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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

La carne al fuoco

2010-02-13
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Uno dei membri del Comitato per l’islam italiano, che avevo classificato come “amici di sbai”, lancia la sua prima campagna.

Leggendo sul sito del suo movimento (Movimento musulmani moderati Italia-Europa) leggiamo:

Roma, 12 feb. – (Adnkronos/Aki) – “La strumentalizzazione religiosa che si fa dell’Islam e’ vergognosa. La vendita di carne halal lanciata nei supermercati Coop, dove a servire si trovano le donne velate, ci offende e ci rammarica perche’ una volta di piu’ l’Islam viene strumentalizzato”. E’ quanto si legge in una nota diffusa oggi dall’associazione dei Musulmani Moderati in Italia. Parlando a proposito dell’apertura presso un noto supermercato di Roma di un bancone dedicato alla vendita della carne macellata secondo il rito islamico, l’associaizone di musulmani guidati da Gamal Bouchaib, membro del neonato Comitato per l’Islam in Italia del Viminale, scende in campo per dire ‘no’ alla presenza di commesse scelte tra le musulmane che indossano il velo per la vendita di questo prodotto.
“Dietro a questa operazione commerciale c’e’ un giro di affari che fa gola a molti – si legge ancora – non vorremmo tra qualche tempo scoprire che ci sono dei flussi finanziari non ben identificabili. Vogliamo opporci con forza a questo uso strumentale e a questa banalizzazione dell’Islam”. L’associazione dei Musulmani Moderati si dice inoltre “colpita dalle forti critiche espresse dai clienti di quel supermercato, i quali si sono ritrovati di fronte le donne velate a servire ai banchi della carne halal, cosa che non si vede nemmeno nei Paesi musulmani. Allora ci domandiamo cosa c’entri la carne halal con il velo. Queste forme di marketing selvaggio sono da condannare e da stigmatizzare. Le donne musulmane moderate si sentono offese e intendono organizzare una manifestazione di protesta di fronte a qualche supermercato Coop per reagire a questo scempio” (fonte).

Bene: il punto di vista di Buchaib non è peregrino, anzi.

Anche io avevo notato una certa “messa in scena” sull’islamità dell’evento.

D’accordo anche su “giro d’affari che fa gola a molti” anche se – i musulmani moderati non lo scrivono da nessuna parte – Buchaib siede nel Comitato insieme a Yahya Pallavicini che, come scrivo qui e qui, è uno che con la carne halal ha molto, moltissimo a che fare.

Che ci sia, ad appena un giorno dalla nascita del Comitato, il primo caso di lobbying e/o conflitto di interessi?

La frase “non vorremmo tra qualche tempo scoprire che ci sono dei flussi finanziari non ben identificabili” ci fa entrare nel cuore di tutta la faccenda.

Buchaib si scaglia contro il marketing selvaggio ma non contro l’industria della carne halal tout court. Non fa, come ho fatto io, una considerazione sull’islamercato.

E scagliandosi solo contro la Coop ci fa capire da che parte sta.

La filiera toscoemiliana, che ho individuato qui, si appoggia su Ihsan srl di Bologna che a sua volta ha come referenti due membri del Centro di Cultura Islamica di Bologna.

Il quale Centro – e qui sta tutto l’inghippo – fa parte dell’Ucoii, e cioè l’associazione di musulmani più grande d’Italia che Maroni ha di fatto  bannato “bandito” con l’istituzione del Comitato.

Comitato contro Ucoii. Halal Italia contro Ihsan srl.

Amici di sbai in attacco. Pallavicini e altri lobbisti a centrocampo. Controjihadisti e fallacisti a presidiare la difesa.

Destrislam.

p.s. in questo post NON dico che l’Ucoii è MEGLIO. Descrivo soltanto quella che ritengo essere una sotterranea guerra politico-economica in atto. Chi si approprierà del tag islam?

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9 Responses to La carne al fuoco

  1. khadi on 2010-02-13 at 11:36

    Da musulmana, io capisco il messaggio in maniera, diciamo, “personalizzata”. E l’attenzione mi si focalizza su quel: “scende in campo per dire ‘no’ alla presenza di commesse scelte tra le musulmane che indossano il velo per la vendita di questo prodotto”.
    Cioè, quello che gli rode, a questi, è che le musulmane senza hijab, poverine, non potranno andare a lavorare alla Coop, oppure (ihih) per farlo dovranno mettere il velo!! Che è esattamente il contrario di quello che succede normalmente, se vuoi lavorare alla Coop o altrove!!
    Scettica su tutta l’operazione commerciale e sull’effettiva liceità di queste carni (non è certo un marchio a poter rendere islamicamente lecito qualcosa!), anche la parata delle sorelle in hijab per fare scena a me fa abbastanza senso, anche se sono molte le sorelle che hanno ceduto al fascino di un ipotetico mondo “parimerito”.
    In realtà, per come la vedo io, certe strumentalizzazioni commerciali non fanno altro che ghettizzarci ulteriormente e ridurre la portata del messaggio islamico a fenomeno da baraccone: la donna con hijab, il “mostro deforme” che ti permette di fare i soldi nel tuo orribile circo.

  2. darmius on 2010-02-13 at 11:49

    bene.
    solo per favore, lorenzo, “bannato”, anche se in corsivo, è un crimine contro la lingua… ;)
    D

  3. Piko on 2010-02-13 at 12:02

    Mah…l’Islam è professato da esseri umani. E qualcuno se ne sta rendendo conto. Cioè gli esseri umani mangiano, fanno cacca e pipì e si riproducono. Non sono quindi quegli eterei spiritualisti che ispirano altri spiritualisti che hanno il pregio di avere tanti soldi da non doversi mettere a confronto con la realtà.
    Come dice un bel proverbio turco-balcanico: “Se io sono derviscio, e tu sei derviscio, al ciuccio chi gli da la biada”?
    Non è nè nel Corano, nè negli Hadith, nè raccontato da es(s)oteriche sette sufi a iniziati che hanno letto i commentarii di quel saggio o di quel santone. Ma “stranamente” nei pazar lo sanno tutti, questo proverbio.
    Mi viene in mente la fallimentare Operazione Mecca Cola, fatta dai riaffondaroli anni fa. Credendo di interpretare “i gusti dei musulmani” sulla base delle vacanze estive à la page o di qualche studente nordafricano, siriano o iraniano cannaiolo, comprarono i diritti della Mecca Cola (società capitalista a fin di bene, tipo l’acqua santa di Lordes) per l’Italia. E fu un flop. Cioè piacque come prova-gusto ai Tartarini (quelli che cercano l'”oriente orientale”) ma i musulmani in Italia non gradirono il prodotto.
    Allo stesso modo la carne halal: una persona (musulmana) abituata alla carne BUONA halal, si rifornirà dal macellaio che si è fatto un buon nome, fregandosene se le commesse hanno il velo o meno.
    Ma sicuramente i “consultatori” non comprano personalmente la carne al mercato e hanno chi dà la biada al loro ciuccio. E aivoglia a fare i dervisci ;)

  4. Riccardo on 2010-02-13 at 18:17

    Solo a me fa sorridere il nome di questo gruppetto ?

    “Movimento musulmani MODERATI”

    Se non sbaglio fu il noto islamofobo Daniel Pipes ad inventare l’espressione (propagandistica) del “musulmano moderato”.

    • darmius on 2010-02-13 at 18:27

      sì sì, fa proprio ridere, a men che non intendano “moderati” nel senso di participio passivo, cioè che “sono stati moderati” a modino… :))
      D

    • Lorenzo Declich on 2010-02-13 at 18:33

      :-) questo è un buon tema. Le “due destre” si distinguono per questo: l’area Magdi dice che “non esiste l’islam moderato”. Sbai dice che invece esiste e bisogna sostenerlo.

      In Italia, soprattutto, il termine si usava per definire “i regimi”, tipo quello egiziano, che “dialogano” con l’Europa o gli Stati Uniti e quindi mantengono aiuti economici e potere nonostante non siano democratici. I famosi paesi musulmani moderati… una categoria ad alto tasso di ipocrisia. Ma soprattutto una categoria della politica.

      In questo senso l’unica “cosa” che possiamo chiamare islamoderata o demoislamica (nel senso di democristiana) è il partito di Erdogan (Piko smentiscimi).

      La “moderazione” come categoria religiosa non esiste (DonMo smetiscimi).

      Pensa poi una retroversione tipo “i regimi cristiani moderati”… che cosa significa? Ben poco.

      Ovviamente nel nostro fantastico Comitato le due destre sono entrambe rappresententate.

  5. Lorenzo Declich on 2010-02-13 at 18:57

    @ Darm: un accordo simile è stato raggiunto anche a Reggio Emilia
    (http://www.ecoradio.it/index.php?option=com_content&task=view&id=86&Itemid=44)

  6. Piko on 2010-02-15 at 13:07

    Non ti smentisco Lorenzo, ma “moderato” è sempre un aggettivo che ha bisogno di estremi, per essere qualificato.
    Allora, “Islam moderato” da/per se stesso da chi e dove è anche il Wahabbita in Arabia. Loro si moderano a fatti loro, e se non fai come ti dicono loro ci pensano loro a “moderare” gli eccessi hahha
    InZomma, a volte (spesso) bisogna fare anche i conti con il sostrato etnico e storico, e grazie, ad esempio, che il nordafrica è ai nostri (loro) occhi generalmente più “moderato” rispetto a paesi che poco hanno avuto a che fare direttamente, che sò, con la cultura ellenistica, con l’impero romano, con la colonizzazione occidentale, turca o indiana, e così via.
    Resta facile quindi ad Erdogan, che viene da una delle zone di Islam più “estremo” (ovvero più ottuso, luoghi dove i senzabarba sono i senza dio e le senzapezza mignotte) permettere nelle feste del suo partito anche i concerti punk e di heavy metal, senza destare scandalo, ma passando per più che moderato: MODERNO. Ma ciò avviene in ALTRE zone rispetto ai suoi collegi elettorali tradizionali, che hanno altri sostrati (anche islamici). Ma al tempo stesso, nelle “sue” zone, quando si vincono le elezioni, i sunniti del moderno partito, fanno i pogrom contro gli aleviti, considerati, tanto per far festa e divertisi con poco, eretici e comunisti, perchè il “loro” Islam ha già elaborato da almeno mille anni quel traguardo di “moderazione” che Erdogan professa ma non PUO’ applicare in mezzo ai barbapapà. Che resteranno sempre così perchè a loro garba stare così.
    InZomma è sempre la solita vecchia storia dell'”Oriente”, sulla quale, si dice, a Kerbelà venne edotto un Franco compagno di Hasan e Huseyn: “Sono cose che voi occidentali non potete capire”.

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