pipes o Robert Spencer. Una barzelletta…

  15. Piko on 2010-02-12 at 18:21

    Secondo me stiamo spostando il tiro sul “chi” (c’è) e non sul “perché” è fuorviante.
    Ovvero la consulta dell’ammore DOVREBBE rappresentare i “musulmani italiani”, offrire all’Italia (indifferentemente dal governo che c’è) un organo “consultivo” sull'”Islam nel mondo”?
    Questi i due scopi principali che mi vengono in mente. Ed in tutti e due le destinazioni d’uso, mi sembra che sia un accrocco mal riuscito. C’è della cioccolata e dell’altro, tutto condito dall’etichetta “Islam”, principalmente.
    Il fatto è che nel primo caso CHI rappresenta CHI e nel secondo il paio di esperti che ci stanno verranno, qualora si votasse o decidesse qualcosa, messi in minoranza, e quindi NON deciderebbero niente di coerente.
    E’ l’empasse, al solito. E’ l’Italia dell’Ammore.

    • terzogiro on 2010-02-12 at 19:38

      hai centrato il problema Piko. Sarebbe interessante sapere il criterio e soprattuto CHI e con quale autorità ha indicato queste persone al ministro Maroni (nella speranza che non sia lui stesso).
      In questa operazione, in pieno rispetto con le tradizioni italiane, è mancata del tutto la trasparenza. È chiaro : non si cercava un organo rappresentativo dei musulmani italiani né dei musulamani in italia e quindi capisco che non si sia scelta una difficile via elettorale. Ma anche volendo creare un gruppo di persone competenti, non sarebbe stato utile un concorso aperto?
      Ad esempio: volevano (-_-) giornalisti/polemisti? perchè morigi sì e sgrena no?

  16. Miguel Martinez on 2010-02-12 at 23:42

    Per Terzogiro

    Mi sembra di cogliere la convergenza di alcuni giri aggressivi ma anche piuttosto marginali.

    C’è la presenza sproporzionata di Alleanza Cattolica, una minuscola organizzazione che non gode di molte simpatie negli ambienti cattolici, ma che ha messo piede in Alleanza Nazionale.

    C’è la microscopica loggia della Coreis, che però è molto vicina a certi ambienti di Alleanza Nazionale.

    Ci sono gli emissari governativi marocchini, che si confondono anche con un giro di ambiziosi immigrati – provenienti casualmente da paesi a maggioranza islamica – che simpatizzano per Berlusconi.

    C’è il sionista strabordante impiegato Mediaset, che però è isolato.

    Insomma, piccole realtà raccogliticce, più che qualche grande disegno, direi. Ma mi posso sbagliare completamente.

  17. […] Sulla composizione del comitato lascio la parola ad un noto blogger con cui peraltro concordo appieno, http://30secondi.wordpress.com/2010/02/12/lallegra-compagnia-2-0/ […]

    • darmius on 2010-02-13 at 19:11

      caro noto blogger, ora si scopre tutto: sei proprio un fondamentalista che gode dell’approvazione di HRP!!!!!!!
      :)
      D

  18. Lorenzo Declich on 2010-02-13 at 07:24

    Un punto su cui non ho scritto, rimandando al blog di Miguel è il fatto che questo “Comitato”, al contrario della precedente Consulta (vedi nella categoria “consultare chi?”), non si basa più sul criterio di rappresentanza (che poi è un escamotage per evitare di avere a che fare con l’UCOII, vedi qui). Mantovano, che funge da coordinatore, ha detto al Velino: “Non è una struttura rappresentativa e non ha nessuna pretesa di rappresentatività. Si tratta piuttosto di una struttura chiamata a dare un contributo di equilibrio propositivo a certe tematiche. La scelta delle persone è coerente con questo intento”.

    La cosa è tanto più grave, o imbarazzante, proprio perché ha questi contorni: “equilibrio propositivo” . Come osservavo in altri post la precedente Consulta prendeva (in grave ritardo) a modello il Conseil français du culte musulman che, pur avendo vari limiti, ha svolto un compito importante in Francia (fra l’altro è un consiglio i cui rappresentanti vengono eletti).

    Ora Maroni “spariglia” e affossa quel criterio che, magari in maniera sfocata, aveva il merito di “fotografare” la situazione reale dell’islam in Italia.

    Se poi nell’operazione ci infili i Panella… Ripeto: si dovrebbe insistere perché si accendano i riflettori sulle riunioni e sugli argomenti del Comitato.

    • equipaje on 2010-02-14 at 16:44

      A dire il vero, però, nemmeno la prima Consulta era basata su criteri di rappresentatività, ci furono molte dichiarazioni di Pisanu a questo proposito. Da vecchio democristiano costruì la “sua” Consulta con criteri da manuale Cencelli, con grande attenzione -formale- agli equilibri (donne, giovani, presenza delle comunità nazionali più numerose etc.), ma, dichiaratamente, non volendone fare un organo rappresentativo.

      (Tra l’altro, visto che son qui a letto con l’influenza e non ho proprio di meglio da fare: ma quando spunta Abdellah Redouane tra i partecipanti della Consulta? Nella prima versione di fine 2005 non c’è, ho qui l’elenco davanti. Devo essermi persa una puntata.)

      • Lorenzo Declich on 2010-02-14 at 19:20

        Hai ragionissima. Mi ero appiattito sul Velino (brutta cosa, vero?).

        Come scrivevo qualche tempo fa la Consulta era a una fase “pre-rappresentativa”. In qualche modo sghembo “descriveva” l’islam italiano ma non intendeva rappresentarlo.

        Un buon articolo già linkato:

        http://www.associazionedeicostituzionalisti.it/cronache/attivita_organi/consulta_islam/index.html

        Redouane appare alla firma della dichiarazione d’intenti della Federazione dell’islam italiano, periodo “Amato”:

        Federazione dell’islam italiano

        Nel mese di aprile 2008, alla fine della legislatura, il Ministro dell’Interno Giuliano Amato ha emanato un comunicato in cui rivelava di aver ricevuto al Viminale alcuni esponenti della Consulta islamica che il 13 marzo 2008 avevano espresso l’intenzione di confluire in una Federazione dell’islam italiano, per rappresentare l’islam moderato e pluralista facendosi interpreti, secondo il loro pensiero, di una volontà presente in molte comunità musulmane. L’intento è di procedere ad una aggregazione dell’islam italiano, che agisca nel pieno rispetto e per la promozione dei valori di laicità, libertà religiosa, eguaglianza tra uomo e donna, sanciti dalla Costituzione italiana e specificati nella Carta dei valori. Il documento programmatico della nuova federazione, c.d. “dichiarazione d’intenti”, è stato sottoscritto da:

        1. Ejaz Ahmad, Direttore della rivista Azad,
        2. Gulshan Jivraj Antivalle Presidente della Comunità Ismaelita in Italia,
        3. Yahya Sergio Yahe Pallavicini Vice Presidente della Comunità Religiosa Islamica (CO.RE.IS.),
        4. Abdellah Redouane, Segretario Generale del Centro Islamico Culturale d’Italia,
        5. Mohamed Saady, Copresidente dell’Associazione Nazionale Oltre le Frontiere ANOLF,
        6. Souad Sbai eletta ora alla Camera dei Deputati e Presidente dell’Associazione Donne Marocchine in Italia ACMID – Donna,
        7. Mario Scialoja, componente del Consiglio di Amministrazione del Centro Islamico Culturale d’Italia,
        8. Younis Tawfik docente universitario e presidente del centro culturale Dar Al Hikma. (fonte)

  19. […] carne al fuoco Uno dei membri del Comitato per l’islam italiano, che avevo classificato come “amici di sbai”, lancia la sua prima […]

  20. hamza piccardo on 2010-02-13 at 23:30

  21. andrea on 2010-02-14 at 11:22

    Ed il fatto che tutta la tematica “inclusione” venga ridotta ad una volontà di integrazione tra cristianesimo e islam da gestire con strumenti repressivi, non è di per sè già sciocco?

    —————
    Il Comitato per l’islam italiano, o di come affrontare l’Italia multietnica in maniera sbagliata

    http://ilpensieroselvaggio.blogspot.com/2010/02/il-comitato-per-lislam-italiano-o-di.html

    • Lorenzo Declich on 2010-02-14 at 11:34

      Ottimo pezzo, come al solito.

      Rimane da discutere la questione della cittadinanza, un nodo ignorato sia da Pisanu che da Maroni, e che invece è fondamentale se si vuole affrontare in maniera corretta la questione “islam italiano”.

      Lo dice la demografia: in Italia ci sono 50.000 musulmani cittadini e 1.200.000 musulmani immigrati… fra cui molti 2G.

      E’ una questione che affronterò al più presto.

      • andrea on 2010-02-14 at 15:04

        E’ vero, anche io sono rimasto perplesso di fronte all’assenza della questione cittadinanza tra i temi a cui ha accennato maroni… Da una parte, però, è inevitabile non se ne parli in una consulta che lavora in un ottica di integrazione tra due religioni particolari, e non sul tema dell’inclusione in generale… eppoi, chicca, come ha detto Mantovano pochi giorni fa “il 70% si pone l’obiettivo di rientrare in patria. A cosa serve a costoro la cittadinanza? Chi di loro realmente lo chiede o lo desidera?” (ammesso che sia vero, l’altro 30%? cioè più di un milione di persone? figli della serva? [http://ilpensieroselvaggio.blogspot.com/2010/01/il-modello-italiano-dellintegrazione.html])

  22. […] Hai visto chi c’era? […]

  23. […] Habous, uno dei membri del Comitato per l’islam italiano, con un bicchiere di prosecco in mano durante un evento del Centro culturale […]

  24. […] uno degli espertoni chiamati da Maroni a far parte del Comitato per l’islam italiano (vedi qui) – per avermi ispirato la scrittura di questo post. Il suo “Dire che Al Qaeda è stata […]

  25. […] Bouchaib, membro del Comitato per l’islam italiano del Ministero dell’Interno, formatosi lo scorso 1o febbraio per volere di Maroni, non è solo […]

  26. […] di qualche nuova notizia, monitoravo l’attività pubblicistica di alcuni dei suoi membri che fra l’altro, ultimamente, mi sembravano un po’ […]

  27. […] Scialoja si è dimesso proprio per protestare contro l’incompetenza dei membri del Comitato. Alcuni intellettuali hanno attaccato il Comitato, ma ad oggi sembra essere l’unico […]

  28. […] mediatica di eurabisti, controjihadisti, controimmigrazionisti, fallaciani e fallacisti, comitatisti per l’islam italiano & co. cercando di attrezzare un buon filtro per il mio […]

  29. Irene SATOR on 2010-06-26 at 04:49

    Scusatemi, mi limito a leggere solo il post perchè se commentassi ogni singolo commento non finirei più.
    Forse ci siamo dimenticati dove viviamo. Ve lo ricordo io: in Italia. Da questo articolo (diciamo), sono sorpresa che non siano usciti aggettivi del tipo “fascisti” o stupidaggini simili. Meno male.
    Comunque, ribadendo il concetto delle righe precedenti, siamo in Italia. Quindi, nel Comitato per l’Islam ITALIANO è giusto che ci siano anche degli italiani.
    Sono rimasta inoltre, parecchio sconvolta da come è stato definito Morigi; “antijihadista”. Il modo in cui appare questo aggettivo, non sembra essere positivo. Come se la Jihad fosse una giusta causa da prendere a cuore. Forse non avete chiaro di cosa sia, non so.
    L’articolo di Morigi, inoltre, è stato messo li come se fosse una cosa sconvolgente, abominevole. Cosa aveva di scandaloso? Niente. Anzi si, l’argomento e i soggetti a cui si riferisce sono scandalosi.
    In Italia si parla di legge bavaglio. Gli Islamici italiani lo fanno ogni giorno, oscurando le loro attività tramite la Taqiyyah, fanno la loro da’wa (richiamo all’Islam) e censurano ovunque ci siano qualcuno che vuole leggermente mettere in luce “qualcosa” su di loro.
    A me carissimi, è successo anche recentemente. Questione di piccola politica giovanile, se vogliamo così definirla. Ovviamente, come accade tra “i grandi” anche da noi l’islamico di turno si vuole infilare in certi ambienti per mandare avanti il loro obiettivo. E non uno a caso. Non dico che tipo collegamento ci sia tra questo soggetto e l’Ucoiii, ma vi assicuro che c’era.
    Loro vogliono attappare la bocca a chi esprime anche un piccolo e innocente giudizio. Ci lamentiamo di Berlusconi e ci lamentiamo di una dittatura (inesistente altrimenti non staremmo a parlare così liberamente su un blog) quando c’è questa gente che viene qui per comandare e adirittura attapparci la bocca? Invece di rimanere perplessi dalle parole di Morigi, rifletteteci bene.
    Forse per capirle bene queste cose, bisogna passarci di persona in certe situazioni.
    Pace a voi e spero che qualcuno più preparato di me, vi faccia capire molte cose.

    Parliamo di integrazione? Come pensate di riuscire a fare una cosa del genere con un islamico? Come tengono ribadire loro, l’Islam è uno solo e non esiste un musulmano moderato. Il musulmano, non piò avere rapporti civili con ebrei, politeisti (come i tanti induisti e frange varie che sono in Italia), gli omosessuali vorrebbero vederli volentieri nel loro “Fuoco” insieme agli apostati (atei, agnostici)…gli unici con cui chiuderebbero un occhio è “la gente del libro” cioè i Cristiani. Però cristiani che fanno a loro comodo e che potrbbero essere “avvicinati dolcemente” all’Islam per mezzo della da’wa. Ecco la loro integrazione.
    Integriamo chi è contro l’integrazione. Credo sia il colmo dei colmi.
    La questione della Shari’a toccata da Morigi, è da considerare al contrario di come fate voi.
    Uno di quei cari tesori, amici di Hamas, chiamati Fratelli Musulmani in Europa, chiamati in Italia con un solo ed unico nome, Ucoiii, ha ribadito in alcune interviste questa loro intenzione. Integrare nelle nostre leggi europee (non solo in Italia) la Shari’a.
    Ma voi ovviamente continuerete a non crederci e divertirvi ad andare a braccetto con chi vuole la guerra santa al contrario del XXI.
    Auguri

    • Irene SATOR on 2010-06-26 at 04:54

      scusate se c’è qualche errore ortografico nel mio commento precedente, ma non sono nemmeno le 7 di mattina…abbiate pietà.
      Grazie

    • Lorenzo Declich on 2010-06-26 at 07:22

      Allora, la questione è davvero complicata.

      1. Morigi lo chiamo “controjihadista” perché esiste un “manifesto del controjihad” al quale, visto come si comporta, sembra aderire.
      2. cosa intendi per “islamici”? Perché o parliamo di musulmani o parliamo di islamisti, almeno qui, dove cerchiamo di usare le parole giuste. Se parli di “islamisti” intendi persone che si situano nell’islam politico e non mi sono molto simpatici. Se parli di musulmani in genere allora stai generalizzando in maniera inaccettabile. Esiste un movimento di gay e lesbiche musulmani, ad esempio. Esistono nel mondo islamico centinaia di associazioni per la democrazia, i diritti umani, le libertà personali che qui nessuno conosce perché qui non interessano nessuno. Hai una visione estremamente parziale della realtà dell’islam oggi. Dimentichi, ad esempio, l’islam di mercato, anch’esso conservatore ma non necessariamente antidemocratico. Insomma mi sembra che tu prenda un gruppo ristretto di musulmani, neanche l’uno per cento, e li consideri “l’islam”.
      3. gli unici “musulmani moderati” esistenti in Italia sono amici di Souad Sbai, Morigi, Panella. Ti basta fare un ricerca su un motore di ricerca per rendertene. Per il resto la “moderazione” è una categoria politica, non religiosa. E’ ovvio che non esistono musulmani moderati nel senso religioso del termine.
      4. personalmente ho vissuto diverse situazioni in cui “c’erano musulmani”. Ne ho incontrati di tutti i tipi, così come incontro cristiani, atei, politeisti, buddisti etc. di tutti i tipi.

  30. […] Lo dice addirittura il Comitato per l’Islam Italiano, ovverosia un covo di islamofobi. […]

  31. […] La domanda seguente è: Gheddafi è un imam-fai-da-te? Uno di quelli che tanto terrorizzano la destra italiana? Quelle persone per eliminare le quali Maroni ha fatto il suo islamofobo “Comitato per l’Islam Italiano“? […]

  32. Nessun burqua « Tutto in 30 secondi on 2010-10-09 at 10:38

    […] Peccato che sia composto in grandissima maggioranza di non-musulmani. […]

  33. […] Il litigio tra me e la Santanchè ha monopolizzato il tempo. Alla trasmissione partecipava anche Ahmad Ejaz, il pakistano del Comitato. Che è stato forzato dalla Santanché durante la pubblicità a darmi […]

  34. […] Mohammed Ahmad, membro del Comitato per l’islam italiano, non la pensa come “i musulmani moderati”: Per […]

  35. […] membro più ostinatamente islamofobo dell’intero Comitato per l’Islam Italiano, ovvero quell’armata Brancaleone raccolta dal Ministro degli interni Roberto Maroni  allo scopo di “consigliarlo” su […]

  36. Tutto in 30 secondi on 2011-02-07 at 10:36

    […] categoria “consultare chi?“): risulta davvero fastidioso e disturbante che un Comitato composto da inveterati islamofobi, un numero ridotto di esperti e un numero ridottissimo di musulman… si metta a produrre quelle che tecnicamente in un paese di tradizione musulmana chiameremo fatwa, […]

  37. […] almeno: non è un Comitato siffatto che può metter bocca su queste […]

  38. Colonnello on 2011-03-27 at 20:48

    Mi sa che la lista dei componenti e stata aggiornata di recente. Prova a dare un’occhiata…

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