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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Il terrorista tortuoso e il suo benevolo paese

2010-10-16
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L’incipit di questa notizia è davvero istruttivo:

RIYADH — A former Guantanamo detainee who rejoined Al-Qaeda in Yemen after graduating from Saudi Arabia’s rehabilitation programme has turned himself in to Saudi authorities, the government said on Friday (fonte).

Jaber Jabran al-Faifi, intorno ai 35 anni, era stato preso in Afghanistan e portato a Guantanamo con l’accusa di aver partecipato a scontri insieme ai Talebani e addestrato persone.

Nel dicembre del 2006 era poi stato inviato in Arabia Saudita per uno di quei  prezzolatissimi “programmi di riabilitazione” per terroristi di cui puoi leggere qui (50 milioni di dollari l’anno).

Scappò 2 anni dopo, appena terminato il programma, e andò a unirsi ai simpaticoni dell’AQAP (Al-Qaida nella Penisola Araba).

Ma adesso non ce la fa più, vuole tornare a casa.

Mansur al-Turki, portavoce del Ministero dell’interno saudita non fa una piega. Spiega che:

  1. al-Faifi ha preso contatto con i sauditi durante il Ramadan ed ha espresso la volontà di tornare a casa;
  2. verrà accolto in Arabia Saudita e “amministrato” in base alle leggi saudite.

Leggendo la notizia ho pensato, sulle prime: “si deve stare davvero male in Yemen se anche un alqaidista così pervicace abbandona dopo 2 anni”.

Questo pensiero è poi volato via.

I sauditi sono più indulgenti con i terroristi che con gli stregoni.

Ne mettono alcuni anche fra i 500 musulmani più influenti al mondo, li considerano “musulmani radicali”.

In Arabia Saudita è meglio fare il terrorista che il muratore.

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3 Responses to Il terrorista tortuoso e il suo benevolo paese

  1. […] cattivone segue di pochi giorni il suo collega al-Faifi, che è solo al n. 20 della lista, […]

  2. […] Quanto a Jaber Jabran al-Faifi, l’indecisissimo terrorista (o ex-terrorista, non ci è dato sapere) che avrebbe aiutato a sventare l’imminente attacco al-qaidista, ho scritto qui. […]

  3. […] Il 16 ottobre, poi, incontravo Jaber Jabran al-Faifi. Preso in Afghanistan e portato a Guantanamo con l’accusa di aver partecipato a scontri insieme ai Talebani e addestrato persone, dal dicembre del 2006 fu mandato in Arabia Saudita per la riabilitazione e dal 2008 scappò, appena terminato il programma, per andarsi ad unire anche lui a quelli di Al-Qaida nella Penisola Araba. A ottobre 2010, però, aveva deciso di tornare a casa: era stanco della vita del terrorista. […]

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