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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

L’Iran si affaccia sul Mediterraneo?

2011-03-02
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Secondo DEBKAfile, il sito di spy stories più gettonato del momento, la marina iraniana, dopo la ormai famosa entrata nel Mediterraneo attraverso Suez e l’attracco a Latakya, in Siria, ha intenzione di costruire lì una base navale permanente.

L’accordo con la Siria sarebbe già stato firmato. Prevede, secondo le “fonti militari” consultate da DEBKA, lo stoccaggio di armi dei Pasdaran e l’allargamento del porto.

Pura letteratura, probabilmente.

O anche no, non saprei dire.

Invoco il parere di esperti.

Tipo  Fiamma Nirenstein.

Vedi anche:

  1. Iraniani come sardine a Suez
  2. Le navi iraniane, i venti di guerra

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2 Responses to L’Iran si affaccia sul Mediterraneo?

  1. Champlooman on 2011-03-02 at 21:52

    aspettando gli esperti: un sonoro wooow, a Latakia sarebbe un colpo da 100 punti, fra l’altro su un territorio con propensione europea, e in una sordida contesa con la Turchia (parlo della zona di iskandaun…
    però: c’è sempre un però: mi sembra veramente troppo. Costruire basi militari au delà…sa molto di superpotenza. è anche vero che con ahmadinejad si tende a giocare forte, al di là delle proprie possibilità. La cosa sarebbe in linea con questo genere di ragionamento…

  2. Valerio on 2011-03-03 at 09:46

    Parlando in libertà e senza dati precisi direi che è un’operazione esclusivamente politica, anzi d’immagine, volta anche a condizionare la politica interna iraniana (il nazionalismo persiano non muore mai).
    Oltre tutto, da un punto di vista squisitamente militare, avere una squadretta di vecchie navi in Mediterraneo non serve a nulla, mentre se spostassero in Siria le poche navi moderne e oceaniche che hanno resterebbero scoperti nel Mar d’Arabia e negli imbocchi del Golfo Persico.

    Non escludo che questa “squadra del Mediterraneo” (2 navi, una delle quali appoggio!) sia fatta rientrare alla chetichella tra un po’, a crisi finita. Insomma sarebbe lì per “mostrare la bandiera”, il primo compito di tutte le marine da guerra in tempo di pace.

    Se invece spostano in Siria alcune delle unità sottili, tipiche del loro approccio “Jeune École”, la dimensione propagandistica sarebbe ancora più predominante, visto che quel tipo di navi ha senso se usato in massa, e potrebbe essere facilmente vendute-cedute alla marina Siriana che dovrebbe essere in grado di gestirle.

    Diverso è il discorso della base in se, concordo in linea di massima con Champlooman. Però l’Iran è nettamente superiore alla Siria nella gestione di artiglierie da difesa costiera (missili, razzi, sistemi integrati di mine e cannoni ecc.) e quindi la Siria potrebbe aver chiesto all’Iran un trasferimento di tecnologie e competenze. Comunque una “basetta tascabile” è alla portata di molte potenze regionali e minori, quindi è abbondantemente nelle possibilità dell’Iran.

    P. s. sempre più spesso quando si parla di motoscafi armati e naviglio leggero iraniano sento giornalisti parlare di “via sciita alla guerra navale”, (!!!). Va bene che la storia militare è “noiosa” e sconosciuta ai più, ma la potenza navale iraniana si basa su concetti (“poussière navale”) elaborati a metà ottocento in Francia, insegnati in ogni accademia navale e usati da quasi tutte le potenze navali nascenti.

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