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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Wikileaks: motovedette all’Iran (2)

2010-11-30
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Gianluca Di Feo su l’Espresso affrontava ieri la vicenda delle motovedette italiane vendute all’Iran.

 

C’è un passaggio dei file rilasciati domenica sera da Wikileaks che probabilmente è stato sottovalutato e che riguarda la richiesta degli Usa all’Italia di bloccare la fornitura a Teheran di 12 navi veloci con le quali l’Iran avrebbe potuto attaccare la flotta americana nel Golfo. La richiesta, nota con amarezza un dispaccio dell’ambasciata americana a Roma diretto al Dipartimento di Stato, è stata infatti accolta «solo dopo 11 mesi di resistenze», ma soprattutto in quei mesi «le prime 11 navi sono state comunque consegnate”.

De Feo, insieme a Stefania Maurizi, aveva affrontato l’argomento a suo tempo, ovvero nel 2007. Il loro pezzo iniziava così:

L’arma più micidiale della prossima guerra del Golfo è nata sul lago di Como, non lontano dalle ville dei divi di Hollywood. Non è una bomba atomica, né un missile intercontinentale: è una barca ad alta tecnologia, lunga 16 metri e veloce come un fulmine. Sul mare non la batte nessuno, corre e salta senza temere rivali: è stata progettata per conto della Finanza e ha sempre umiliato gli scafi blu dei contrabbandieri. Un bolide da 70 nodi l’ora.

Vale la pena leggere tutto il pezzo, qui. Cito di seguito una frase del finale, giusto per farvi venir voglia:

Quella delle piccole motovedette lombarde è solo una delle tante storie che spuntano dal lato oscuro dei rapporti tra Italia e Iran.

 

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10 Responses to Wikileaks: motovedette all’Iran (2)

  1. Uriel Fanelli on 2010-11-30 at 09:53

    Bah, alla fine erano degli Sparviero.

    Roba che l’ italia ha dismesso da anni, per via dei costi e dell’inutilita’ di una barca che costa quanto un aereo da caccia e viene falciata da uno stupido elicottero.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Classe_Sparviero_%28aliscafo%29

    Se queste sono le paure degli americani, l’ Italia e’ una superpotenza…. sarebbe carino che la gente sapesse di che cosa si sta parlando, prima di aprire bocca.

    Uriel

    • Lorenzo Declich on 2010-11-30 at 10:09

      Uriel, conosci la situazione geostrategica del Golfo? Quelle “barchette”, usate in sciame, sono capaci di radere al suolo metà dei giacimenti petroliferi di Dubai prima che una qualche corazzata americana di stanza nel Golfo riesca ad accendere il motore.

      Hai presente cosa significherebbe?

      Ti consiglio questo: http://www.liberonweb.com/asp/libro.asp?ISBN=8856606062

      • darmius on 2010-11-30 at 12:08

        non sono un esperto, ma sono sicuro che questi “sparviero” sono davvero micidiali contro “gli scafi blu dei contrabbandieri”. Contro un incrociatore non lo so…
        D
        PS. A differenza di altri emirati della regione Dubai è quello che ha meno petrolio di tutti e la cui economia non è basata sui suoi scarsi giacimenti.

  2. Lorenzo Declich on 2010-11-30 at 12:16

    Scarsi sì, ma con nesquik. Diciamola bene, altrimenti sembra che a Dubai si dedichino all’agricoltura: Although Dubai’s economy was built on the back of the oil industry,revenues from oil and natural gas currently account for less than 6% of the emirate’s revenues.

    Dicevo Dubai a caso, diciamo anche Abu Dhabi.

    • darmius on 2010-11-30 at 13:02

      Diciamo che a Dubai si sono dati all’edilizia e al terziario proprio perché rispetto agli altri emirati avevano meno petrolio. Comunque avevo capito che dicevi a caso, proprio per questo però era una caso meno calzante…
      e non t’inczzr…
      D

  3. Stefano on 2010-11-30 at 14:22

    Ma come, non era Frattini quello che si lamentava del doppio gioco della Turchia nei confronti dell’Iran?
    “He expressed particular frustration
    with Ankara’s “double game” of outreach to both Europe and
    Iran”.
    (Cable 10Rome173 – wikileaks)

  4. maziyar on 2010-12-01 at 00:11

    la tattica navale iraniana nel golfo è di primaria rilevanza nel caso di un conflitto. per motivi diciamo anche puramente geopolitici. si tratta di pozzi, di chiunque siano, ma anche di petrolieri, e anche di stretti, di isole PESANTEMENTE ARMATE, e da tempo. Le solite Abu Musa e le due Tunbs. Sull’edilizia di Dubai, e sulla sua economia, non conterei piu di tanto in caso di instabilità cronica di quelle acque. E cmq le bache italiane si chiamano Levriero e non sparviero, se proprio uno volesse essere antipatico…

    • darmius on 2010-12-02 at 09:43

      hai ragione, ma sai, non è facile star dietro alla zoologia militare… a quando un mezzo anfibio chiamato leviatano o basilischio o rana-toro? :)
      D

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