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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Fervide consultazioni (3)

2009-10-28
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All’inizio la Consulta per l’Islam in Italia doveva essere proprio come il Corif francese. Poi le cose non sono andate per il verso giusto.

Riassumendo (fonte):

Nella prima riunione (febbraio 2006), cosa assai divertente se la leggiamo oggi,  si parla di tutte quelle cose di cui si è parlato in questi giorni (a 4 anni di distanza).

In seguito si fanno 2 riunioni interlocutorie (marzo e aprile 2006)

Poi cambia il Ministro e la situazione si ingarbuglia perché succede che:

  1. (febbraio 2006) Amato imposta il discorso della Consulta sul concetto di riforma della cittadinanza come strumento per l’integrazione e il radicamento.
  2. (agosto 2006) l’UCOII, una delle sigle rappresentate nella Consulta, firma un’inserzione che equipara le stragi naziste a quelle israeliane.
  3. (ottobre 2006) Amato convoca la Consulta e, non accettando le scuse ambigue del rappresentante dell’UCOII, chiede di sottoscrivere una Carta dei valori dei principi sulla base dei quali costruire l’islam italiano.
  4. (aprile 2007) Amato forma un Comitato scientifico all’interno della Consulta che redige la Carta dei valori in cui non esistono riferimenti all’islam se non nel termine “islamofobia”.
  5. La Consulta, se prima valeva come il 2 di coppe, adesso non gioca più nemmeno a briscola.
  6. (aprile 2008) Amato, a fine legislatura, rende noto che è in corso di formazione una Federazione dell’Islam Italiano, la FII. Vi fanno parte tutti i soggetti della Consulta che – una volta escluso l’UCOII – vorrebbero riprendere la partita.

Da aprile 2008 ad oggi c’è un imbarazzante nulla.

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